126 views 7 min 0 Commenti

Il Pisa visto da sedé – Torna la festa all’Arena / Antonio Cassisa

- Primo piano, Sport
31 Agosto 2026

Finalmente torniamo a festeggiare una vittoria in casa, e con tutti gli ingredienti che a Pisa ‘un sono mancati mai eh? Boati strozzati, svantaggio immeritato, pubblico che spinge, birre a profusione, risultato ribaltato sotto la curva, goal del ko sbagliato e patimento fino al triplice fischio. Oimmei.

Sempre di domenica, stavolta alle nove di sera senza il sole in ghigna. Anomalo freschino in una sera di un agosto infernale ci riavviciniamo all’Arèna convinti di riprenderci quello che avevamo perso per la via contro il Padova all’esordio. “GnamoPisa” sventola al suo posto, accanto ai vessilli dello Zio, e una meritata birretta serale a ceccia sui sedili polverosi mentre il Pisa si scalda con la maglietta del Como.

Lo stadio si riempie, siamo di più rispetto all’esordio e l’impressione è che la Sud pisana si sia presa parecchi frequentatori di Gradinata. Normale, fisiologico, coi prezzi che circolano e con questi chiari di luna… La Sud ospite, in giallorosso con sfondo violaceo, animata dai tesserati di Catanzaro, infarcita forse dai tanti calabresi di stanza a Pisa, si esibisce, come suo solito, in cori servili pro Firenze, pensando di suscitare chissà quale reazione o fare chissà quale grande dispetto, ottenendo soltanto un innalzamento dei decibel del pubblico di casa e zero considerazione.

I primi mugugni cominciano con l’uscita delle formazioni: “Boia, ma davvero Bozhinov gioa ar posto di Caracciolo? Occòsa n’avrà fatto ar Mister?” Difficile comprendere una scelta del genere. Il Mister parla di scelta tecnica, di forma fisica, di età, le tira fòri un po’ tutte ma nessuna convince chi segue il Pisa e non può immaginare di vedere Caracciolo in panchina e Bozhinov in campo. Di bòno c’è però che la formazione scelta gioca un modulo che, almeno per stasera, ci risparmierà quelle fastidiosissime e
pericolosissime ripartenze dal basso che tanto fanno male al cuore dei tifosi e alla classifica, che al fischio d’inizio ci vede sempre a zero.

Pronti via, il pubblico spinge più dl solito, la voglia di rialzare la testa è tanta e i giocatori partono a mille, sfruttano la spinta e attaccano a testa bassa. Nel primo quarto d’ora i nerazzurri confezionano tre palle goal nitide con Tramoni, Lerìs e Canestrelli ma tra errori e miracoli del portiere la palla non entra. Dai che si fa, gnamooo che si prendono a pallonate! Ma ‘un si fa in tempo a prefigurarsi un risultato tennistico coi calabresi a zero punti e noi a festeggiare una vittoria che Bozhinov viene infilato come fosse burro, palla a destra, cross nel mezzo, colpo di testa, rete per il Catanzaro, uno a zero per loro e tanti tanti, ma tanti moccoli nell’aria. Ma chi ha segnato? De, chi volevi che segnasse, vèr *** di Iemmello! Dai oh! Ma davvero?

Mentre i giocatori avversari festeggiano sotto i loro tifosi, il Pisa, spronato da Arturo, torna ognuno al suo posto. Non è successo nulla, Gnamo che si rimette tutto a posto. Pronti via e ir Pisa riparte a spingere ancora più convinto che stasera ‘un ce n’è per nessuno e dopo sei giri della lancetta dei secondi Canestrelli di nuca pareggia… ma quant’era che ‘un si gioiva per un goal all’Arèna? Si riparte, altri quattro giri di lancetta e borda goal di Leone. Delirio, gioia, baci, abbracci e nessuno che tira la birra
per aria … e tanto ‘osta poìno.

Poi il solito alternarsi di momenti tipici nel calcio, che spesso ci hanno fatto tornare a casa col muso lungo, e nella ripresa gli ospiti provano a pareggiare e quando non ci mette i guantoni Confente, con le sue respinte in stile pallavolistico (boia, ma una presa me la fai prima o poi, o bisogna sempre patì per forza ?) ci pensa il Var a dire no a Mosti che segna sì ma in fuorigioco. Bianco
mette mano alla panchina, fa i suoi cambi, fa rifiatare quelli cotti, che son più d’uno, si sfiora il goal del ko con Piccinini, che sbaglia e decide che bisogna patì fino all’ultimo, ma blinda il risultato portando a casa la prima vittoria di questo campionato e interrompendo la fila infinita di sconfitte in campionato.

Canti, cori, e uno stadio che salta, ‘un sia mai che si dia che sei un fiorentino con mamma al seguito. Finalmente… sì, ci sono ancora un bel po’ di cose da registrare ma la squadra c’è e l’allenatore ha dimostrato di non essere ostinato e impalato nelle sue idee e che se è il caso si può anche cambiare, modulo, interpreti, ma non il capitano. Lui no, non scherziamo.

Confente ha ripreso credibilità salvando il risultato quando il Catanzaro spingeva e la difesa ballava. Parate determinanti e tante ribattute antiestetiche ma efficaci. E poi, non posso fare a meno di spezzare una lancia in favore di Petagna, assoluta boa dell’attacco nerazzurro, piantato, cementato lì a fare la guerra e smistare palloni in maniera egregia. Un muletto nerazzurro anziché giallo, che impegna un’intera difesa. Appena inizia anche a segnare saranno dolori per tutti. Nel frattempo, anche
camminando, la sua maglia era strameritatamente sudata. Forza Andreone.

Concludo con un affettuoso saluto al numero 9 avversario e ai suoi tifosi, ponendogli la ormai più classica delle domande: catanzaresi dall’animo viola, O come l’è andahaaa? Sempre Forza Pisa.

Antonio Cassisa

Foto: Gabriele Masotti

Condividi la notizia:
Articoli pubblicati: 60

Collaboratore

Lascia un commento