Come di consueto anche quest’anno Villa Medicea di Coltano (PI) ha ospitato la musica del XIII Festival Fanny Mendelssohn. In realtà si è trattato di un doppio appuntamento, il primo alle 16 e il secondo alle 18.
Primo tempo
Ad esibirsi sono due eccellenti musicisti italiani: Edoardo Piazzoli al clarinetto e Livia Rigano al pianoforte. Ci propongono una scaletta che coinvolge tutti poiché spazia dalla musica da camera a brani d’opera per finire con colonne sonore di famosi film. Apre il concerto Nino Rota, conosciutissimo al grande pubblico e qui in veste di autore di concerti e musica da camera. La pianista, che fa ogni volta una breve presentazione dei pezzi in programma, ne ricorda l’amicizia con Fellini e la grande abilità nel comporre melodie indimenticabili per pellicole di successo. Per la “sonata in Re. Allegretto scorrevole cantabile e Allegretto scorrevole”, il maestro Piazzoli suona un clarinetto in La che verrà poi sostituito per il resto del concerto con uno in Si bemolle. L’esibizione prosegue con un autore vivente, Michele Mangani con “Pagina d’Album”, un brano breve quanto prezioso poiché ispirato ad autori del ‘800 ( erano soliti comporre piccole composizioni intime).
Terzo brano in programma: Gaetano Donizzetti in “Concertino. Andante sostenuto e Allegretto. L’esecuzione successiva ci riserva una sorpresa. Leggiamo nella brochure che si tratta di tale Jules Burgmein (1840-1912) e ci accingiamo ad ascoltare la sua “Romance Poudrèe” suonata solo per pianoforte da Livia Rigano. Prima di ascoltarla la pianista ci rivela che in realtà quel nome è lo pseudonimo del famoso Giulio Ricordi, musicista ed editore milanese, personaggio legato ad altrettante figure storiche quali Verdi e Puccini.
Subito dopo è il clarinetto che prende la scena perché si sostituisce alla voce della sublime Callas. Ascoltiamo “Casta Diva” dalla Sonnambula di Vincenzo Bellini, un esempio di “cantabilità dell’opera italiana” con un uso del clarinetto apprezzato anche da Giuseppe Verdi. La penultima esibizione si rifà all’opera del “Trovatore” sfruttandone i temi in chiave virtuosistica e ricordando le idee e la musicalità del grande compositore. Il titolo infatti è: Divertimento sopra i motivi del Trovatore e l’autore è Luigi Bassi. A concludere questa rassegna ancora Nino Rota stavolta con una “Suite di musiche da film “ed è quella del Padrino forse la più commovente. Tanti meritatissimi applausi e due bis: Finale su temi del “Rigoletto” e “Tema dell’amore” di un autore che non poteva mancare, Ennio Morricone.
Scendiamo in una sala al piano terra dove ci aspetta un delizioso “intermezzo”, ovvero un aperitivo dolce e salato offerto dalla Proloco di Coltano. Chi è interessato può anche fare una visita alla mostra all’interno della Villa.

Secondo tempo
Ore 18. Il salone si riempie di nuovo in attesa del duo formato da Christoph Von Weitzel, baritono, e da Ulrich Pakusch, pianista, entrambi provenienti dalla Germania. Ho grandi aspettative in quanto ricordo una loro esibizione di un paio di anni fa. Non rimango delusa. Le mani delicate e veloci di Pakusch accompagnano magistralmente la voce e la mimica teatrale del baritono, potente, empatico, coinvolgente. Posso provare ad elencare i pezzi proposti ma temo di non riuscire a renderli vividi per chi legge e non era presente. Di Mozart dal Don Giovanni “Aria di Leporello (Madamina il catalogo)”. Da le Nozze di Figaro “Se vuol ballare”. Dal Rigoletto di Giuseppe Verdi, l’aria “Cortigiani, vil razza dannata”.
Applausi scroscianti, sembrava di essere a teatro con tanto di scenografia e orchestra. Accantonata l’opera ascoltiamo alcuni brani più classici e intimi. Il primo è una preghiera al Signore di Bach “Lasset uns mit Jesu ziehen” Poi una poesia trasformata in canto e musicata dagli stessi artisti “Schlaft ein Lied in allen Dingen”. Ricordiamo cosa è il Lied: un genere di composizione vocale romantica tedesca per voce solista e pianoforte. Il terzultimo pezzo è ancora in tedesco, si tratta di un canto tradizionale di Schumann “Geh aus mein Herz”. Prima di concludere con i due brani finali più contemporanei cantati in inglese, il duo ci propone l’ultimo Lied stavolta di Schubert “Lied eines Schiffers an die Dioskuren”
Con Josh Groban “You rise me up” è d’obbligo la lacrimuccia, sarà perché si avverte davvero l’esigenza di ritrovare speranza, fede e forza interiore così come dice il testo, sarà perché Christoph Von Weitzel la interpreta così intensamente che fa venire i brividi. Stento a riprendermi perché subito dopo attacca con “My way” di Frank Sinatra e meno male che ha l’ottima idea di coinvolgere il pubblico con qualche piccolo coro così posso dominare l’emozione.
È arrivato il momento del bis, d’altra parte con il battito delle nostre mani non è facile defilarsi. Il duo presenta la celebre Serenata di Schubert che ci appare ancor più romantica perché, a sorpresa, viene dedicata a una coppia che festeggia 60 anni di matrimonio. Sono Piero e Laura Lomi, presenze preziose e costanti del Festival. Ma non finisce qui perché ancora in vena di romanticismo vengono eseguiti, con dedica particolare agli sposi, una Serenata tratta dal “Don Giovanni” e infine “Messaggio dell’amore” di
Schubert. Auguri di cuore dai presenti e anche da chi scrive a cui preme ricordare l’importanza del contributo al Festival Mendelssohn da parte della sezione soci dell’Unicoop Valdiserchio e Versilia di cui Lomi è presidente.
Giunti al termine di questa lunga domenica musicale, ci rendiamo conto che mancano gli ultimi due concerti, quelli del 15 e del 21 maggio che avranno luogo rispettivamente a Museo Piaggio di Pontedera (PI) e alla Villa di Corliano San Giuliano Terme (PI). Ci sono ancora posti disponibili, sarebbe un peccato perdersi tante emozioni.
Marina Sacchelli

Foto: Alessio Alessi

