Abbiamo già parlato dell’importante centro livornese “Corte dei Miracoli” che si occupa di magia facendo opera di divulgazione dell’arte magica con una scuola ad hoc. Detta scuola sforna pure maghi e illusionisti che vincono prestigiosi premi internazionali come ha ha appena fatto Alberto Giorgi, laureatosi bicampione europeo a Saint Vincent nello scorso mese di maggio. Saputo del conseguimento di un simile, prestigioso alloro, non potevamo non andarlo a cercare per porgli alcune domande.

Come dico sempre a tutti, si presenti…
“Alberto Giorgi. Illusionista”.

È la prima volta che ottiene un prestigioso riconoscimento internazionale come quello di Saint Vincent?”
No, abbiamo avuto diversi altri riconoscimenti internazionali ma questo è quello più importante. È la competizione ufficiale FISM; l’organizzazione più rispettata nella comunità magica. È un organismo internazionale che coordina decine di club e federazioni nazionali e internazionali in tutto il mondo. Insieme, questi club rappresentano circa 80.000 maghi provenienti da 50 paesi e 110 organizzazioni”.

Lei è un mago professionista?”
“Sì, sono un mago professionista da circa 30 anni”.

Quali sono i luoghi dove esercita di più la sua professione?
“Spesso lavoriamo all’estero, soprattutto in Francia, Spagna e Germania. Non manca qualche viaggio oltreoceano, tipo Emirati Arabi e Cina. Ovviamente occasionalmente lavoriamo anche in Italia”.

Quali sono le problematiche della sua attività lavorativa? ”
Non ne vedo molte a dire la verità. Nel senso che tutti gli aspetti impegnativi li vivo con passione e li ho accettati. Una cosa che mi rammarica è che in Italia il teatro visuale, del quale la magia fa parte, soffre un po’ di possibilità di espressione”.

Ho visto che lei lavora con sua moglie, quali sono i vantaggi di tale scelta?
“Beh, è una cosa molto comune nel nostro lavoro. Quasi tutti gli illusionisti lavorano con la propria compagna. Oltre al fatto di condividere quotidianamente nuove esperienze, una opportunità che ci offre questa situazione è che possiamo provare nuove idee in qualunque momento della giornata. Abbiamo la possibilità di parlarne, confrontarci quotidianamente e discutere esattamente nel momento che una nuova idea viene alla luce”.

 

Come definirebbe, lei, la magia?
“La magia è il linguaggio universale della meraviglia. Quando qualcosa ci appare troppo bello o insolito per appartenere al mondo in cui viviamo diciamo comunemente “è magico”. Il prestigiatore cerca di riprodurre continuamente questa magnifica sensazione”.

Che tipo di magia è la sua?
“La mia è una magia principalmente teatrale e musicale. Cerco di comunicare il senso del magico utilizzando principalmente l’aspetto visuale. In questo modo riesco a toccare il cuore di un pubblico universale sia come generazione; bambini, ragazzi, adulti e anziani, che come cultura e linguaggio. Tutti i popoli hanno pressoché le stesse reazioni di fronte allo stupore”.

Ci vogliono particolari caratteristiche psicologiche per diventare maghi?
“Penso che la principale sia la curiosità e la seconda è quella di avere una mente aperta. Ossia la capacità di mettere in discussione continuamente la realtà come ci viene presentata e guardarla da un punto di vista diverso”.

Ci può illustrare la differenza tra le due sezioni, Invenzioni e Grandi illusioni, che l’hanno laureata bicampione europeo?
“Il premio ‘Invenzioni’ è legato al riconoscimento di un nuovo principio, o trucco che non era mai stato messo in atto prima. Ovviamente deve essere anche un trucco efficace oltre che innovativo. Vi assicuro che non è facile in un’arte che ha secoli di tradizione. Il secondo è legata al punteggio che viene dato da una giuria competente alla messa in scena dell’atto magico. Il mio numero è stato quello che ha ottenuto il punteggio più alto nella categoria ‘Grandi Illusioni'”

Sbaglio, o non è la prima volta che lei consegue un alloro internazionale?
“Io e mia moglie abbiamo avuto diversi riconoscimenti internazionali. Dal Mandrake d’or, al secondo premio al Shanghai Magic Festival, all’Oracolo d’oro a Valladolid e altri. Questo è comunque in assoluto il più prestigioso in Europa”.

Può descriverci in poche parole il numero che le ha permesso di conquistare il doppio trionfo continentale?
“In sintesi è un numero ispirato ad un Frankenstein che costruisce il suo mostro/robot nel proprio laboratorio. È un essere robotico, e quindi moderno, ma allo stesso tempo con un sapore ottocentesco. Il numero affronta la volontà dell’uomo di creare la vita, i rischi connessi, e comunque il fatto che tutto questo è inevitabilmente il suo destino. Un sogno che forse presto, attraverso la robotica, potrebbe essere realizzato”.

