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Un tranquillo lunedí al Bagno Venere in attesa del derby

- Primo piano, Sport
14 Settembre 2026

Il privilegio vero, alla fine, è poter scegliere dove stare. Non serve un’isola privata, un tavolo in prima fila o un volo per chissà dove. Basta un lunedì di fine estate, il Bagno Venere a Tirrenia, poca gente, il rumore del mare e quella luce che sembra già sapere che tra qualche giorno dovrà togliere il disturbo.

Le cabine, gli ombrelloni, le sdraio sulla sabbia, il bar che va piano, il caffè preso senza guardare l’orologio. Il mare davanti e quella sensazione che agosto sia ormai alle spalle e che, finalmente, tutto torni a una dimensione più umana.

Scegliere di stare lì. Non perché non ci sia altro da fare, ma perché in quel momento non c’è niente di meglio da fare.

Un bagno, due passi sulla battigia, una birra, il costume ancora umido e il sole che alle sei del pomeriggio continua a scaldare la pelle. Piccole cose. E forse è proprio qui che sta il privilegio.

Ognuno, in fondo, ha il suo Bagno Venere. Non importa che sia bello o brutto. Non importa che abbia gli ombrelloni nuovi, il mare più azzurro o il bar più elegante. Può essere una spiaggia di Tirrenia, un tavolino in un paese di provincia, una panchina, una casa, un campo di calcio, una strada che conosci a memoria. Conta soltanto che, per qualche ora, sia il posto nel quale hai scelto di stare.

Perché il lusso non è avere tutto. È avere ancora la possibilità di scegliere dove stare, con chi stare e quando fermarsi. Poi, naturalmente, anche il lunedì più tranquillo ha una fine. E mentre il sole scende sul Tirreno, si aspetta soltanto il momento di buttarsi di nuovo dentro. Non in mare. Nel derby. Quello vero. Quello contro gli “odiati” viola. Perché va bene assaporare le piccole cose. Ma certe cose, per fortuna, restano maledettamente importanti.

Francesco Fasulo

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