Mentre i giornali (anche nazionali) si occupano di Beatrice Venezi, che al Teatro Verdi di Pisa ha diretto l’orchestra da camera fiorentina nella Carmen di Bizet, con tanto di polemiche sulla scia di quelle divampate mesi fa a Venezia (per la nomina della direttrice alla Fenice), la notizia più importante all’ombra della Torre è un’altra: il sindaco Michele Conti ha dato vita a un vero e proprio rimpasto di Giunta, sostituendo due assessori e modificando alcune deleghe.
Cosa cambia
Vediamo subito i nomi di chi lascia e chi entra in Giunta. Lasciano l’assessore all’Ambiente Giulia Gambini (FdI) e Gabriella Porcaro, Decentramento amministrativo. Al loro posto Pisa Elena Del Rosso (FdI) e il civico Amanuel Sikera (Pisa al centro). Medesime le deleghe. Ci sono anche altri cambiamenti: Frida Scarpa, assessore allo Sport e alle Politiche giovanili, ottiene anche le deleghe su Pnrr, stadio e navigabilità dell’Arno. A occuparsi di sicurezza e polizia municipale, invece, sarà Giovanna Bonanno (Lega).
Conti spiega che la necessità è “imprimere nuova energia all’azione amministrativa in una fase decisiva del mandato. Dopo oltre sette anni e mezzo di governo della città, l’amministrazione è oggi chiamata a un duplice impegno: portare a compimento i numerosi lavori e progetti già avviati e, allo stesso tempo, rafforzare l’impostazione strategica che guarda al futuro di Pisa, con un orizzonte di lungo periodo. In questi anni la città è stata interessata da un numero senza precedenti di cantieri, investimenti e interventi diffusi nei quartieri, resi possibili anche grazie alle risorse del Pnrr e a una programmazione attenta e rigorosa”.
Investitura in vista del 2028?
Il sindaco, che mantiene le deleghe a Protezione civile, Bilancio e Società partecipate, ha attribuito ulteriori compiti a Frida Scarpa. Qualcuno vede questa mossa come una sorta di “investitura” (delle stessa Scarpa) in vista delle Comunali del 2028. Potrebbe essere. Ma di certo non sarà Conti a decidere, da solo, chi si candiderà per la poltrona di sindaco.
Le polemiche
Ovviamente non potevano mancare le polemiche. “Conti cambia due assessore. Lo fa il giorno dopo la passeggiata del collega di Fratelli d’Italia Petrucci in protesta con il sindaco per le vie della città insieme a uno sparuto gruppetto di sostenitori”, osserva Matteo Trapani, consigliere regionale del Pd. Che poi rincara la dose parlando di “fallimento certificato” e “ragionamento da manuale Cencelli nelle correnti della destra”. In realtà cambiare la propria squadra rientra nelle prerogative del sindaco, ci mancherebbe. Colpisce, però, che Conti lo abbia fatto senza indicare chiaramente i motivi e, di fatto, implicitamente criticando quello che non è stato fatto (o poteva essere fatto meglio). Perché, se tutto fosse stato fatto (e bene) che motivo ci sarebbe stato per cambiare? Trapani affonda il colpo aggiungendo che Conti “lascia in pista gli assessori che hanno fatto peggio in questi anni”. Questa critica rientra nel legittimo giudizio politico da parte dell’opposizione. Toccherà poi ai cittadini, chiamati alle urne, esprimere la propria soddisfazione, o meno, sull’operato dell’attuale maggioranza.
Interessante anche il punto di vista di Paolo Martinelli, capogruppo de “La città delle persone” nonché candidato sindaco del centrosinistra alle ultime elezioni: “È un rimpasto per sopravvivere, per provare a tener buona la coalizione litigiosa fino a fine mandato. È chiaro che la destra pisana pensa solo al dopo Conti e che, nel frattempo, i problemi della città restino lì senza essere affrontati”. E si sofferma sulle maggiori deleghe alla Scarpa: il sindaco in questo modo “tenta, in antitesi ai partiti che lo sostengono, di garantire un futuro alla sua lista civica e lanciare la potenziale candidatura di successione dell’assessora Scarpa, attribuendole deleghe importanti come Pnrr, stadio, navigabilità dell’Arno, tutti temi su cui, nei prossimi mesi, si giocherà una notevole visibilità con le scadenze dei progetti e i conseguenti tagli di nastro, la ripresa delle trattative con il Pisa Sc sul futuro dello stadio e le prospettive di sviluppo della tanto declamata Pisa navigabile, fino ad oggi rimasta nel cassetto”.
“L’assessorato del fedelissimo Sikera (Pisa al Centro) al posto di Porcaro – prosegue Martinelli – va quindi a rafforzare e sostenere questa ipotesi di candidatura. Inoltre, affidando la delega alla sicurezza e alla Polizia municipale all’assessora Bonanno della Lega, Conti tenta di uscire dall’angolo in cui ha cercato di rifilarlo la destra dura e pura del vannacciano Ziello (in odore di nuovo partito?) e dell’altro ambizioso candidato sindaco, il consigliere Petrucci, entrambi reduci da una camminata flop sulla sicurezza in via Cattaneo che aveva il solo obiettivo propagandistico di scaricare sull’ala governista dei rispettivi partiti (Lega e FdI), e su Conti in primis, il fallimento di promesse per una Pisa sicura che tutti erano consapevoli di non poter mantenere. Un’auto-accusa di fallimento della destra sul cavallo di battaglia della Lega in campagna elettorale che è divenuto il classico cerino in mano che conviene non tenere”.
Il senso politico della passeggiata per la legalità
Nulla da criticare, ci mancherebbe. Il consigliere regionale Petrucci e l’onorevole Edoardo Ziello hanno guidato una delegazione di pisani che ha passeggiato, in via Cattaneo, per ricordare a tutti che non ci sono zone franche e la legalità va affermata e rispettata, sempre e comunque. Benissimo. Ma, ci chiediamo una cosa: i due promotori dell’iniziativa non fanno parte della maggioranza? Ovviamente la risposta è sì. Dunque perché si sono sentiti in dovere di fare questa sottolineatura? Non avrebbero potuto (e dovuto) parlarne coi colleghi della maggioranza, nelle dovute sedi. Insomma, se si guida il Comune e si parte di quelle forze politiche che sono al Governo del Paese, c’è bisogno di scendere in piazza per chiedere “legalità”, “sicurezza” e “rispetto delle regole”? Se a farlo sono i cittadini va benissimo, ma se lo fanno i politici, per giunta non quelli dell’opposizione, è uno strano cortocircuito. A meno che, come pare di capire, non sia in atto un sottile (ma non troppo) regolamento di conti in seno alla maggioranza. Rispetto al quale il sindaco, subito dopo, ha voluto mandare un segnale forte. Vedremo se ci saranno conseguenze.
Detto ciò, fa bene la sinistra a puntare il dito contro chi governa la città, cercando di evidenziarne tutti i limiti e denunciandone le eventuali manchevolezze, ma prima di tutto l’opposizione dovrebbe pensare a costruire un’alternativa valida. Le prossime elezioni sembrano lontane ma non lo sono affatto.
Foto: Facebook (Michele Conti)

