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Alla scoperta di “Mani Cattive”, l’ultimo libro di Luca Poli

- Interviste
9 Giugno 2026

Si intitola “Mani Cattive” l’ultima fatica editoriale dello scrittore pisano Luca Poli. Una storia quasi noir con protagonista Nathalie, giovane governante che arriva nella misteriosa villa del signor Harlan, dove si trova immersa in un contesto isolato e sempre più inquietante. Per gli amanti del genere, pagine fitte di colpi di scena dall’inizio alla fine, che ovviamente non raccontiamo. Classe 1986, laurea in Cinema, Musica e Teatro, ha esordito nel 2016 con “Clochard ” (premio “Argentario 2016”), a cui sono seguiti “Baba Kunya” (2019) e “Aloha!” (2022). Opere ricche di sentimenti autentici che si differenziano nettamente con questo suo ultimo lavoro del quale abbiamo voluto parlare con l’autore.

Appena trentenne ha già dato alle stampe libri che poco hanno a che fare con la sua ultima “creatura”. Cosa l’ha spinta quasi repentinamente ad affrontare un quasi horror?
“Il mio primo romanzo ‘Clochard’ appartiene alla narrativa tradizionale: grandi sentimenti, storie famigliari. Probabilmente all’inizio ero maggiormente legato alle letture che facevo e ai film che ho sempre visto. Già con ‘Baba Kunya’, il mio secondo romanzo che è ambientato in Marocco, ho voluto provare a raccontare una storia lontana dal mio vissuto. Come scrittore mi sono messo nei panni di un bambino, un bambino che cerca suo padre e lo fa in un paese straniero. Non è stato facile scriverlo, ma molto divertente e istruttivo. Credo che il mondo sia bello tutto, e ogni cultura, anche se profondamente diversa dalla nostra, può darci degli spunti di riflessione. Con ‘Mani Cattive’ ho voluto rischiare, provare a scrivere una storia con atmosfere che non avevo mai frequentato. Non ho mai letto libri noir o romanzi horror, quindi proprio a digiuno di tutto, ho sperimentato nuove atmosfere. A far questo, mi ha spinto la voglia di crescere e di rinnovarmi. Non amo la monotonia, evito la ripetizione, che alla fine è noiosa sia per chi scrive che per chi legge”.

La sua Laurea in Cinema e Teatro ha influito in questo suo percorso, o  una mattina si è alzato dicendo “da stamani scrivo libri”?
“No, non mi sono alzato una mattina dal letto e ho deciso di scrivere. La voglia è nata piano piano. Però, ho sempre scritto racconti. Ho fatto teatro per sette anni al Teatro Verdi di Pisa e al Teatro Nuovo sempre a Pisa. La passione per la recitazione è legata anche a quella di voler raccontare. Oltre al teatro ovviamente, anche la mia laurea, mi ha fatto interessare alle parole, alla parola scritta. Come ho già detto non pensavo di scrivere un romanzo, ma appena discussa la mia tesi, ho tirato fuori dal cassetto un racconto che avevo lasciato lì qualche anno prima. Il racconto si è ampliato, e col tempo, è diventato un romanzo. Il romanzo in questione è finito sopra la scrivania dell’allora Istos Edizioni e così è iniziata la mia avventura di scrittore. Ho sempre pensato che avrei frequentato il teatro per tutta la vita, ma il teatro poi mi ha portato a scrivere romanzi. Si vede che doveva andare così”.
 
All’inizio della sua carriera hai incontrato molte difficoltà, non mi riferisco allo scrivere ma al giudizio di parenti ed amici?
“Non mi sembra di aver mai incontrato difficoltà. I miei amici e i miei genitori hanno ben accolto da subito il mio primo romanzo. Anche perché nessuno si aspettava da me che io scrivessi un libro. Ancora oggi chi conosco è curioso verso quello che scrivo, nonostante i tempi siano cambiati. Le nuove tecnologie hanno messo un po’ da parte la passione per i libri. Rispetto a dieci anni fa quando trovavo le porte aperte ovunque, adesso invece, è molto più difficile organizzare presentazioni e farsi ascoltare, ma non demordo. Ad aiutarmi e, a stimolarmi nel coltivare nuove idee, c’è mio marito Alessandro. Ci siamo uniti in matrimonio l’anno scorso. Se il mondo dell’editoria andrà a fondo, non andrà sparendo la voglia di raccontare. È una cosa che mi ripeto ogni giorno”.

Intende continuare a scrivere su questa linea noir o magari passare  ad altri temi, tipo fantastoria (che va molto di moda) fantascienza, o qualcosa che  prenda spunto da fatti quotidiani?
“Non mi chieda che cosa farò domani. Non programmo mai le cose a tavolino. Adesso sono concentrato nel far conoscere ‘Mani Cattive’ che sarà distribuito in libreria a breve. Poi non so che cosa scriverò. Può darsi che cambi genere. Anche se devo dire che le atmosfere noir e di mistero mi stanno dando molto. Spero che diano molto anche a chi vorrà leggermi”.

Luca incontrerà i suoi vecchi e nuovi lettori il 20 Giugno, dalle 10.30 alle 13 presso la Libreria Civico 14 di Marina di Pisa, di dalle ore 10.30 alle 13.00.

Doady Giugliano

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