Se per noi “non di primo pelo”, i pomeriggi e le sere sono troppo afosi in quest’estate dai mille bollori (non per colpa dell’ingegno umano come la co2, nooo! Succede ogni tanto… come afferma un mio dotto vicino) non c’è niente di meglio dell’aria condizionata casalinga e degli europei acquatici e di atletica leggera da vedere alla tivu sopra il solito, adorato, divano. Soprattutto se sono trionfali per i nostri colori com’è successo anche in queste ultime due settimane (comincia a diventare una sana abitudine) e col fattivo contributo di diversi atleti toscani, e a cui abbiamo già accennato parlando del nuoto.
I colori azzurri hanno vinto in tutto, tra le due competizioni, 65 medaglie, di cui 23 ori, 21 sia argenti che bronzi. più di tutti, perché anche se la Gran Bretagna ci ha eguagliato come numeri di oro, ha conquistato solo 45 medaglie totali, per cui deve inchinarsi di fronte al nostro dominio proprio lei, la nazione che ha inventato lo sport. Per non parlare degli altri paesi arrivati tutti dietro.
Quindi, siamo noi italiani i migliori del continente. Notizia impensabile una ventina di anni fa ma non figlia del caso bensì dell’ottima, capillare organizzazione delle federazioni, e della grande dedizione e del notevole talento di atleti motivati e onorati di indossare la casacca della loro nazione.
Tutti giovani sportivi, con storie individuali diverse e particolari, figli del nostro tempo e quindi anche multirazziali, ma spinti non dal desiderio di guadagnare denaro ma dall’amore per la disciplina prediletta. Atleti che vivono quasi tutti con lo stipendio dei
gruppi militari che li hanno arruolati (1.400 -1.800 euro il mese) a parte fenomeni mediatici come Tamberi e pochi altri che con la pubblicità raccolgono altro. Sportivi che corrono e sudano tutto l’anno, ogni giorno, senza avere torme di giornalisti intorno, cui non era nemmeno stata promessa una gratifica economica in caso di medaglia. Ragazzi di cui non si parlerà più fino alla prossima manifestazione importante perché pare che tra poco riprenderemo tutti a seguire quegli strani personaggi che in mutande e maglietta inseguono una sfera in campi verdi pieni di folla, e senza gran costrutto poiché da tempo non riescono a qualificarsi per i mondiali della loro disciplina nonostante siano ricoperti di denari e attenzioni in gran quantità.
Nel gruppo dei vincenti in questi ultimi giorni di gare di atletica leggera non potevano mancare i nostri ragazzi toscani.
Il fiorentino Leonardo Fabbri, trionfante il primo giorno nel peso; la giovanissima bibbienese Sofia Fiorini tesserata per la Libertas Livorno vincitrice della mezza maratona di marcia; la fiorentina figlia d’arte Larissa Iapichino trionfatrice per un centimetro nel salto in lungo; il marciatore Andrea Cosi, anche lui fiorentino, medaglia di bronzo nella mezza maratona di marcia.
Ci sono stati anche altri atleti nostri corregionali che, pur non vincendo medaglie, si sono distinti.
Lo sfortunato sprinter carrarese Samuele Ceccarelli, campione europeo indoor qualche anno fa dei 60 metri, che si è strappato a pochi metri dall’arrivo nell’ultima frazione della 4×100 mentre stava volando verso una possibile medaglia. Il 41 enne maratoneta pisano, originario di Cascina, ingegner Daniele Meucci, vincente anche a livello internazionale in gioventù, alla sua ottava partecipazione agli europei, record storico per questa manifestazione, che ha raggiunto un dignitoso 23° posto finale e ha annunciato il ritiro dalle gare dopo questa prova. L’altro marciatore Gianluca Picchiottino, nato a Pisa ma che vive e lavora a Livorno, buon 15° al traguardo della mezza maratona inglese.
Legato a Livorno, dove è tesserato, è anche il triplista Andy Diaz, di origine cubana ma ormai naturalizzato italiano, e vincitore di una strepitosa medaglia d’oro con un ottimo 18.15.
Insomma, dove c’è da ottenere risultati di prestigio noi tusci non manchiamo mai. Chissà perché! Forse perché siamo di morto ganzi? Ci sta, ci sta!
Guido Martinelli

