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Luminara, l’antica “movida” che piace ai giovani

- Cultura, Primo piano
17 Giugno 2026

Sembrerà incredibile di questi tempi, ma almeno la Luminara di San Ranieri, possiamo considerarla una sorta di miracolo. L’evento soprannaturale, che ci crediate o no, riguarda decine di migliaia di giovani accalcati sui Lungarni di Pisa a godere di uno spettacolo che ha “appena” 400 anni. Il tutto con la massima tranquillità ed ordine che non appartenevano neppure alle generazioni precedenti.

Per noi ragazzacci del secolo scorso l’evento era un momento di più o meno sano divertimento. Organizzati in gruppetti dispettosi, ci dotavamo delle mitiche palline tricolori fatte di stoffa e ripiene di segatura con gommino d’ordinanza, per andare a colpire le terga di qualche malcapitata fanciulla che in mezzo a cotanta umanità non riusciva mai ad apostrofare il vero colpevole del misfatto. Tra una pallata e l’altra, sosta obbligata per ingozzarsi di zucchero filato, torroni e croccanti di ogni tipo, e buon gelato dai “carretti” tipo gondola, consumati in quantità tale da far felici i propri dentisti. Del resto non erano ancora approdati in Italia, le bombe ipercaloriche made in Usa o panini col kebab che di fatto hanno internazionalizzato l’evento e non solo, questa volta per la gioia dei dietologi.

Allora, consumati i malsani giochi e leccornie varie ci si accalcava sulle spallette o si spintonava a tutto spiano per avvicinarsi alla zona della Cittadella, deputata alla collocazione dei potenti mortai che di li a poco avrebbero sparato quei fuochi indimenticabili. Il progresso, o meglio la tecnologia, almeno in questo caso ha eleminato l’affannata ricerca del posto migliore. Da diversi anni i fuochi vengono sparati da una decina di barconi posizionati dalle Piagge fino al Ponte Solferino, che agiscono in contemporanea grazie ad un programma computerizzato.

Non pensate che dopo questa sorta di amarcord ci dimentichiamo di sottolineare il vero spettacolo, direi unico, di quelle “biancherie” (che sostengono oltre centomila “lampanini” di cera) disegnando di luce gli splendidi palazzi sui lungarni. Uno spettacolo unico al mondo che ha spinto l’Amministrazione comunale di Pisa a lanciare ufficialmente la sfida per inserire la sua festa più amata sul tetto del mondo, ovvero puntando ad ottenere il prestigioso riconoscimento di Patrimonio immateriale dell’Umanità Unesco. Se si tiene conto che questo evento si tiene da oltre 400 anni, anche se un documento datato 1337 ne riporta già l’usanza con dovizia di particolari, possiamo ben sperare per un positiva accoglienza.

Nel frattempo non ci resta che pregare il nostro Patrono San Ranieri, che se è riuscito ad ammansire ed entusiasmare una moltitudine di giovani, avrà gioco facile con la Commissione Unesco, i cui componenti attuali e futuri non mancheranno di venire annualmente ad immergersi nell’anima verace della nostra città.

Doady Giugliano

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