Una pisana “sugli scudi” nell’incanto dell’isola di Mykonos, dove nei giorni scorsi si è svolto un evento per le nomination delle Eccellenze Italiane, che avranno la loro conclusione a Washington il prossimo mese di ottobre. Tra i premiati la pisana Irene Carloppi, da oltre 15 anni attiva come tour operator nell’isola greca: l’iniziativa è stata organizzata dalla fondazione E-Novation, presieduta da Massimo Lucidi, giornalista e fondatore dell’omonimo premio decennale  e l’associazione “Italiani a Mykonos”. Abbiamo rivolto alcune domande a Irene.

Come e quando ha deciso di vivere e lavorare a Mykonos?
“Ho iniziato l’avventura a Mykonos per le stagioni estive come responsabile assistenza turistica per un noto tour operator italiano nel 2007. Non esistevano piattaforme digitali e neanche le compagnie aeree low cost che hanno dato il via al turismo globalizzato. La biglietteria aerea veniva gestita solo dalle agenzie viaggi italiane che intermediavano con me in loco e gli hotel dell’isola lavoravano solo grazie a questo sistema. Assistevo quindi i turisti italiani durante tutta la loro vacanza anche solo per aiutarli a comunicare con la reception o per proporgli le varie escursioni e soprattutto a gestire le varie emergenze aeroportuali e alberghiere, una specie di ‘agente speciale disponibile H 24′”.

Poi cosa è cambiato?
“Con l’avvento del turismo ‘fai da te’ gli albergatori cominciarono ad avere domanda da tutte le parti del mondo. In particolare si trattava di un turismo prettamente di lusso e proveniente anche dagli emirati. Le ville da mille e una notte e le piazzole per gli elicotteri erano sempre più richieste, specialmente durante la pandemia. Ho iniziato così a collaborare con alcune agenzie ateniesi come guida turistica in lingua inglese, francese e italiana per migliaia e migliaia di passeggeri in transito con le numerose navi da crociera e per i privati, soprattutto americani. Orgogliosa, ogni giorno, nel mostrare la bellezza dell’isola e raccontare la storia dagli esordi di Delos per passare ai gloriosi tempi del dominio veneziano e della rivoluzione contro il dominio turco ottomano”.

A un certo punto, se non sbaglio, ha iniziato a collaborare direttamente con gli albergatori…
“Sì, con il passare delle stagioni e l’anno pandemico trascorso sull’isola mi è venuta l’idea di collaborare direttamente con gli albergatori che non si piegavano al sistema del rialzo esorbitante dei prezzi e alla trasformazione delle strutture e dei locali in marchi globalizzati senza anima. Abbiamo pubblicizzato Mykonos come isola sempre fedele alle tradizioni e alla cultura del luogo, la vera Mykonos insomma, quella ancora con gli asinelli e le stanze dalle finestre blu, ferma ai propri principi di Filoxenia, ovvero ospitalità nei confronti degli stranieri. La nuova amministrazione appena eletta è composta da molti miei cari amici che puntano alla valorizzazione autoctona. Ho instaurato veri e propri rapporti di connessione con loro (dai pescatori alle autorità) e la comunità italiana lavoratrice sull’isola”

Cosa rappresenta per lei il riconoscimento che ha ottenuto?
“Adesso che faccio la ‘pendolare’ con Mykonos, visto che ho fatto ritorno a Pisa per avere una vita più regolare e meno stancante, ho avuto dimostrazione della stima nei miei confronti con il premio eccellenza, che sancisce il legame indissolubile con questa terra che mi ha dato tanto”.

Cosa le manca di più di Pisa quando è a Mykonos?
“Sicuramente dal punto di vista paesaggistico mi manca il verde e la natura collinare straordinaria che abbiamo nella nostra provincia. A Mykonos non piove quasi mai e per questo i terreni sono aspri e aridi. Mi manca anche l’estrema calma e la diplomazia con cui si rapportano i pisani al susseguirsi degli eventi nonché il vasto patrimonio culturale del quale vado orgogliosa”.

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