È iniziato il Monte Pisano Art Festival, giunto quest’anno alla sua quinta edizione. Dieci belle serate tra i borghi, le pievi, le ville e i frantoi dei territori del Monte Pisano: Pisa, San Giuliano Terme, Calci, Vecchiano, Vicopisano, Buti e Capannori. Ideato da Officina dei Transiti insieme alla Strada dell’Olio Monti Pisani, con il sostegno della Fondazione Pisa e la direzione del M° Andrea Gottfried, il festival trasforma ogni sera un luogo diverso in un palcoscenico a cielo aperto.
Il debutto è stato a Pisa nel cortile di Palazzo Blu, venerdì 17 luglio, con la cantautrice pugliese Erica Mou, che ha vinto il premio della Critica Mia Martini e Premio Sala Stampa Radio TV al Festival di Sanremo (2012), Premio Nilla Pizzi (2022).
Seconda serata ai Bagni di Pisa (San Giuliano Terme) sabato 18 luglio con “Paesaggio Argentino” e il Duo Scoppa: Paola Scoppa (voce), Fernando Mazza (chitarra). Una produzione Officine della Cultura. Un viaggio musicale attraverso il folklore argentino – chacarera, zamba, rasguido doble, tango – dalle pianure della pampa al Río de la Plata, con brani di Ariel Ramírez, Carlos Gardel, César Isella. Il duo italo-argentino Scoppa e Mazza (entrambi nati a Buenos Aires, entrambi trasferitisi in Italia nel 2016) fa del proprio stesso percorso migratorio la materia di “Paesaggio Argentino.
Domenica 19 luglio, alla Certosa di Calci, sarà il turno di Medea, opera di Luigi Cherubini nella ‘versione’ firmata dalla compagnia FuoriOpera, con la regia di Fabio Midolo. La maga tradita da Giasone giura vendetta e la compie fino alle estreme conseguenze. Un allestimento nella cornice monumentale della Certosa, con Chiara Spanò ai costumi e l’atelier Sartoria Bianchi. Medea è una donna straniera e ripudiata che rivendica il diritto a un’identità che le è stata tolta. A portarla in scena è la compagnia FuoriOpera nata proprio con la missione di portare l’opera fuori dai teatri tradizionali, alla portata di tutti.
Sarà l’Orchestra Multietnica di Arezzo (nella foto in alto), diretta da Enrico Fink, a portare lunedì 20 luglio in piazza Divisione Aqui a Buti “Culture contro la paura”. Nata nel 2007, l’OMA porta in scena un percorso musicale che dal Nord Africa attraversa Turchia, Grecia, Balcani ed Est Europa fino alle coste del Mediterraneo, in un progetto di pluralità e mescolanza che ha coinvolto artisti come Moni Ovadia, Modena City Ramblers, Neri Marcorè. È un laboratorio sempre aperto a nuovi inserimenti di musicisti soprattutto stranieri e di seconde generazioni, che oltre ai concerti promuove attività con l’obiettivo di dare un contributo alla creazione di una società multiculturale coesa, in cui la diversità sia considerata un valore.
Tutti gli spettacoli (fino al 26 luglio) sono a ingresso su prenotazione:

