Andrea Cosimi

75% Ak Calcio Holdings Limited, 25% Magico Srl: partiamo da questo dato di fatto. Chi mette i soldi sono loro, potranno sbagliare o meno, ma il Pisa, come normale che sia, dipende dalle decisioni della Proprietà.

Tra pochi mesi i nostri colori sventoleranno per il sesto anno consecutivo nella prestigiosa serie B (mai successo prima nella Storia del nostro sodalizio), e questo lo dobbiamo tutti apprezzare, non è poco. Basta infatti guardarsi intorno per notare che, a parte le organizzatissime e probabilmente inarrivabili per metodo e spessore Fiorentina ed Empoli, tutte le altre realtà toscane vivono momenti di grande difficoltà.

Fatta questa doverosa premessa non si possono certo tacere le tante cose che quest’anno non sono andate come si sperava, né omettere l’auspicio per un cambio di passo. Dopo la finale persa con il Monza i buoni propositi di alzare l’asticella e di fare meglio non hanno purtroppo trovato concretezza.

Anche il campionato concluso, esattamente come il precedente, è stato deludente, e questo stride rispetto ai tantissimi soldi investiti.

Per carità, ci può stare, fare Calcio non è una scienza esatta, ma la stagione passata mantenemmo la categoria grazie al ritorno di D’Angelo che guidò i Neroazzurri ad una spettacolare rimonta (anche se l’epilogo con la Spal fu avvilente). Con Aquilani invece ci siamo stabilmente posizionati nella parte destra della classifica, sempre a ridosso dei playout.

Di analisi di ciò che è stato ormai ne abbiamo già lette tante, per me rimangono innegabili due fattori: il mercato estivo e quello invernale non si sono rivelati all’altezza delle aspettative e il grande limite di Aquilani è stato quello, troppo spesso, di pretendere di adattare al proprio credo tattico giocatori non portati ad un cambiamento del genere.

Nel girone di andata abbiamo preso reti imbarazzanti e infilato una serie di espulsioni troppo spesso imputabili al modo di stare in campo voluto dal Mister.

Il girone di ritorno è stato appena un po’ meglio, ma complessivamente la squadra non ha mai brillato in continuità né, diciamolo francamente, ha mai divertito. Sicuramente è stato apprezzato l’impegno, ma ci mancherebbe il contrario, quello è il minimo sindacale per giocatori professionisti puntualmente e regolarmente ben pagati.

Insomma, negare l’evidenza non si può, ci sono voluti 44 punti per salvarsi, il Pisa ne ha fatti appena due in più ed è risultata una delle squadre più perforate dell’intera categoria.

Ad altre latitudini si torna in A con uno stadio vecchissimo che presenta anche diverse problematiche di parcheggio. Per curiosità sono andato a documentarmi, a Como tutto questo dibattito in chiave autoconsolatoria secondo il quale “non si può puntare in alto finché non ci sono le strutture” non l’ho letto… da noi sta quasi diventando uno scioglilingua. Le strutture sono importanti, ma non decisive, e gli esempi come il Como abbondano.

Se lo stadio nuovo non si può fare si proceda ad un restyling fatto bene e in attesa della prima pietra del Centro Sportivo si cerchino situazioni alternative (Centro Coni a Tirrenia?): sono argomenti importanti, e allora Comune e Proprietà facciano quello che devono fare, perché più il tempo passa più il rischio di perdere di credibilità sale.

Molto pericolosa anche la convinzione di alcuni, per i quali può andar bene vivacchiare a lungo in B: ricordiamoci cosa insegna la storia di questo campionato, dove mediamente entro i dieci anni consecutivi (scarsi) se non si sale si scende in C. Adesso c’è tanto tempo a disposizione da sfruttare a favore, perché “chi ha tempo non aspetti tempo”.

Purtroppo l’accesso alla finale di Conference League della Fiorentina potrebbe allungare i tempi di attesa per capire chi sarà il nuovo Mister dei Neroazzurri. Anche il ruolo di Direttore sportivo, pur se la figura del Direttore generale a Pisa è decisamente predominante, andrebbe individuato prima possibile.

Le storie vincenti di Parma e Como ci dicono che saper fare tesoro degli errori ed individuare da subito figure chiave ed esperte è fondamentale.

Muoversi in netto anticipo potrà essere di aiuto per un mercato che si preannuncia complicato con troppe situazioni da gestire, una sorta di “ondata di ritorno” molto impegnativa per la politica attuata dal nostro club negli ultimi anni.

Bisogna cercare di confermare i talenti e i top di categoria: ripartire da Arena, Barbieri, Bonfanti, D’Alessandro, Esteves, Marin, Nicolas, Moreo Matteo Tramoni e Valoti sarebbe già una ottima base sulla quale andare ad inserire innesti di spessore.

Dopo la retrocessione della Salernitana e le promozioni di Cesena, Mantova e Juve Stabia, in attesa delle due retrocesse dalla A e della quarta proveniente dalla cervellotica e sfinente formula playoff di C, la B che ci aspetta si preannuncia ancora più impegnativa.

Attenzione a riformulare l’adagio della “stagione di transizione”, si rischia di farsi male. Tutto ciò che è avvenuto negli ultimi due deludenti campionati dovrebbe indurre tanta analisi retrospettiva e tanta autocritica, per uscirne più forti.

Auspicabile anche un passo in avanti nella comunicazione tra Società e Piazza, riscoprire un contatto con la nostra grande Provincia, mettere da parte malumori e saper più tenere conto che nel calcio, come in tutte le cose della vita, le critiche ci possono stare.

“Questa Società dobbiamo tenercela stretta ed aiutarla a crescere”, mi dice spesso un caro amico. Giusto, così deve essere, ma la Società faccia altrettanto, perché una Piazza come Pisa non è così scontata, una tifoseria che lascia lavorare e si fida quasi sempre a prescindere di tutto, anche quando le cose non vanno come dovrebbero andare. Uno scatto di ambizione ci vuole, a tutti i livelli, da Knaster in primis. Puntare in alto per non rischiare di cadere in basso.

Andrea Cosimi

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