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Cristiano Masi (Avs): “In questi anni non abbiamo venduto illusioni, abbiamo aperto i cantieri, riqualificato i parchi e ridato un’anima a ogni singola frazione”

- Politica
13 Maggio 2026

Prosegue il nostro giro tra i candidati in vista delle elezioni comunali a Cascina, secondo comune nella provincia di Pisa. Stavolta diamo la parola a Cristiano Masi, 44 anni, vicesindaco uscente, dipendente di una cooperativa sociale, candidato capolista di Alleanza Verdi e Sinistra.

Come e quando ha iniziato a occuparsi di politica?
“Il mio impegno politico non nasce a tavolino, ma sul territorio, attraverso l’associazionismo, lo sport e il sociale. Da anni lavoro come clown dottore e formatore nel terzo settore: un’esperienza professionale e umana che mi ha insegnato il valore dell’ascolto reale e la necessità di fare squadra, specialmente quando si affrontano le fragilità. Sia nello sport sia nel sociale impari una regola fondamentale: nessuno si salva da solo. Nel 2020 ho scelto di fare un passo avanti e mettere questo bagaglio al servizio della città come Vicesindaco e Assessore. Amministrare, per me, significa proprio questo: portare la sensibilità e l’attenzione alle persone dentro la concretezza dei lavori pubblici, traducendo i valori della solidarietà in parchi accessibili, scuole sicure e risposte quotidiane. Questa è la mia idea di cura della nostra casa comune”.

Cosa si propone di fare una volta eletto in Consiglio comunale?
“Mi batterò con determinazione per un’idea di città dove la giustizia ambientale e quella sociale camminino insieme, perché non esiste transizione verde se non è anche giusta, popolare, e alla portata di tutti. Porterò in Consiglio l’Urbanistica della Riparazione: stop totale al consumo di suolo e proseguimento della bonifica delle ferite storiche del nostro territorio – come l’ex-Decoindustria o la Fornace di Barca di noce – per restituirle ai cittadini come oasi verdi e spazi di socialità. Voglio un welfare di prossimità che faccia da scudo ai più fragili, potenziando il supporto sociosanitario territoriale con la nuova Casa di Comunità, e l’attivazione immediata delle Comunità Energetiche Rinnovabili per abbassare le bollette di famiglie e imprese. Il Comune deve essere il motore che crea legami e sostiene chi ha meno”.

Qual è il rischio più grande se dovesse vincere un candidato sindaco a voi avverso?
“Il rischio è enorme: consegnare Cascina a una destra retrograda che parla alla pancia, usa la paura come specchietto per le allodole e ripete la parola ‘degrado’ come un mantra per coprire il vuoto assoluto di visioni. Il pericolo reale è la paralisi: bloccare quella straordinaria stagione di investimenti pubblici che ci ha permesso di intercettare oltre 45 milioni di euro per ridare dignità a scuole, strade e parchi, riportando la città al triste modello di città-dormitorio. Ma c’è anche un rischio culturale profondo. Parliamo di forze politiche che sventolano la Dottrina Sociale della Chiesa o la vicinanza alle parrocchie nei programmi elettorali per darsi un tono moderato, ma poi si dimenticano dei valori umani elementari e alimentano un tifo urlato da stadio. Chi lavora nel sociale sa cos’è la dignità umana e sa che le comunità si curano con l’ascolto, l’attenzione e l’inclusione, non con i cori da stadio”.

Vuole fare un appello agli elettori di Cascina?
“Il 24 e 25 maggio non vi chiedo un semplice voto di delega, vi chiedo di fare una scelta di campo coraggiosa. In questi cinque anni non abbiamo venduto illusioni: abbiamo aperto i cantieri, riqualificato i parchi e ridato un’anima a ogni singola frazione. Oggi tutto questo lavoro è online, trasparente e verificabile sul mio sito da chiunque, perché la trasparenza è una forma di rispetto verso i cittadini. Alla politica urlata degli slogan noi rispondiamo con la forza dei fatti. Se volete una comunità aperta, solidale, che difenda la salute pubblica e metta al centro il futuro dei nostri figli, vi chiedo di sostenere questo percorso di coerenza. Sbarrate il simbolo di Alleanza Verdi e Sinistra e scrivete Masi. Continuiamo a costruire comunità, insieme!”

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Un fiume unisce la Toscana e rappresenta il modo di vivere forte e intraprendente del suo popolo. L'Arno.it desidera raccontarlo con le sue storie, fatiche, sofferenze, gioie e speranze. Senza dimenticare i molti toscani che vivono lontani, o all'estero, ma hanno sempre nel cuore la loro meravigliosa terra.

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