– Maurizio Ficeli –
Giorni fa si è svolta presso l’Arena Garibaldi una conferenza stampa indetta dal sindaco Michele Conti e dall’assessore ai lavori pubblici Raffaele Latrofa, in cui sono stati convocati gli organi di informazione per fare il punto sui lavori di adeguamento dello stadio in vista del prossimo campionato di serie A, per scongiurare anche il fatto che la prima gara di campionato con la Roma del 30 agosto possa essere giocata a Cagliari, cosa alquanto disagevole per i tifosi. Sia il sindaco che l’assessore hanno voluto rassicurare i presenti che i lavori stanno andando avanti a spron battuto affinché Pisa-Roma possa essere disputata all’Arena Anconetani, che, a fine lavori, avrà una capienza di 12.508 spettatori.
A queste rassicurazioni degli amministratori si sono aggiunte le dichiarazioni del neo questore di Pisa, Salvatore Barilaro, che ha esternato alcune perplessità sull’Arena, poiché l’impianto si trova in mezzo alla città e alle case, aggiungendo che sarebbe stato meglio se si fosse valutato uno spostamento altrove dello stadio. Su quest’ultimo punto ha poi tenuto a puntualizzare che questa è una valutazione non di sua competenza ma degli amministratori locali.
E proprio per questo, pur rispettando il signor questore, ci chiediamo se abbia senso che una persona nella sua posizione, e con le sue responsabilità, si esprima con valutazioni di tipo politico non tanto sulla sicurezza (tema di sua competenza) ma sulla ubicazione di un impianto sportivo e sulle valutazioni (per l’appunto, politiche) su dove realizzare o meno una struttura o dove eventualmente spostarla.
Possiamo altresì aggiungere che l’impianto sportivo si trova in quel luogo da più di cento anni, quando pochissime case esistevano in zona. Prima, dunque, è stato costruito lo stadio (ancor prima un luogo adibito a spettacoli all’aperto) poi sono arrivate le case. E non solo: quante sono le città, in Italia e all’estero, con gli stadi quasi in centro? Ultima cosa: le opinioni sono tutte legittime, però certe riflessioni politiche sarebbe meglio che le facessero gli addetti ai lavori dopo essere stati eletti (in Consiglio comunale, in Regione o in Parlamento).
Il Questore ha altresì affermato che i lavori di adeguamento dell’impianto sono costati circa 1,5 milioni di euro di soldi pubblici, ed ha aggiunto che più di tanto non si potrà fare per garantire la massima sicurezza non solo alle squadre di calcio o ai tifosi, ma anche ai cittadini residenti nel quartiere, in un contesto che prevederà lo spostamento e la vigilanza su circa duemila tifosi alla volta, che conseguentemente paralizzeranno la città, a causa delle necessarie misure di sicurezza diffuse sul territorio, e ciò anche nei giorni feriali perché le partite del campionato non si svolgeranno solo di domenica. Questo perché un conto è scortare poche centinaia di persone in parcheggi periferici e condurle allo stadio, mentre un altro è il dover gestire migliaia di persone che già da molte ore prima della partita arriveranno a Pisa.
Queste affermazioni hanno smosso un “vespaio” aprendo un dibattito sui canali social fra i tifosi nerazzurri. Il Pisa ha già disputato la massima serie ai tempi di Anconetani, e di tifosi da fuori ne venivano in numeri molto maggiori rispetto ad adesso, eppure l’Arena e la zona circostante sono state sempre all’altezza della situazione, quindi, adesso che ci sono delle limitazioni assai più rigorose (tessera del tifoso, valutazioni ed eventuali stop alle trasferte in caso di rischi eccessivi) non capiamo che senso abbia alimentare certe tensioni.
Parma, Como, Genova, Firenze, Bologna… sono solo alcune delle realtà italiane in cui gli impianti sportivi sono ospitati in città. Non ci risulta che anche lì siano stati avanzati gli stessi dubbi sollevati a Pisa. Come mai? Detto questo, l’importante ora è che la prima gara in casa venga disputata all’Arena. Partiamo subito con il piede giusto.
Maurizio Ficeli

