Maurizio Ficeli

Nel fine settimana mi sono recato a Livorno, presso la Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, per seguire un corso dal tema curioso quanto impegnativo: “Gli indicatori di crisi e di insolvenza”. Ma faccio un passo indietro. Partenza da Pisa per Livorno di prima mattina con un treno locale per Piombino, il viaggio dura 20 minuti. Arrivato alla stazione della città labronica salgo su un bus di Autolinee Toscane, che gestisce il servizio in tutte le città della regione, e arrivo in piazza Grande. Sono in anticipo, visto che il corso inizia alle 9 e sono le 8.30 di mattina. Mi cade lo sguardo sulla facciata del duomo della città, purtroppo ancora chiuso.

L’ora di inizio del corso si avvicina e così mi avvio verso la Camera di Commercio passando sotto la galleria del palazzo Grande, che, tra l’altro, ha alcuni fondi sfitti. Ad un certo punto noto alcuni gruppi di turisti in fila. Passo davanti a loro e mi accorgo che sono tutti in attesa dei pullman per Pisa, Firenze e Lucca. Ne arrivano altri di turisti, sempre da navi da crociera che sbarcano lì vicino. Ci sono delle signorine con dei cartelli che indicano diverse gite disponibili: “Florence & Pisa”, “Pisa & Lucca” oppure solo “Pisa” o solo “Firenze”.

Ho visto anche alcuni turisti in piazza Grande chiamare il taxi per farsi portare alla stazione per poi raggiungere Pisa, se non farsi portare direttamente nella città della Torre Pendente. D’altra parte Firenze, Pisa, Lucca ed aggiungo anche Siena, anche se da Livorno è un po’ fuori mano, sono città artistiche e per questo molto attrattive per i turisti. Livorno ha cose interessanti da offrire ma la sua vocazione è un’altra, così come La Spezia che si sta proponendo anche essa come hub per raggiungere Lucca, Pisa e Firenze. Lavorando in sinergia alla lunga si ottengono i risultati, con i campanilismi gretti invece si fa poca strada.

Bisognerebbe ritirare fuori con forza la proposta della “piattaforma logistica costiera” inserendo, insieme al porto e all’interporto anche l’aeroporto “Galilei”, come propose anni fa il compianto Giorgio Kutufà, ex presidente della provincia di Livorno. Senza dimenticare la metropolitana di superficie (treno urbano Li-Pi-Lu) che dovrà collegare Livorno, Pisa e Lucca. Pensate, userà i binari dismessi (che già ci sono). Lo studio di fattibilità, commissionato alla Metropolitana Milanese, dice che si può fare.

Desidero concludere rivolgendomi ai cugini livornesi che, al di là dei normali sfottò campanilistici, dovrebbero guardare a Pisa (e non solo) come un opportunità, e lo stesso dobbiamo fare noi pisani, perché solo uniti si vince.

Maurizio Ficeli

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