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Rabbia, amarezza, speranza e preoccupazione: le emozioni dei tifosi del Pisa dopo una stagione da dimenticare / Andrea Cosimi

- Primo piano, Sport
10 Maggio 2026

A distanza di un anno da una riconquistata serie A che abbiamo già perduto in modo indecoroso, nella Piazza nerazzurra prevale nettamente la delusione e la rabbia, non tanto per una retrocessione che ci poteva anche stare, ma per come è maturata. Giocarsela come hanno fatto Lecce e Cremonese era il “minimo sindacale”.

Per quanto in pochi cerchino di consolarsi con la continuità societaria (indubbiamente importante), in gran parte dei tifosi c’è tanta amarezza, senso di frustrazione e un po’ di preoccupazione per il futuro.

Ad alcuni di loro ho chiesto cosa li abbia più delusi di questa stagione, un giudizio su Inzaghi, Gilardino ed Hiljemark, uno sulle recenti affermazioni dei Corrado, la domanda che vorrebbero fare a Knaster e cosa si aspettano per la prossima stagione.

Cosa ti ha deluso di più di questa stagione?

Andrea Cini: “Non abbiamo nemmeno provato a salvarci, siamo stati una comparsa, si è avuta la percezione che niente sia stato fatto per giocarsi la salvezza, abbiamo alzata bandiera troppo presto”.

Stefano Barsotti (foto sotto): “L’atteggiamento della Proprietà, la poca empatia nei confronti del pubblico pisano, la tanta inadeguatezza dimostrata nell’affrontare con un minimo rispetto la A”.

Stefano Barsotti

Deborah Carmignani: “L’atteggiamento della Società. Avevo messo in conto una retrocessione, ma mi sarei aspettato un mercato diverso a gennaio, un cambiamento di rotta, invece di investire su persone che non conoscevano la Serie A. Anche la scelta di parlare a retrocessione matematica avvenuta non mi è piaciuta, a Pisa non può esserci tutta questa distanza tra società e tifosi come nei grandi club”.

Iacopo Boldrini: Il rendimento della squadra con una consistente arrendevolezza da gennaio in poi”.

Alberto Menichincheri (foto sotto): “La Piazza che si accontentava di vivere la seria A come una novità, solo di essere presente, senza ambizione”.

Alberto Menichincheri

Dalia Balestri: “I risultati, le sconfitte, gli ‘schiaffi’. A volte mi sono anche un po’ vergognata, non ci eravamo più abituati”.

Leonardo Perfetti: “L’aver sottovalutato la categoria, la mancanza di rispetto verso la Piazza, troppa apatia, troppa presunzione”.

Silvia Pastechi: “Troppo errori, tutto ciò che poteva essere sbagliato è stato sbagliato, potevamo anche retrocedere, ma assolutamente non così”.

Inzaghi, Gilardino, Hiljemark, un tuo giudizio sugli allenatori…

Andrea Cini (foto sotto): “Inzaghi eroe, vero protagonista, confermarlo poteva rappresentare una continuità del progetto tecnico anche se in A non aveva fatto bene in passato. Gilardino andava messo nelle condizioni di lavorare, invece il mercato è stato sbagliato anche a gennaio e non si è avuto pazienza con lui. Hiljemark lo ritengo totalmente inadeguato alla categoria”.

Andrea Cini

Stefano Barsotti: “Inzaghi fece un miracolo con una buona squadra. Gilardino stava facendo un buonissimo lavoro, è stato sbagliato mandarlo via. Hiljemark incommentabile”.

Deborah Carmignani (foto sotto): “Tecnicamente per me Inzaghi non ha eguali. È un trascinatore, come capacità di coinvolgimento e di motivare il gruppo e la piazza. Mi ha deluso che sia andato via quando ha capito che la società non veniva incontro alle sue idee. Gilardino ha un cuore grande, è capace, ha anima e dà identità, se fosse rimasto avremmo finito più dignitosamente il campionato. Ha accettato una rosa non all’altezza, non certo per lo stipendio ma perché è uomo innamorato del calcio.  Ha giustamente chiesto rinforzi adeguati a gennaio e gli è stato fatto un mercato sbagliato. Hiljemark mi fa tenerezza, sembra un ragazzino sprovveduto quasi messo di mezzo, un capro espiatorio, non conosceva i calciatori, la piazza, la categoria, tecnicamente non lo vedo come una risorsa per il futuro”. 

Deborah Carmignani

Iacopo Boldrini: “Negativo su Hiljemark, assolutamente acerbo, troppo giovane. Su Inzaghi e Gilardino ho la sensazione di non averli sfruttati fino in fondo. Certamente assurdo aver sostituito Gilardino con Hiljemark”.

