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“Il peso dell’aria”, il libro di Simone Ceccherini

- Cultura
3 Ottobre 2026

Pisa città universitaria, di arte e di cultura, dove, oltre ad innumerevoli eccellenze in ogni campo, emergono anche giovani scrittori. Ne abbiamo intervistato uno: Simone Ceccherini, pisano doc, classe 1991, che ha scritto il suo primo libro dal titolo “Il peso dell’aria”, un thriller sentimentale edizione “Provaci ancora Bill”.

Grazie Simone per la tua disponibilità: anzitutto parlaci un po’ di te…

“Sono nato a Pisa e da sempre sono una persona curiosa e istrionica. Mi piace tutto ciò che è creatività e scoperta, io stesso non mi sono ancora scoperto del tutto: ho cambiato passioni e di conseguenza lavoro molte volte. Anche se talune passioni sono state onnipresenti nella mia vita, come per esempio la lettura e i mezzi pesanti… spesso mi dicono che è uno strano connubio! Da molti anni sono un fiero camionista, è un mestiere straordinario che, oltretutto, mi permette, nella pause tecniche, di poter leggere molto”.

Come è nata l’idea di questo libro e di cosa parla?

“Avevo questa storia in testa da molti anni, scritta a poco a poco nei quaderni, nei vecchi telefoni. Il libro contiene episodiromanzate di fatti che possono essere successi nella mia vita, oltre a citazioni più o meno marcate della cultura pop che io adoro. L’ambientazione è un inno d’amore per il sud degli Stati Uniti,in quanto parte della mia famiglia è in Florida, uno stato che ha sofferto molti problemi ma rimane un posto bellissimo, esempio di perfetta integrazione di culture diverse. Alcuni fatti narrati nel libro, infine, sono vagamente ispirati a storie di vite e amori universitari a cui ho potuto assistere in gioventù”.

Ci puoi dire qualcosa sul titolo, “Il peso dell’aria”?

“È liberamente ispirato alla poesia “Mani Rosa” di Sabatina Napolitano, che racconta la profondità dello smarrimento. In fin dei conti è un romanzo che affronta il tema della difficoltà di trovarsi soli e smarriti a migliaia di chilometri da casa, la malinconia di aver lasciato tutto e tutti. Si parla anche del beneficio a lungo termine del cambiamento, della crescita e di ciò che si può trovare intorno a sé quando si accetta, appunto, una nuova vita”.

Nella tua biografia si apprende che hai una grande passione per la lettura, la scrittura ed i mezzi pesanti che ti accompagnano nel tuo lavoro di camionista: come riesci a conciliare tutto cio?

“Da che ho ricordi, scrivo leggo e immagino. Scrivere è un divertimento e ogni volta che impugno la penna, mi sembra di compiere un viaggio, di spaziare tra mondi e dimensioni senza mai staccarmi dalla sedia… o dal sedile del camion! Ed in realtà è proprio quei viaggi con il camion, quelle storie da autogrill e quei racconti nei cantieri che spesso sono combustibile per la mia immaginazione. I camionisti lo sanno, le pause e le attese nel nostro lavoro sono lunghe e frequenti… leggere e scrivere durante le pause mi aiuta moltissimo nel rilassarmi e staccare la mente, e nel mondo dei trasporti pesanti è assolutamente necessario”.

Come sta andando la diffusione delle copie del tuo libro e dove lo si può acquistare?

“Il mio traguardo, la mia soddisfazione finale è stato vederlo pubblicato, in ogni caso sono molto sorpreso e contento: Abbiamo superato le centinaia di copie, e le recensioni che arrivano mi fanno sempre sorridere. La prima edizione è esaurita in libreria, ma potete trovarlo su Amazon, e su tutti i principali distributori online”

Hai in progetto altre iniziative editoriali nel tuo futuro?

“Scrivere sarà sempre parte della mia vita. Mi chiedono il seguito della storia, ma c’è un’altra storia che mi ronza in testa da un po’… non precisa e delineata come questa, ma una bozza, è solamente la prima marcia di un lungo viaggio…”

Maurizio Ficeli

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