Si chiude con un’altra sconfitta una stagione che definire deludente suona quasi come un complimento. I Neroazzurri onorano professionalmente, come giusto e dovuto, l’ultima gara di campionato, ma perdono di nuovo e, ancora una volta, subiscono due reti evitabili.

C’è poco da commentare quando i numeri ti inchiodano al tredicesimo posto finale, terz’ultimi per numero di reti subite (solo le retrocesse Feralpisalò e Lecco hanno fatto peggio), appena tre punti sulla zona playout e ben cinque punti distanti dalla zona playoff. Il tempo dei bilanci definitivi è giunto, a breve torneremo a parlarne diffusamente.

Ma intanto l’ultima giornata decreta la Serie A del Como che, senza perdersi in discorsi e dibattiti riguardanti le strutture per essere competitivi, con il suo vecchio e romantico stadio sul lago affronterà le grandi del Calcio italiano grazie ad una sapiente opera di programmazione culminata in un mercato perfetto massimizzato da uno staff tecnico che non ha sbagliato nulla.

Altra notizia del giorno è l’impresa, peraltro già nota, del tanto bistrattato Maran che frettolosamente a Pisa in molti etichettarono negativamente: con una squadra sulla carta inferiore alla nostra entra meritatamente nei playoff.

Per non parlare dell’autentico capolavoro di D’Angelo che, preso lo Spezia in situazione disperata ed in un clima di giusta e forte contestazione, lo porta alla salvezza grazie alla sua grande capacità di capire cosa veramente occorre per stare in una serie difficile come la B.

Tutto il resto sono chiacchiere da bar, alibi da cortigiani e imbarazzante negazione dell’evidenza: finalmente cala il sipario su questa pessima stagione, definiamola “transitoria” per farcela piacere, ma da salvare c’è solo l’aver mantenuto la categoria.

Andrea Cosimi
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