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C’era una volta, c’è e ci sarà. Una strada che è anche un laboratorio civico / Per Voi

- Politica, Primo piano
2 Luglio 2026

Con questo articolo inizia la collaborazione dell’avvocato Bice Del Giudice con L’Arno.it.

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Durante la mia esperienza di assessore del Comune di Cascina, con delega, tra le altre alla cultura, al commercio e alla valorizzazione del territorio, ho imparato a leggere la storia della città in quelle pieghe dell’anima (perché ogni città ha la propria!) in cui nessuno penserebbe mai di guardare. E ho scoperto che è proprio da lì che parte il racconto della storia di ieri. Che è il senso di oggi.

Ho imparato a vedere quello che non siamo più abituati a guardare, a ricercare bellezza, nascosta sotto la spessa coltre di abitudini, fatali  e radicate, che ci vorrebbero  tutti disillusi, improduttivamente malinconici, piegati e rassegnati. E così, presa da spasmodica curiosità di conoscere, dal desiderio di incontrare persone, di raccoglierne pensieri, istanze e storie, ho messo a servizio della esperienza di amministratrice comunale l’antica arte dell’ascolto, la capacità di sospensione del giudizio, la ricchezza che deriva dal confronto con la molteplicità dei punti di vista da cui si può leggere la stessa pagina di realtà. Il privilegio di saper sognare in grande e guardare oltre il naturale perimetro in cui la politica è adusa muoversi.
 
E nel frattempo ho girato. Ho girato tanto. Ho visitato Cascina in lungo e in largo, scoprendo angoli di meravigliosa suggestione, tanto potenti quanto inattesi e sono inciampata in piccole storie belle, che sono quelle che inaspettatamente possono fare la differenza. Una di queste è la storia degli abitanti di Via Mentana, cuore antico del centro storico di Cascina che, in quello strano tempo che è stato il periodo del Covid, si sono inventati e riconosciuti comunità, condividendo piccoli gesti di gentilezza, canti, parole e speranze.

Forti di questa vicinanza, gli abitanti di via Mentana si sono promessi di ritrovarsi in strada per cenare insieme e per ringraziarsi di esserci stati, gli uni per gli altri. Nulla di strano. Perché in effetti nei giorni sospesi del Covid lo abbiamo fatto tutti. Tutti abbiamo promesso che saremmo stati migliori. Tutti abbiamo progettato, sorriso, ringraziato.
 
Loro però lo hanno fatto davvero. Si sono trovati per una cena in strada, che dal 2020 si ripete con cadenza periodica, ogni estate.
Molti hanno iniziato a proporre, collaborare, interessarsi.

Molti hanno iniziato a prendersi cura dello spazio di pubblica via antistante le rispettive case, partendo dall’idea di come il decoro urbano, la vivibilità, il senso di appartenenza e la bellezza degli spazi comuni non siano soltanto compito dell’amministrazione comunale ma anche piuttosto frutto della partecipazione consapevole dei cittadini. Perché la cura di una città comincia sempre da un gesto. E quando quel gesto diventa collettivo, nasce una comunità più forte.
 
C’era una volta, c’è e ci sarà una strada che non è solo passaggio, ma spazio di relazione, memoria, quotidianità e comunità. Questa strada è Via Mentana. Molto più di una via: un laboratorio civico, un luogo in cui sperimentare un nuovo rapporto tra cittadini e istituzioni e costruire un patto positivo tra amministrazione e comunità, affinché le esigenze del territorio trovino ascolto e possano trasformarsi in interventi concreti. Perché c’è un unico  modo, semplice e profondamente civico di  amare la propria città: prendersene cura.
 
Tutti noi nei giorni sospesi del Covid abbiamo provato quantomeno ad essere migliori. Molti, a via Mentana e non solo, forse ci sono anche riusciti. Sogni in fucsia Per Voi.

Bice Del Giudice

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