Approfittando della lunga pausa di campionato ho raccolto il pensiero di alcuni tifosi. Spaziando dal passato, al presente e al futuro, ognuno ha espresso liberamente la propria opinione. “Brucia” ancora molto come è stato gestito il ritorno in serie A dopo 34 anni ma si guarda avanti con fiducia, nonostante la convinzione che il mercato fatto sia incompleto e senza aspettarsi troppo da questa stagione. Preoccupa la fase difensiva. Grande soddisfazione per il Centro Sportivo. Interessanti diverse considerazioni tattiche ed emozionali.
MARCO ACCONCI
“Dopo una retrocessione scellerata e disastrosa, oltre tutto ultimi per la prima volta nella nostra storia, la penso come Mister Bianco e vedo positivo, torneranno le soddisfazioni. Forse il Palermo farà campionato a sé, ma Pisa, Modena, Verona e Cremonese potranno dire la loro. Attenzione al Sud Tirol, per me reggerà, ha un bellissimo centro sportivo e soci che vogliono puntare in alto. La nostra rosa la vedo da primi cinque/sei posti e la reputo più forte di quella che aveva a disposizione Inzaghi due anni fa, Marras è l’acquisto che mi è piaciuto di più, lo vedo molto bene anche in prospettiva. Le prime cinque giornate sono state secondo le aspettative, unico vero neo la sconfitta con l’Entella. Capitolo tifosi: l’Italia va in contro tendenza agli altri Paesi Europei tra divieti e limitazioni, ma ci si dimentica che comprimere così la passione dei tifosi significa anche penalizzare l’economia”.

NICOLA BARSOTTI
“Dopo 34 anni di attesa si poteva fare molto meglio per la serie A, fu un mercato senza certezze, il cambio poi di Gilardino con Hiljemark fu la mazzata finale, una umiliazione mai esistita, con Gilardino ce la saremmo potuta giocare. Adesso la filosofia di mercato è cambiata con l’arrivo di giocatori di categoria, è un progetto nuovo che richiede tempo. L’organico però è incompleto e non mi sembra da serie A, manca un bomber da doppia cifra, ci sono tanti esterni, forse troppi, non è stato preso un sostituto di Marin e il centrocampo non è abbastanza fisico e non protegge a sufficienza la difesa, fossi il Mister lo rinforzerei tatticamente. Vedo passi in avanti da quando Mister Bianco è passato alla difesa a tre, a proposito…. con Inzaghi giocavamo a tre e prendemmo pochissime reti, giocando a quattro con Aquilani avvenne il contrario. Per il futuro mi aspetto intanto il mantenimento della categoria, la realizzazione del centro sportivo e poi tornare in A per restarci”.

ALESSANDRO BENVENUTI
“Mercato buono ma incompleto, mancano due tasselli di esperienza, ovvero un difensore centrale ed un centrocampista di peso capace di fare entrambe le fasi. Teniamo presente che l’unica alternativa a Correia è Loyola. Che peccato non aver preso Goldaniga e Mazzitelli. Mi auguro di non avere problemi a mantenere la categoria, riusciremo a raggiungere i playoff solo se verrà trovata una quadra al modulo. Mandando via Semper per Confente è evidente che ci abbiamo rimesso, ma fossi nel nostro nuovo portiere parlerei con Mister Bianco e gli chiederei di non tenere una difesa così alta e contemporaneamente chiedermi di coprire così gli spazi uscendo ripetutamente dall’area, perché mi espone a frequenti e grosse figure di m…”.

MASSIMILIANO CAPONI
“Delusione enorme per come è andata la serie A, mercato inadeguato, dovevamo almeno lottare fino in fondo. Purtroppo dalla fine del rapporto con Inzaghi si avviò una stagione penosa, indecorosa. La stagione attuale dovrebbe essere quella del riscatto, ma per me il mercato è stato alla fine troppo incompleto con tante lacune non colmate in difesa e a centrocampo. In attacco si è a lungo parlato di bomber, ma alla fine sono arrivati indubbiamente ottimi giocatori ma che bomber non sono. Mi aspetto un campionato di transizione, al massimo un piazzamento playoff, ma attenzione alla B, evitiamo di rimanere invischiati nella parte destra della classifica. Mi sarei aspettato decisamente di più, speriamo che il nuovo progetto sportivo dia i risultati che desideriamo tutti”.
LEONARDO FALORNI
“Dobbiamo essere felici di questa Proprietà che ci fa dormire sogni tranquilli, forse Centro Sportivo e Stadio potranno farci decollare verso obiettivi ambiziosi. Questa Società ha potenzialità enormi ma deve migliorare nella comunicazione con i tifosi. La A è sembrata un “incidente di percorso” e sono molto deluso ed infastidito per averla vissuta come un passaggio, dopo 34 anni che l’aspettavo. Già a gennaio, con un mercato non all’altezza e la scelta di Hiljemark eravamo praticamente rassegnati. Quest’anno abbiamo una buona rosa ma non così completa, non ho la sensazione che si punti alla A, mi sembra più che si “tiri a campare” in attesa della fine del Centro Sportivo”.

