Forse non è cosa bella e giusta fare paragoni generazionali ma è pratica difficile da ignorare per chi è meno giovane. Basti pensare alla meteorologia. Ai tempi giovanili di noi boomers grazie allo stabile anticiclone delle Azzorre si godevano estati soleggiate entro limiti ora impensabili dato che passiamo le giornate arrostendo a fuoco lento sotto il sole. L’aria condizionata, per chi ce le fa ad averla e reggerla, diventa compagna insostituibile durante il giorno, mentre la sera eventi artistico-musicali assumono un’importanza irrinunciabile per chi vuole godersi un po’ di refrigerio prima del meritato riposo.
A Pisa si stanno organizzando molto bene per soddisfare tale esigenza serale grazie a rassegne musicali che in questi ultimi anni hanno raggiunto un gran livello artistico sia in Piazza dei Cavalieri che al Giardino Scotto. Quest’ultimo spazio è un’antica fortezza militare del XV secolo donata alla città nel 1936 dagli eredi del proprietario, l’armatore napoletano-labronico Domenico Scotto, e trasformata in parco pubblico molto adatto per manifestazioni musicali come il festival Jazz Rebirth che da anni si svolge lì.
L’edizione di quest’anno, sempre organizzata dall’Associazione ExWide di Pisa sotto la direzione artistica di Francesco Mariotti, ha come filo conduttore “Milestones”, in omaggio al centenario della nascita di Miles Davis e John Coltrane, e ha ospitato grandi nomi come Paolo Fresu, Dee Dee Bridgewater, Shai Maestro e Suzanne Vega. Quest’ultimo momento musicale ha visto la luce grazie agli sforzi di Pisa Jazz in stretta collaborazione con il circolo culturale Caracol Pisa.
Suzanne Vega, nata a Santa Monica alla fine degli anni ’50 ma cresciuta a new York, si è messa in luce sin dagli ’80 con le sue prime fatiche da cantautrice ottenendo il successo internazionale con il secondo album, Solitudo Standing (1987) dove vi erano incisi due dei brani singoli più celebri come Luka e Tom’s Diner, ormai diventati dei classici. Il primo racconta, con garbo e attenzione, la triste storia di un bambino abusato, e Paola Turci ne ricavò la fortunata cover nostrana Mi chiamo Luka.
Il secondo è riferito a un locale di New York di Manhattan all’angolo tra la 112^ Strada e Broadway, vicino alla Columbia University che lei frequentava. Il brano, improntato da quella forte ispirazione minimalista prediletta da Suzanne, descrive un momento di vita quotidiana in una tavola calda della Grande mela osservando le piccole cose del mondo esterno. Fu composta come brano a cappella senza alcun strumento musicale di accompagnamento, ma nel 1990 il duo di produttori inglesi DNA vi aggiunse una base dance elettronica che ne rinnovò il successo.
Nei successivi album la cantautrice ha sperimentato vari stili musicali in una miscela di musica dance, folk e industriale, prendendo parte a progetti di musica indipendente nonchè iniziative benefiche e vincendo pure un Grammy. L’ultimo suo parto musicale, il decimo dopo 11 anni di silenzio discografico, è stato Flying Angels, di stile folk-rock, uscito nel 2025 e prodotto da Gerry Leonard, che è stato accolto positivamente. In questo album la cantautrice affronta temi legati alla lotta in tutte le sue sfaccettature. Come ha affermato lei stessa, ogni brano parla, infatti, della fatica e dello sforzo per sopravvivere, parlare, fuggire o solo vivere in un mondo complesso come quello attuale.
Eccellente suonatrice di chitarra acustica, Vega si è presentata al pubblico pisano con una formazione snella composta da Gerry Leonard, eclettico chitarrista ex collaboratore di Davide Bowie, e la poliedrica violoncellista di formazione classica Stephanie Winters. Un trio che ha proposto un’esibizione intimistica e incentrata sull’essenzialità acustica di suoi classici successi e dei brani del suo ultimo album.
Grande empatia, presenza scenica, voce sempre bella e versatilità musicale hanno coinvolto il numeroso pubblico presente che, dopo reiterati applausi, non l’ha lasciata andar via senza reclamare alcuni apprezzati bis. Proprio un ottimo momento musicale che insieme a una leggera brezza hanno recato gioia al corpo e allo spirito degli astanti in quest’estate al calor bianco.
Guido Martinelli

