Ci sono date che non possiamo scordare. Una di esse è il 19 luglio 1992, giorno dell’attentato mafioso avvenuto all’altezza del civico 19 di via d’Amelio a Palermo. Era una domenica calda di luglio quando nella sonnolenta Palermo si udì un boato che spezzò il respiro a chiunque lo sentì e la vita al giudice Paolo Borsellino (poche settimane prima era stato ucciso il collega Giovanni Falcone, entrambi furono gli artefici del maxi processo di Palermo che dette un duro colpo alla mafia) e a cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano (assistente), Walter Eddie Casina (agente scelto), Emanuela Loi (agente, prima donna della Polizia di Stato a cadere in servizio), Vincenzo Fabio Li Muli (agente), Claudio Traina (agente). L’unico agente che sopravvisse fu Antonino Vullo che si trovava fuori dall’auto esplosa.
“Quando nel 2016 ero presidente del Consiglio Comunale di Cascina (Pisa) – scrive Paola Viegi – mi fu sottoposta una mozione per l’intitolazione di una strada ad Emanuela Loi, prima donna poliziotta a morire in servizio. Eravamo a chiusura del mandato amministrativo, così promisi all’allora consigliere proponente Rosario Mirabile che se fossi stata rieletta avrei portato avanti la proposta. E fu così. Il nuovo Consiglio Comunale nel 2017 approvò un Ordine del Giorno che mi vide prima firmataria, accogliendo unanimemente l’intitolazione. Il 19 luglio 2020 in località Pettori di Cascina si scoprì la targa con la scritta “piazza Emanuela Loi”. Eravamo in tempo di Covid, con le mascherine. Eppure fu un momento molto emozionante e partecipato. Da allora ogni anno il 19 luglio ci ritroviamo per porre un mazzo di fiori sotto quella targa.

Perché abbiamo scelto Emanuela? Innanzitutto ci aveva colpito la sua giovane età, 24 anni. Poi il fatto che, nonostante sognasse di diventare maestra, aveva seguito diligentemente questo cambio di rotta che l’aveva portata a superare brillantemente un concorso nella Polizia di Stato e successivamente a svolgere un servizio così delicato come quello della scorta ad un giudice. Mi aveva colpito molto come lei avesse affrontato tutto questo, con responsabilità ed altruismo ma anche con un po’ di fatalismo, continuando a sognare una famiglia e dei bambini. E come questo sogno sia stato spezzato per sempre. Un’ingiustizia inaudita.
Così ho voluto conoscere la sorella Claudia e siamo diventate amiche a distanza. Lei ha avuto forse il peso più grosso: quello di vedere i suoi genitori morire dal dolore e di lottare per continuare a tenere vivo il ricordo di Emanuela, perché si faccia davvero luce su una strage che non ha ancora individuato colpevoli certi. Claudia e suo fratello stanno dedicando la vita a questo, instancabili missionari per una verità che chissà mai se arriverà.
E poi c’è Emanuela junior, la figlia di Claudia, che ha scelto di fare la poliziotta. Forse già così Emanuela ha vinto.
Anche quest’anno ci siamo trovati sotto il sole di luglio per ricordarla. in una piccola piazza parcheggio di Pettori frazione di Cascina, dove speriamo possa essere messa una panchina con dei libri sulla storia di Emanuela e del giudice che difendeva.
Lo faremo come Commissione Memoria della Biblioteca Sociale di Casa Sant’Anna, come semplici cittadine e cittadini che amano ricordare il sacrificio di persone come Emanuela, morta per difendere lo Stato ed i suoi servitori onesti. Con noi la Scuola “Borsellino” di Navacchio e le autorità.
Chi volesse approfondire l’argomento potrà contare su una selezione di libri che sono stati messi a disposizione per prestiti nella piccola Biblioteca Sociale di Casa Sant’Anna. Via Puccini, 11, Sant’Anna Cascina. Un luogo di socialità, cultura e memoria nella Piana di Cascina”.
La Commissione Memoria
della Biblioteca Sociale
di Casa Sant’Anna
Paola Viegi, Martina Muzio, Franco Parri,
Franco Bizzarri, Rosario Mirabile, Viviana Cosci


