Profonda amarezza a Pontedera (Pisa) perché dopo 14 anni la squadra granata ha dovuto abbandonare il calcio professionistico e tornare nei dilettanti. Stagione travagliata quella da poco conclusa, con la squadra che alla fine ha racimolato solo 20 punti in 36 gare, con appena 3 vittorie e ben 22 sconfitte. Un tabellino di marcia assolutamente insufficiente a provare a raggiungere una posizione tranquilla. Troppo grande è stato il distacco dalle dirette concorrenti, che ha reso via via sempre più difficile accorciare la distanza per poter riaccendere la speranza in una salvezza in extremis.
I granata hanno cambiato ben tre allenatori per tentare una corsa disperata verso la salvezza. Dopo Leonardo Menichini e Simone Banchieri, alla fine ha provato mister Piero Braglia a salvare la barca, purtroppo senza successo. Ora non resta che ripartire rifondando la squadra, oltre a confidare in un possibile ripescaggio.
I tifosi hanno un diavolo per capello e lo hanno esternato nell’ultima gara casalinga con il Livorno esponendo uno striscione con scritto “INDEGNI” (foto sotto di Salvatore Ciotta). Abbiamo raccolto qualche commento per cercare, tramite la voce viva dei supporter, di tastare il polso della situazione.

Stefano Puccioni (foto sotto), capo storico della “Vecchia Guardia, fa un excursus delle vicende che hanno preceduto questa stagione sfortunata: “Il finale di annata dello scorso anno per il Pontedera fu positivo con l’allenatore Leonardo Menichini che ci portò da una possibile retrocessione, eravamo in zona playout, a disputare poi un bel girone di ritorno, con un turno di playoff perso a Pesaro, per un gol all’ultimo secondo dell’ultimo minuto di recupero. La scorsa estate è stata un po’ incasinata, con l’addio del direttore sportivo ed un po’ di cambiamenti. Eravamo comunque ripartiti con Menichini e non stavamo neanche andando male, pur essendo al limite della zona playout. Poi con il fallimento del Rimini ci hanno tolto dei punti e ci siamo ritrovati in piena zona playout e a quel punto è stato deciso di mandare via l’allenatore”.

“C’è stata una mini rivoluzione – prosegue Puccioni – con il passaggio di proprietà a un gruppo di brasiliani, che si sono insediati definitivamente a febbraio. Nel frattempo è stata fatta un’altra rivoluzione a livello di squadra, però i risultati, specie con il cambio del terzo allenatore, sono andati sempre peggio. Siamo arrivati ultimi, e con otto punti dalla terz’ultima siamo retrocessi direttamente. È stata un’annata con molti errori, ma anche sfortunata, perché gli arbitri ce ne hanno combinate di tutti i colori, così come è successo al Pisa all’inizio del campionato di Serie A. Nel frattempo questa nuova proprietà brasiliana ha buoni propositi ed ha chiesto il ripescaggio per il Pontedera, ma se non dovesse andare bene, sono decisi a mantenere gli impegni per un grande Pontedera, quindi bisogna avere fiducia”.
L’ultimo ritorno ai professionisti risale al campionato 2011-2012, con la bella e meritata promozione dalla Serie D. Da allora il Pontedera si è goduto una serie ininterrotta di campionati in Serie C, con il top raggiunto nel 2022-2023, ottenendo un pregevole quarto posto in classifica (60 punti).
E se guardiamo gli anni passati troviamo una lunga serie di apparizioni alternando la Serie C2 ai Dilettanti, con un’unica apparizione in C1 nel 1994-1995. Particolare curioso e degno di nota: pochi mesi prima della spedizione azzurra nei Mondiali negli Stati Uniti il Pontedera guidato da Francesco D’Arrigo si tolse lo sfizio di battere 2-1 a Coverciano la Nazionale di Arrigo Sacchi. Ovviamente la notizia conquistò i titoloni di tutti i giornali. Ne parliamo in questa storia
Maurizio Ficeli