Com’è nata l’idea per questi i numeri e quanto tempo ha impiegato per metterli a punto?
“Sono della generazione di Goldrake e Mazinga. In qualche modo questi cartoni hanno influenzato la nostra infanzia. Essendo un prestigiatore cerco di tenere aperta la porta del ‘fanciullino’ che è in noi e credo che tutto questo fosse in attesa di venire fuori da tempo. Ha richiesto 3 anni di lavoro. Dall’ideazione alla ricerca e costruzione dei materiali, alla realizzazione del numero, alle inevitabili correzioni dovute a errori o test e alla messa in scena con coreografia, musica e luci”.

Quanto l’aiuta far parte di un gruppo come quello della Corte dei Miracoli?
“Vorrei dire che senza la Corte dei Miracoli tutto questo non sarebbe stato possibile. Il nostro club è molto avanti nel nostro settore. Da anni ci confrontiamo e consigliamo su quello che mettiamo in scena e questo lavoro quotidiano porta i suoi frutti”.

Ho letto, per caso, un simpatico paragone calcistico di Luciano Donzella, presidente della Corte dei Miracoli, che definiva il vostro gruppo “L’Atalanta della magia” anche perché, oltre lei, annoverate un altro campione europeo, Francesco Fontanelli, noto anche per essersi piazzato al secondo posto ad una edizione televisiva di qualche anno fa di Italia Got Talent. Qual è il segreto del vostro successo?
“Oltre che essere la sede cittadina, la Corte dei Miracoli è anche promotrice e ospite del congresso di storia della magia nazionale. Una volta all’anno i migliori storici del nostro settore si riuniscono a Livorno per analizzare il passato della nostra arte. Guardare e studiare il passato è uno stimolo importantissimo e un trampolino per guardare al futuro. Cosa poi fondamentale è la scuola di magia. Sono alcuni anni che abbiamo intrapreso un nuovo percorso. Abbiamo aperto la scuola di magia ai più piccoli, che dai 10 anni in su possono venire ad imparare la nostra arte. Questo è sicuramente molto utile per la loro crescita. Abbiamo genitori che hanno accompagnato i loro figli pensando che avrebbero imparato solo qualche trucco e hanno presto potuto apprezzare sia la profondità del nostro lavoro sia l’arricchimento personale che hanno visto sviluppare nei ragazzi. Oltre al divertimento, acquisiscono delle armi in più come la sicurezza in se stessi e lo stimolo alla curiosità che saranno utili per il loro futuro. Sembra una frase fatta ma facendo la scuola di magia guardiamo la nostra arte da un diverso punto di vista e alla fine, giorno dopo giorno, cresciamo anche noi. Questo forse è il nostro segreto, oltre, ovviamente, alla passione”.

Essere livornesi aiuta a diventare dei bravi maghi?
“Beh, da un lato aiuta perché il livornese tende naturalmente a mettere tutto in discussione. Anche se stessi fortunatamente, con una certa ironia, sempre utile nella vita, e come abbiamo visto la base della magia è proprio questo tentativo di ridiscutere la realtà. Poi, proprio per questo motivo, il pubblico livornese è una buona scuola. Sempre dissacrante, non accetta facilmente di essere imbrogliato neppure per gioco, e quindi più difficile da ingannare. Dall’altro, di contro, proprio per la sua particolarità, Livorno ha una forte forza centripeta che spinge a chiudersi in se stessi. Ma Livorno è davvero piena di talenti. Non faccio nomi perché non vorrei escludere qualcuno, ma chi riesce a reagire a questa strana forza scopre un mondo che lo attende”.

Progetti per il futuro?
“Ho in programma un tour in Francia per tutto il 2025- 2026, oltre al nuovo appuntamento al campionato mondiale FISM a Torino tra un anno circa”.

Cosa potremmo dire a coloro, soprattutto giovani, che vogliono avvicinarsi alla magia?
“Di mettersi in contatto con La Corte dei miracoli e scoprire se questo mondo fa per loro. Molti scopriranno di sì”.

E allora che aspettate? Se volete emulare questo grande illusionista cercate in rete i riferimenti per provare a cimentarvi in questo ambito che promette divertimento e soddisfazione, ma per concludere non si può non prendere in considerazione un aforisma del grande Harry Houdini: “Guardati questa vita, è tutta materia e magia”.

Magie belle per tutti!

Guido Martinelli

Foto di Corte dei Miracoli

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