ANDREA GEMIGNANI
“La stagione scorsa, se pur disastrosa, va archiviata, è inutile continuare a parlarne. Certo si spera sia servita di insegnamento alla Società. Mercato tra i migliori questo anno con arrivo di giocatori importanti, forse manca qualcosa in difesa ed un elemento in più a centrocampo, ma è comunque iniziato un percorso nuovo e bisogna avere pazienza. Il Mister ha vinto un playoff, è credibile ed ha un nome da spendere, al pari di quanto successe due anni fa con l’arrivo di Inzaghi. Inizio difficile questa stagione, ma la partita veramente negativa è solo quella indecorosa con l’Entella. Non abbiamo però problemi solo noi, basta guardare le altre retrocesse. Il Pisa può essere protagonista, ma se non lo sarà dovremo accettarlo consapevoli che è in atto un nuovo ciclo, bisogna dare tempo, fiducia, ovviamente però senza sconti a nessuno. Dà tanta soddisfazione il centro sportivo in costruzione. Ci tengo infine a dire che mi dispiace molto leggere sui social offese, perché è sempre giusta la critica, ma non va bene chi la esprime con brutte parole, con livore e con sarcasmo”.

AURORA GIAMMATTEI
“Per noi giovani fu tantissimo l’entusiasmo e la felicità nel vedere per la prima volta il Pisa in serie A, ma tanta è stata l’amarezza e la delusione per come è andata a finire. Per questa stagione ho fiducia, credo che la Società abbia operato bene. Il Centro Sportivo potrebbe aiutare nel definitivo salto di qualità. Vogliamo poter tornare liberamente in trasferta, tutti insieme, tutto il grande Popolo Neroazzurro”.

PAOLO GUALTIERI
“Peccato non aver sfruttato l’onda dell’entusiasmo che era seguita al ritorno in serie A, il mercato fu deludente, pochi innesti buoni, folle poi aver dato l’incarico di concludere il campionato ad Hiljemark. Vedo un criterio e idee chiare nella costruzione dell’organico ma la fase difensiva va assolutamente sistemata. Torniamo a mettere in primo piano il risultato. In ogni caso, ancora oggi come quando ero piccolino, ogni volta che entro nell’Arena mi emoziono, è sempre come fosse la prima volta”.

MASSIMILIANO PORCU
“Sono tifoso del Pisa dal 1981, pur non essendo nato in questa città l’amore per questa maglia scoppiò all’istante, dalla prima volta che entrai all’Arena. Da allora questa grande passione mi ha sempre accompagnato condizionando mio malgrado i miei stati d’animo. Avendo vissuto l’era Anconetani so bene cosa significhi il calcio a certi livelli, e per questo ho assorbito bene la delusione della passata stagione, anche se è innegabile che errori ne siano stati fatti tanti. Va però riconosciuto a questa Società di aver conferito una solidità straordinaria permettendo che l’asticella delle nostre ambizioni si sia stabilmente alzata. Vedo programmazione da grande club, e questo mi fa stare tranquillo, il futuro è garantito dal valore reale e duraturo che si sta creando a livello strutturale e patrimoniale. Dal punto di vista sportivo le scelte fatte dimostrano chiaramente che la dirigenza ha capito gli errori, ovviamente solo il tempo ci dirà se le scelte sono state giuste. Ma le premesse per giocarsela ci sono tutte”.

AMBRA TARDELLI
“Da anima romanticamente legata al Calcio di un tempo guardo ai tempi di Romeo Anconetani, un Presidente che, oltre ai grandissimi risultati sportivi grazie alle sue intuizioni e alla sua abilità manageriale, riuscì a saldare in modo indissolubile il legame tra la Società e la tifoseria: quella attuale è solida e ben strutturata, permette l’arrivo di tesserati di grande valore, ma a me risulta un po’ fredda e asettica, lontana da quel rapporto emozionale che proprio Romeo aveva creato con i tifosi. Ogni volta però che entro allo stadio le sensazioni sono sempre le stesse, vedere scendere in campo le maglie neroazzurre rievoca in me ricordi, canti, umori, pianti di generazioni passate, perché il Pisa è un amore eterno che va al di là delle persone che lo rappresentano”.
Andrea Cosimi

