Si dice che il mondo sia pieno di talenti. Ad alcuni di loro capita ogni tanto di trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Pare che questo sia capitato a Szymon Goslinski. Io credo che nel suo caso però siamo stati più fortunati noi, a Cascina, a trovare lui e a sentirlo suonare. Perché Szymon Goslinski ha solo 12 anni. Ma al piano ne dimostra assai di più. Szymon Goslinski ha partecipato alla quarta edizione del Premio Toscana Città di Cascina. Concorso pianistico internazionale che, a proposito di fortuna e talento, vanta la prestigiosa direzione artistica del Maestro Daniel Rivera. E la direzione organizzativa della Maestra Giovanna Pellai. Ma non può essere unicamente fortuna…
Szymon Goslinski ha solo 12 anni. Ma al piano ne dimostra assai di più. A dodici anni, sedersi al pianoforte e scegliere di affrontare Chopin e Hamelin non è solo una prova di bravura: è una dichiarazione di coraggio, virtuosismo, intelligenza musicale e notevole maturità interpretativa. Ed é anche per questo che ha conquistato il Primo Premio Assoluto della quarta edizione Premio Toscana Città di Cascina 2026, spaziando dalle raffinate pagine di Chopin, all’impegnativo studio di Marc-André Hamelin.
Scegliere una strada così impegnativa significa avere talento. Ma significa soprattutto avere coraggio. Lui li ha entrambi. Come Martino Testadura. E nel coraggio di Szymon Goslinski c’è qualcosa di profondamente poetico. Perché il coraggio è sempre poesia. È poesia scegliere di non accontentarsi di ciò che è facile. Scegliere di imboccare la via del futuro. È poesia accettare il rischio di non essere perfetti. Investire sul talento e saper attendere il momento giusto, pur in un tempo che di giusto ha poco o nulla e che pretende risposte e risultati immediati. È poesia scegliere di farsi artefici del proprio destino. Come ha fatto Martino Testadura, il bambino della favola di Gianni Rodari che non si arrende, che insiste, che continua a cercare la sua strada anche quando gli altri non capiscono. Martino non è ostinato per capriccio, ma perché sente che dentro di sé c’è qualcosa che merita di essere seguito fino in fondo. Così è per chi sceglie la musica. Così è per chi, come Szymon, decide di affrontare un repertorio difficile: non per dimostrare qualcosa agli altri, ma per restare fedele a quella voce interiore che chiede di crescere, di esplorare, di andare oltre. Le persone che lasciano un segno sono spesso quelle che hanno avuto il coraggio di affrontare qualcosa di più grande di loro. Non sempre vincono. Ma certamente crescono. E crescendo, spesso finiscono per ispirare anche gli altri.
Forse è proprio questo il messaggio più bello che arriva da un ragazzo di dodici anni seduto davanti a un pianoforte: il talento è un punto di partenza, mai un punto di arrivo. La differenza la fanno il lavoro, il coraggio di osare,la capacità di attendere l’ incontro con chi, al momento giusto, decide di credere in te. Come Martino Testadura, che ha avuto la forza di non rinunciare in partenza, di ostinarsi e aprirsi all’ignoto, di seguire la sua voce interiore, di crederci. E come quel giovanissimo e talentuso pianista arrivato a Cascina dalla Polonia, capace di incantare il pubblico che ha avuto il privilegio di vederlo diventare una cosa sola con il suo pianoforte. Anche questa è la magia della cultura. Sogni in fucsia per voi.
Bice Del Giudice

