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Pisa non è una città per vecchi (e neanche per fessi)

- Politica, Primo piano
1 Settembre 2026

Ha destato un certo clamore la protesta con cui i gestori di un locale di Tirrenia (Pisa) hanno reagito alla chiusura di 15 giorni del loro locale, disposta dalla Questura per motivi di sicurezza pubblica, cui si aggiunge la decisione del Comune di Pisa di stringere le maglie imponendo la chiusura dei locali alle 2 di notte. “Pisa è una città per vecchi”, hanno sbottato, aggiungendo in una nota che “la strana concomitanza dei due provvedimenti lascia quasi pensare a una sorta di volontà di relegare il litorale e le poche attività imprenditoriali superstiti al ruolo di disciplinati inservienti della più grande comunità geriatrica del litorale toscano: la costa pisana, ormai destinata a diventare la più grande residenza per anziani d’Italia. Speriamo, francamente, di sbagliarci”.

Non ci piace questo tono né tantomeno questo volersi ingraziare i giovani usando delle battute infelici contro una parte della popolazione che, tra l’altro, un tempo è stata giovane. Le battaglie generazionali non hanno molto significato e lasciano il tempo che trovano.

Non entriamo nel merito della decisione della Questura ma siamo certi che, in uno stato di diritto quale siamo, i titolari del locale avranno tutte le occasioni per far valere le proprie ragioni nelle sedi opportune. Non siamo in Russia, quindi stiano tranquilli che qualcuno studierà il caso e deciderà il loro eventuale ricorso. Non sta a noi giudicare se il provvedimento adottato sia eccessivamente punitivo o meno, ma alcuni dubbi si possono sollevare.

Prendiamo ad esempio il calcio. Che colpa hanno le società se alcuni dei propri tifosi ne combinano di tutti i colori? Eppure a pagare sono i club, con lo stop alle trasferte e, nei casi peggiori, anche la chiusura degli stadi per il pubblico di casa, punendo in modo assolutamente fuori misura anche chi non ha mai fatto nulla di male neanche a una mosca. Le esigenze di ordine pubblico ormai ci hanno abituato che queste misure restrittive possono essere adottate, anche se sono fortemente criticabili. Proprio perché, lo ribadiamo, siamo ancora in un Paese libero. E ad essere punito dovrebbe essere chi commette un reato, non chi non fa nulla.

“Saremmo dispiaciuti se Pisa e il suo litorale decidessero di rinunciare definitivamente a essere una terra capace di accogliere, far divertire e dare opportunità ai giovani”, concludono i titolari del locale. Chiedono comprensione da parte delle istituzioni. È un loro diritto. E la loro voce deve essere ascoltata. Così come devono essere ascoltate anche le voci di chi chiede sicurezza e rispetto delle regole, di qualunque età sia.

La civiltà e il rispetto non hanno età e sono un bene da salvaguardare per tutti. Giusto, anzi doveroso salvaguardare gli sforzi di chi fa impresa e investe, così come è giusto, da parte delle istituzioni, tutelare i diritti (al riposo, alla sicurezza e molti altri) dei cittadini. Non ci sono diritti di Serie A, B o C. Ricordiamocelo tutti.

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Giornalista.

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