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1700 km a pedali (da Milano a Palermo) per acquistare bici da regalare a chi non ha nulla

- Cronaca, Primo piano
26 Luglio 2026

A 60 anni c’è chi si compra una cabrio, chi scopre il padel e chi improvvisamente parla solo di pressione, colesterolo, bonus caldaia e del gioielliere Mario Roggero. Poi c’è il mio amico, uno che ha la stessa eleganza inconsapevole del “Ragazzo di campagna” di Pozzetto quando entra in città e la testardaggine di un frate francescano che, se gli dici che una cosa è impossibile, ti risponde con un sorriso e intanto l’ha già fatta.

Ha deciso che la sua grande impresa non sarà dimostrare di essere più forte e cazzuto del nostro tempo ma che il tempo è ancora abbastanza lungo per fare qualcosa che serva agli altri. Partirà da Milano, attraverserà la Toscana, dove probabilmente si fermerà nei giorni tra Pisa-Catanzaro e Juve Stabia-Pisa. Porterà una sciarpa del Pisa, me l’ha promesso ed ha giurato che la sventolerà a Firenze, a Catanzaro e a Frosinone.

Borbotterà su  ogni salita come si fa con i parenti a cui non puoi gridare in faccia che non li tolleri durante il pranzo di Natale. Gli Appennini lo devasteranno.

Qualcuno dirà: “Che fatica!“. Io penso un’altra cosa. Che fatica dev’essere vivere senza una ragione abbastanza grande da farti alzare la mattina. Lui una ragione ce l’ha. Vuole convincere il globo terraccuo  (cit) rigorosamente con due “c” che una bicicletta, dall’altra parte del mondo, non è un passatempo.

È una scuola raggiunta. È un parto che non finisce in tragedia. È un lavoro che prima era troppo lontano. È una vita che cambia direzione semplicemente perché qualcuno, a migliaia di chilometri di distanza, ha deciso che qualche euro ben speso poteva diventare due ruote. Per questo parlerà di World Bicycle Relief. Non perché gli abbiano chiesto di farlo. Perché ci crede.

E oggi, diciamocelo, credere davvero in qualcosa è il gesto  rivoluzionario.

Io continuerò a prenderlo in giro. Gli dirò che alla sua età dovrebbe fare parole crociate, non attraversare l’Italia in bicicletta su strade che purtroppo al Sud diventano poche e pericolose. Che le sue ginocchia hanno già aperto una vertenza con il cervello. Che Google Maps appena ha visto l’itinerario, ha chiesto un giorno di ferie.

Ma dentro riderò poco. Perché conosco quell’uomo. E so che non sta andando a Palermo. Sta provando a ricordare a tutti noi che il mondo non lo cambiano quelli che aspettano il momento giusto. Lo cambiano quelli che gonfiano le gomme e si spaccano le balle come direbbe Renato Pozzetto.

E allora, amico mio. Pedala. Pedala forte quando avrai il vento alle spalle. Pedala ancora più forte quando ce l’avrai in faccia. E se qualcuno ti chiederà “chi te lo fa fare?”, rispondi con il sorriso di chi ha già capito una cosa semplice: le imprese più grandi non sono quelle che ti portano più lontano, sono quelle che permettono a qualcun altro di partire.

Bona Ugo!

Il sito per seguirlo nel viaggio: https://mipa.dannybag.org/

Francesco Fasulo

UNA BICI PER IL MONDO

“Ho appena compiuto 60 anni e mi sono regalato 1.700 km da percorrere sulla sella della mia bicicletta. A partire dal 31 agosto, pedalerò da Milano a Palermo per sostenere World Bicycle Relief: ogni euro raccolto servirà ad acquistare biciclette Buffalo per chi, nei Paesi in via di sviluppo, usa solo le gambe per raggiungere scuole, ospedali e mercati. Forse non è la scelta più saggia per un sessantenne, ma io ci provo!”

L’obiettivo è semplice: 1 euro per ogni km pedalato, 1.700 euro in totale. Con 147€ si regala una bici, con 1.700€ se ne comprano quasi 12. Non è tanto, ma se vuoi arrotondare per eccesso, ti prometto che le mie gambe ringrazieranno, e anche quelle di chi riceverà la bici!

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