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Quando Giosuè Carducci venne arrestato a soli quindici anni

- Cultura, Primo piano
10 Agosto 2026

Il primo italiano insignito del Nobel (lo ottenne nel 1906 per la letteratura) ebbe dei trascorsi giovanili alquanto movimentati. Stiamo parlando del toscano Giosuè Carducci, poeta, scrittore e critico letterario, nato a Valdicastello, in Versilia, nel 1835. Ne parla lo storico Aldo G. Mola nel libro “Giosuè Carducci. Scrittore, politico, massone” (Bastogi). L’autore cita alcuni documenti conservati nell’Archivio di Stato di Roma, in cui si parla di un episodio avvenuto d’estate a Firenze nel 1850. Il 26 luglio di quell’anno – scrive Repubblica – alla vigilia del suo quindicesimo compleanno, Giosuè viene fermato dalle guardie, a Firenze, insieme a suo fratello Dante, di appena tredici anni.

Ma cosa avevano combinato i due ragazzi? Nei rapporti redatti dalle forze dell’ordine si parla di un pesante diverbio con il padre, Michele, a seguito del quale Giosuè avrebbe addirittura impugnato un bisturi. Dopo essersi rivolto alle autorità i due ragazzi sarebbero stati fermati e portati in caserma. Solo il più grande, Giosuè, sarebbe rimasto in stato di fermo fino a sera.

Ma perché Michele Carducci, medico di professione, era stato preso di mira dai propri figli? Pare che non apprezzasse il loro orientamento politico, vicino alle idee repubblicane. Proprio lui che, una ventina di anni prima, aveva avuto grossi problemi poiché considerato vicino alla Carboneria. Ma forse la chiave per interpretare cosa avvenne nell’estate del 1850 è proprio qui: il padre voleva evitare che anche i propri figli potessero subire pesanti conseguenze per le loro simpatie poco “ortodosse”, e per questo cercava di tutto affinché desistessero o, perlomeno, fossero più cauti nel professarle. Sta di fatto che Giosuè Carducci non parlò mai di questo episodio giovanile con la legge.

Molto interessante, come rileva Mola, cosa dichiarò il quindicenne Carducci alle guardie che lo avevano preso in consegna: “Non Non si possono punire i figli colpevoli soltanto di non amare il proprio padre”.

L’arresto di Michele Carducci nel 1831

Occorre fare un passo indietro. Nel 1831 il padre del futuro premio Nobel viene condannato a dodici mesi di carcere che sconterà nel carcere di Volterra (Pisa). Per quale motivo? Nella sua camera durante una perquisizione era stato trovato il programma “Per la Libertà, l’Unione e la Indipendenza della Italia”, circolare della “Società de’ Patriotti italiani in Parigi” datata 16 settembre 1830. Mentre studiava Medicina all’università, infatti, aveva sentito il richiamo della contestazione, iscrivendosi alla carboneria e partecipando a una congiura mirata a ottenere la Costituzione. Erano gli anni, quelli, dei primi “moti liberali”. La cospirazione prevedeva, tra le altre cose, l’arresto del Granduca Leopoldo II. I familiari supplicarono il perdono ma Michele Carducci dovette scontare la pena fino in fondo.

Foto: la casa di Vadicastello dove nacque Giosuè Carducci (e nel tondo il poeta in età adulta) / Wikipedia

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