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L’aeroplanino di carta dei record parla pisano

- Primo piano, Università
2 Luglio 2026

Venti metri di apertura alare, sette metri di lunghezza, 28,49 kg. Sono i numeri dell’aeroplano di carta più grande del mondo frutto del lavoro di un gruppo di studenti e laureati dell’Università di Pisa. Ha volato per 59 metri, superando un precedente primato mondiale del 2013 ed entrando così nel Guiness World Record.

Doveroso presentare il team che ha lavorato al progetto: Filippo De Paoli, Lorenzo Cioli, Emanuele Campinoti, Manuel Santoro, Giovanni Chiarelli, Luca Moni, Andrea Cipriano, Martina Cacciotti, Greta Ferrante, Gianmaria Ferrante, Jacopo Sardi, Dario Nista, Daniele Rusconi Braga, Dario Del Carlo e Gabriele Frediani.

La cosa simpatica è che l’idea di questo aeroplanino dei record è nata quasi per caso, senza pensarci troppo. Poi si è trasformato in un progetto concreto e il velivolo di carta ha preso il volo. “Tutto è nato da qualche aeroplanino di carta tra una lezione e l’altra, quasi per scherzo. Eravamo studenti convinti che, con il metodo giusto, anche un pezzo di carta potesse diventare ingegneria vera – hanno raccontato – sono seguiti mesi di studio, simulazioni, errori e ripartenze. Alla fine siamo riusciti a riportare in Italia un record mondiale che resisteva da tredici anni”. 

E come poteva chiamarsi questo aeroplanino? Icarus, ovviamente, con un ovvio richiamo alla mitologia greca: il giovane Icaro nel tentativo di fuggire da un’isola usando ali di cera costruite dal padre vola troppo vicino al sole. Il calore scioglie la cera e lo fa precipitare in mare.

Nato tra gli allievi di Ingegneria dell’Ateneo pisano, il progetto è stato sviluppato con il sostegno del creator e divulgatore scientifico Jakidale (Jacopo D’Alesio), che può vantare 2 milioni di iscritti al proprio canale Youtube.

Alla base di tutto c’è la voglia di divertirsi e scherzare dei ragazzi, ma anche analisi, prototipi in scala ridotta e simulazione. Insomma, niente è stato lasciato al caso.

“Può sembrare inutile un aeroplano di carta di 20 metri, e in fondo lo è”, ha ammesso Jakidale. Ma ciò che spinge l’uomo a migliorarsi spesso è proprio questo: “È portando le cose al limite dell’ingegneria, per il gusto della sfida, che si va avanti”.

Bravi ragazzi. Tirate fuori dal cassetto i sogni e… in bocca al lupo per le vostre nuove sfide!

Foto: Unipi.it

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Un fiume unisce la Toscana e rappresenta il modo di vivere forte e intraprendente del suo popolo. L'Arno.it desidera raccontarlo con le sue storie, fatiche, sofferenze, gioie e speranze. Senza dimenticare i molti toscani che vivono lontani, o all'estero, ma hanno sempre nel cuore la loro meravigliosa terra.

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