C’era chi aveva gli occhialini con tanto di certificazione CE, chi invece si era organizzato nei modi più bizzarri ma comunque efficaci: lastre delle radiografie o vecchie scatole di cartone con due piccoli fori. Addirittura si è visto qualcuno con lo scolapasta. Ma c’è anche chi, anziché guardare direttamente, si è limitato a fare delle foto con il cellulare. L’eclissi solare, con la sua struggente bellezza, ha attirato l’attenzione di milioni di persone. In Italia non è stata totale ma chi ha avuto la fortuna di poterla ammirare dal vivo si è goduto lo stesso lo spettacolo, provando una grande emozione. E chi per mille ragioni non ha potuto farlosi è dovuto accontentare delle immagini pubblicate sui social o delle dirette video su internet.
Il fascino di questo fenomeno ottico-astronomico da sempre stimola la fantasia e la curiosità dell’uomo, tra leggende, spiegazioni scientifiche e teorie complottiste più o meno strampalate. Quando l’ombra della Luna avvolge la Terra la natura reagisce in modi che, per secoli, hanno alimentato miti e superstizioni. C’è quello del Dragone cinese: per spaventare il “mostro” e costringerlo a sputare la stella, il popolo scendeva in strada facendo il massimo rumore possibile. Nella mitologia vichinga, invece, l’ordine cosmico era perennemente minacciato da due lupi giganti, figli del mostruoso Fenri: Sköll inseguiva costantemente il carro del Sole (Sól), mentre suo fratello Hati inseguiva la Luna (Máni). Quando Sköll riusciva quasi a catturare il Sole, si verificava l’eclissi. Anche in questo caso i vichinghi lanciavano grida e sbattevano scudi per terrorizzare il lupo e farlo fuggire. La mitologia indù spiega l’eclissi attraverso la storia del demone Rahu, che cercò di bere l’ambrosia, l’elisir dell’immortalità degli dei. Per i Maya l’eclissi solare rappresentava un giaguaro che cercava di divorare la stella del giorno.
Il “Sole nero” oggi non spaventa più l’uomo. È uno spettacolo unico che ci possiamo godere, ogni tanto, e conserva anche il potere di lasciarci qualche inquietudine. Oltre che un numero incredibile di foto di straordinaria bellezza.
Foto di Jacopo Ciolfi da Marina di Pisa



