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Il rudere di lungarno Galilei è sempre lì, si può sapere qualcosa?

- Cronaca, Primo piano
8 Luglio 2026

Torniamo ad occuparci di una questione annosa che riguarda la città di Pisa, il rudere sul Lungarno Galilei, in questo stato dai bombardamenti avvenuti durante la Seconda Guerra Mondiale. L’amministrazione comunale di Pisa tre anni fa ha approvato un piano di recupero definitivo per permetterne la ricostruzione, cancellando così questa storica ferita nel centro storico. Il 4 marzo 2023 avevamo pubblicato un articolo nel quale davamo conto che il sindaco di Pisa, Michele Conti, annunciava l’approvazione del progetto “I tre palazzi”, per la riqualificazione una volta per tutte del rudere più famoso della città. Una vicenda di cui c’eravamo già occupati con gli articoli di Doady Giugliano (4/11/2019) e del sottoscritto (6 agosto 2021).

Eravamo molto contenti di quell’annuncio del sindaco, certi di essere arrivati, finalmente, alla risoluzione di questa vicenda. Purtroppo ci eravamo illusi, perché sono passati più di 3 anni e il rudere è sempre lì, tranquillo e beato, e dei lavori di recupero non c’è la minima traccia. Torniamo a chiederci come sia possibile dover attendere più 80 anni per risolvere questa situazione. Se si vuole bene alla città non si può lasciare un’area in un simile stato di degrado per otto decenni, è una cosa che fa male al cuore specie per coloro che amano la nostra città.

Abbiamo cercato di capirne di più rivolgendo alcune domande alle istituzioni. L’assessore all’urbanistica Massimo Dringoli gentilmente ha fatto con noi il punto della situazione: “Sull’immobile è stato approvato un piano di recupero il 17 ottobre 2023, che ha validità per 5 anni. Questo significa che la proprietà può presentare un permesso a costruire entro il 17 ottobre 2028, dopo di che il piano non ha più valore, a meno che non intervengano nuove norme (regionali o nazionali) che ne proroghino la scadenza”. Il consigliere comunale di opposizione Paolo Martinelli, capogruppo de “La città delle Persone”, ci ha confermato che “al momento non è stata presentata alcuna pratica edilizia a riguardo”.

Quindi, riepilogando, il Comune ha fatto tutti i passi necessari, ma nessuno si è fatto avanti presentando un progetto edilizio. Forse era stato trovato un accordo di vendita dell’area e poi l’acquirente ci ha ripensato? A questo punto non ci resta che rivolgere la domanda alla proprietà, visto che il piano di recupero scade nel 2028. Cosa intendete fare? Il permesso per costruire scade nel 2028, avete intenzione di fare qualcosa? C’è l’intenzione concreta di presentare un piano e dare inizio a questi lavori che la città attende da oltre 80 anni?

È bene ribadire che la proprietà è privata e che quindi le istituzioni pubbliche possono intervenire fino a un certo punto. Si potrebbe pensare all’espropriazione per pubblica utilità, ma devono esservi comprovate esigenze di interesse pubblico e bisogna seguire l’iter richiesto, con inevitabile braccio di ferro legale.

Una cosa è certa, una simile situazione di degrado incide in modo pesante sulla collettività ed una risposta è doverosa. Non la si deve tanto a noi quanto ai cittadini che da una vita sopportano questo sconcio vergognoso in pieno centro. Auspichiamo di ricevere un segnale dagli interessati. 

Maurizio Ficeli

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