Estate, tempo di caldo ma anche di teatro. Come sempre, con qualsiasi meteo. E parlo di quello di qualità, che colpisce, intelligente, che porta a ragionare e resta impresso. Perché il teatro è sempre qualcosa di bello e di utile. Ma non tutti ne sono convinti. Infatti non sono poi tanti i teatri, piccoli o grandi che siano, e fanno fatica a sopravvivere. Per cui quando ne nasce uno che impara a camminare con le sue gambe è una festa e merita seguirne il percorso.
Ci riferiamo alla “Fioreria delle storie”, sorta da poco tempo a Querceta, nel comune di Seravezza (Lucca), un piccolo ma importante spazio teatrale creato dall’attrice versiliese Elisabetta Salvatori nella fioreria dismessa della zia e situato nella piazza del paese.
Dopo essersi diplomata nell’Accademia delle Belle Arti Elisabetta si è dedicata al teatro dal forte impegno civile che l’ha portata a raccontare, nel salotto di casa e ovunque, storie di guerra come la strage di Stazzema, di lavoro come la vita dei cavatori a Carrara, o della ragazzina che “faceva la barba sotto il fico” e che ha dato il nome a una via di Forte dei Marmi.
In questo spazio teatrale si trovano all’ingresso antichi oggetti donati dalle famiglie del paese, un palchetto posto davanti a 50 sedie provenienti da un antico cinema di Firenze, una sala di lettura.
Nel prossimo fine settimana, nel giardino della “Fioreria” data l’alta temperatura che raccomanda spazi aperti, ci sarà “Radici di Parole”, un’iniziativa di teatro di narrazione di alto livello con alcuni dei più importanti attori toscani specializzati in questa forma di teatro.
Sabato 1 agosto, alle 19, il primo ad esibirsi sarà il pisano Marco Azzurrini in “Dante va alla guerra”, fortunato monologo in cui vengono narrate, con stile leggero e profondo al contempo, le vicende del soldato pisano Dante Fiorentini durante la seconda guerra mondiale.
Alle 21.15 sarà la volta di Luca Barsottelli con “Pugni”, in cui l’attore versiliese darà voce alla storica vicenda della protesta, col pugno alzato, degli atleti americani Tommie Smith e John Carlos sul podio della premiazione dei 200 metri alle olimpiadi messicane del 1968.
Domenica 2 Agosto, alle ore 19, toccherà alla padrona di casa Elisabetta Salvatori raccontare “Viola”, ovvero la commovente storia della tormentata vita del poeta di Marradi Dino Campana. In cui il colore presente nel titolo rappresenta la sofferenza e la fragilità mentale del poeta.
L’ultima esibizione vedrà salire sul palco, alle 21.15, il livornese Fabrizio Brandi in “Chi siamo noi”, in cui prenderanno vita le vicende collegate tra la città di Livorno e i lavoratori portuali in modo da delineare anche l’evoluzione del lavoro in Italia nel secolo scorso.
Quatto momenti intelligenti, profondi, non privi di divertimento e di pathos, che riteniamo degni di attenzione e per questo vi invitiamo a prenderli in seria considerazione.
Guido Martinelli

