674 views 5 min 0 Commenti

Pisa, una discontinuità dovuta / Andrea Cosimi

- Primo piano, Sport
15 Luglio 2026

Dopo la disastrosa annata di serie A, indubbiamente la peggiore in assoluto nella massima serie della lunga storia neroazzurra, si respirano qua e là segnali di cambiamento che potrebbero autorizzare buone aspettative.

Per quanto si possa non concordare con taluni termini espressivi e l’intensità di certe affermazioni, bisogna dare atto al direttore generale Giovanni Corrado, come sempre saldamente al comando delle operazioni di mercato (a smentire le solite vox populi che lo davano destinato ad un ridimensionamento), di aver riconosciuto, anche in occasione della conferenza stampa di lunedì scorso, gli errori commessi e i limiti mostrati fin dal giorno dopo la promozione di Bari. Un segnale molto apprezzabile di autocritica, dovuta, che può far ben sperare che certi errori e certi approcci sbagliati non si ripetano.

E in effetti il “sentiment” è positivo, dall’ingaggio dell’allenatore Paolo Bianco, che già incontra i favori della Piazza per il suo modo schietto di porsi, alle prime mosse di mercato in entrata ed in uscita, l’arrivo del talentuoso Marras tanto per cominciare e le uscite di tanti giocatori ritenuti non più utili alla causa.

Bianco appare il profilo giusto per rimotivare e trattenere gli elementi più virtuosi in organico: pensare ad una B da protagonisti senza i vari Moreo, Tramoni, Leris, tanto per citarne alcuni, non è ipotizzabile, sempre che il Pisa punti in alto, cosa che potremmo affermare solo a mercato chiuso.

Al di là della conferma dei tanti storici profili top, una importante chiave di lettura sarà l’arrivo di una vera prima punta in grado di fare la differenza. Capisco che si debba rientrare dell’investimento fatto su Meister, ma questo giocatore continua a dimostrarsi acerbo, puntare su di lui è rischioso.

Diverso il discorso su Durosinmi, quasi un oggetto misterioso, il cui destino non è chiaro (ma per quel poco che si è visto non ha convinto, al pari di Stojilkovic).

Se si ambisce ad essere in prima fascia bisogna fare uno sforzo e intervenire sulla prima punta, senza tanti giri di parole, riadattamenti o scommesse esotiche.

Ingiudicabile il nuovo ds Leonardo Gabbanini, vedremo nel tempo di che pasta è fatto; inopportuno, per come la penso io, sbilanciarsi su di lui.

Certamente qualche parola in più di vicinanza alla enorme delusione di tutti coloro che amano veramente il Pisa ce la saremmo aspettata sia da Knaster sia da Giuseppe Corrado, per rafforzare una empatia più passionale e molto meno industriale.

A proposito, proseguono i lavori nel Centro Sportivo, questa è una buona cosa in prospettiva.

Profondamente discordanti invece le reazioni della tifoseria alla campagna abbonamenti: crea malumore in molti tifosi il fatto che i tantissimi sottoscrittori di mini abbonamenti siano stati esclusi dalla prelazione (prevista da oggi alle 9.30  fino alle ore 13 del prossimo 29 luglio), in fin dei conti gli abbonamenti tradizionali erano stati “seccati” in pochi minuti e si poteva comunque concepire una agevolazione: chi è arrivato dopo avrebbe forse meritato altrettanta riconoscenza al pari di chi è riuscito ad arrivare prima, visti i tanti soldi spesi.

Quanto successo in occasione della A è stata una “anomalia” figlia di certe decisioni societarie, legittime per carità e comprensibilmente ispirate ad una massimizzazione del profitto, ma non per questo esentabili da critiche.

Confermata la “giornata neroazzurra”, buona la novità di poter rinnovare l’abbonamento cambiando settore e posto (se libero ovviamente), abolita formula “plus”, il ticketag adesso è riservato indistintamente a tutti gli abbonati.

Infine una chiosa sull’atmosfera e sul concetto di “remare tutti dalla stessa parte”: ovvio che si, bisogna resettare tutti insieme e spingere per rialzarsi dopo una stagione indecorosa e anche non dignitosa.

Il giornalismo però ha il diritto di essere sé stesso, con le sue valutazioni e le sue critiche, anche se talvolta non gradite: è il bello della libertà di stampa che tra l’altro anche l’articolo 21 della Costituzione italiana protegge.

Senza censure, senza ingerenze di alcun tipo, ognuno dica la sua, civilmente e con rispetto reciproco.

Andrea Cosimi

Condividi la notizia:
Articoli pubblicati: 421

Collaboratore

Lascia un commento