79 views 4 min 0 Commenti

La magia dell’eclissi e quella… per il nuoto e l’atletica

- Cronaca, Primo piano
14 Agosto 2026

Per milioni di anni gli umani, porelli, di fronte al buio che arrivava all’improvviso e in anticipo per alcuni minuti prima che tornasse il chiaro, si spaventavano parecchio e cercavano responsabilità a casaccio. Il primo che capì come funzionava il giochino fu il greco Anassagora di Clazomene, nel V sec. a.c. ma non gli credettero (come accadde poi a Galileo) e anzi, lo presero a
nocchini e lo esiliarono: così imparava a fare il primo della classe, popò di secchione che stava sui libri e guardava il cielo invece di passare il tempo come tutti girando tra i bar ateniesi a bere l’ouzo (bono!) e a giocare allo schiaffo del soldato.

Per secoli, così, tutti a morire di paura e a pregare, e qualcuno persino a fare sacrifici per tener buono il dio irato, o a domandarsi dov’erano le loro colpe quando la luce spariva e ritornava dopo poco, come quando le centrali dell’Enel smattano un po’. La storia ci insegna anche che nel 585 a. c. un altro greco, che all’epoca gli ellenici davano pappa e cena a tutti, Talete di Mileto, riuscì persino a prevedere questo evento. L’eclissi, infatti, si verificò proprio durante la truce battaglia del fiume Alis tra i Lidi (turchi) e i Medi (iraniani). Il buio improvviso spaventò a tal punto i soldati che i due popoli cessarono di scannarsi e firmarono la pace appena la luce tornò. Che al buio la firma non era venuta bene o forse la bic era finita. Magari fosse accaduta la stessa cosa ieri l’altro in Ucraina e in Medioriente!

Continuando a sfogliare le pagine di storia bisogna arrivare a millenni dopo per trovare un altro secchione che addirittura ricavò qualcosa di importante dalla breve notte in anticipo. Parlo del famoso Albert Einstein che nel 1915 affermò come lo spazio non fosse rigido ma si piegasse come un materasso quando ci si appoggiava un oggetto pesante come il Sole. Per darla ad intendere a tutti ci voleva una riprova così, 4 anni dopo, un astrofisico di nome Arthur Eddington viaggiò fino a un’isola sperduta in Africa per fotografare le stelle nel momento esatto in cui il sole veniva oscurato non da una mano divina, come pensavano i nostri antenati. Sviluppando le lastre fotografiche dell’evento Eddington scoprì l’esattezza della teoria del perspicace Einstein. Non ci si crederebbe ma la luce delle stelle si era davvero curvata attorno al Sole, e quindi, in quei pochi minuti di buio, le vecchie leggi della fisica erano crollate miseramente.

Si capisce che un simile evento astronomico, ancora prodigioso e degno di ammirazione per noi bipedi, non serve soltanto a far vendere i particolari occhialini con cui ammirare questo momento magico, e conserva una notevole rilevanza. Non a caso a Marina di Pisa tutti coloro che sono accorsi per vedere dal vivo e con le proprie pupille la mirabolante eclissi pare che siano rimasti felicemente stupefatti. Ne sono convinto e mi compiaccio con loro. Io, al contrario, sono rimasto assiso fino a tarda ora sul mio amato divano a vedere le gare degli Europei di atletica e di nuoto.

Ne avevano parlato così tanto che mi era passata la voglia di vedere la rinomata sovrapposizione tra Fratello Sole e Sorella Luna. Anzi, mi sembrava di aver già visto tutto. E così non mi son perso il primo record mondiale di Sara Curtis nei 100 stile libero.
Dite che non ho fatto la scelta giusta?

Guido Martinelli

Foto di Jacopo Ciolfi

Condividi la notizia:
Articoli pubblicati: 319

Collaboratore

Lascia un commento