Incredibile ma vero: gli amministratori comunali di alcune importanti città italiane, come Milano e Firenze, solo per citarne alcune, hanno scoperto che d’estate quando fa molto caldo all’ombra si sta decisamente meglio. E dopo averlo appreso si sono resi conto che, forse, sarebbe meglio creare un po’ d’ombra in più per far tirare il fiato alle persone. In Andalusia e in altre zone della Spagna abituate al caldo torrido questa incredibile “scoperta” l’hanno fatta alcuni decenni or sono.
Ora, va benissimo il progetto di creare delle “zone d’ombra” nelle nostre città accaldate – magari ricoprendo intere vie, non mettendo una misera tenda in mezzo ad una piazza assolata – però la vera soluzione è incrementare in modo forte il verde, non tanto delle misere aiuole ma con alberi veri e propri. Occorre una “rivoluzione urbana degli alberi”, con più parchi e prati nelle nostre città e meno km quadrati di cemento e asfalto.
Pensate, in uno di questi torridi giorni d’estate a Firenze hanno misurato la temperatura della strada: 58 gradi al suolo. Pensate cosa può fare una tenda, sia pure lunga e ben posizionata, di fronte a cinquantotto gradi che rendono le nostre strade un inferno rovente. È scientificamente provato che laddove vi sono più alberi la temperatura mediamente si abbassa. Sappiamo dunque cosa dobbiamo fare nei prossimi anni, senza aspettare troppo.
E qualche piccolo escamotage come le fontanelle pubbliche – decisamente da aumentare – con annessi vaporizzatori possono aiutarci a meglio sopportare la canicola.
Ma c’è un altro aspetto da non sottovalutare. Bisogna mettere in conto che occorrono investimenti pubblici – i parchi costano e costa anche mantenerli puliti e ben attrezzati – ma soprattutto delle importanti rinunce sulle potenziali entrate derivanti dagli oneri di urbanizzazione. Intendiamoci, se in un’area un Comune fa costruire tot metri cubi di abitazioni, uffici o attività commerciali, incassa una determinata somma. Se i metri cubi edificabili si riducono sensibilmente perché si decide di aumentare la “quota verde”, meno soldi entrano nelle casse pubbliche. Permettere di costruire vuol dire anche incassare risorse importanti, è lapalissiano. Ma uno sviluppo urbanistico senza limiti è impensabile: se non si mantengono in salute i “polmoni-verdi” delle città a rimetterci, giocoforza, saranno tutti.
Costruire troppo, come purtroppo si è fatto negli ultimi anni, infischiandosene del verde che ci fa vivere meglio, è semplicemente folle. Impedire questo scempio è un preciso dovere di chi amministra le nostre città, qualunque sia il loro colore politico.