Alberto Menichincheri: “Inzaghi ha ottenuto più di quanto la squadra potesse dare. Gilardino ci ha creduto ma ha toppato contro le squadre di pari livello, Hiljemark non ha dato il cambio di passo ma… sarà solo colpa sua?”

Dalia Balestri: “Gilardino non lo avrei mandato via, la colpa era di tutti, forse lui non avrebbe dovuto accettare la squadra già in estate. Inzaghi non mi è piaciuto per come se ne è andato. Per Hiljemark parlano i risultati”,

Leonardo Perfetti (foto sotto): “Inzaghi preparato, carismatico, ha raccolto la rosa che la stagione prima aveva deluso e ci ha portato in A. Gilardino qualche errore lo ha commesso, ma non dimentichiamoci lo scarso materiale che aveva a disposizione. Sbagliato comunque mandarlo via, con lui il Pisa aveva sopra performato, andava ascoltato sulla natura dei rinforzi da prendere nel mercato invernale. Hiljemark ha accettato di venire a retrocedere, ingiudicabile”.

Leonardo Perfetti

Silvia Pastechi: “Inzaghi ci aveva provato a dire cosa occorreva per la A, è un vincente, un trascinatore. Gilardino bravo e inascoltato, a gennaio sono arrivati giocatori inadeguati dall’estero quando lui aveva chiesto ben altro. Hiljemark è stato mandato allo sbaraglio, non è giudicabile ma mi auguro non rimanga”.

Cosa ne pensi delle recenti affermazioni del presidente Giuseppe Corrado e del direttore generale Giovanni Corrado?

Andrea Cini: “Non si può assolutamente sentir dire che la retrocessione fosse una aspettativa, io come tifoso ho l’aspettativa del risultato e volevo la Salvezza, se ce lo avessero detto prima avrei evitato di fare tre abbonamenti in famiglia per oltre mille euro. Inaudito che Pisa abbia avuto i prezzi tra i più cari della categoria. Giovanni Corrado quanto meno ha provato a chiedere scusa per una stagione dove tutto è stato sbagliato, anche da lui”.

Stefano Barsotti: “Sono state risposte tardive, non dovevano aspettare la retrocessione matematica, tutto il contesto Pisa te lo stava facendo presente da mesi. Frasi che ritengo irrispettose nei confronti di persone che hanno portato soldi e consueta passione. Affermazioni di circostanza e fredde che urtano”.

Deborah Carmignani:  “Dopo l’ultima partita mi è venuto un magone troppo forte e ho avuto una sorta di rifiuto ad ascoltare il presidente. Classiche parole, quasi di circostanza, quelle di Giovanni Corrado: sembra sia stata sua la scelta di mandare via Gilardino. Gli do ragione sul fatto che non eravamo pronti per la Serie A ma grazie a Inzaghi l’avevamo riconquistata dopo tantissimi anni e andava onorata”. 

Iacopo Boldrini (foto sotto): “Dichiarazioni sul solco di una societá che vuole avere un futuro ma dovrebbe, al contempo, avere più idee e gestire gli umori della Piazza, anche nella difficoltá”.

Iacopo Boldrini

Alberto Menichincheri: “Concordo con Giovanni, ma io me ne ero accorto a settembre, non a maggio… Da Giuseppe non si possono sentire dire quelle parole sull’importanza relativa del risultato sportivo. Si gioca per vincere, non per partecipare”.

Dalia Balestri: “Delle parole di Giuseppe Corrado non ho capito la frase che “ci aspettavamo la retrocessione”. Cosa abbiamo fatto a fare gli abbonamenti? Quanto a Giovanni, tutti torti non li ha, trovo le sue parole condivisibili”.

Leonardo Perfetti: “Entrambi incommentabili e inascoltabili. Se competi in ambito sportivo non esiste non avere interesse primario al risultato”. 

Silvia Pastechi (foto sotto): “Il presidente sembra abbia a cuore il progetto immobiliare più che quello sportivo. Il discorso di Giovanni Corrado mi è sembrato un po’ preparato e di circostanza, occorrevano scuse più chiare verso la tifoseria”.

Silvia Pastechi

Se tu potessi rivolgere una domanda a Knaster cosa gli chiederesti?

Andrea Cini: “Che intenzioni ha sul progetto sportivo del Pisa. Quello immobiliare è chiaro, ma a noi tifosi interessa il progetto sportivo. Io vengo allo stadio per il risultato sul campo, se non mi va bene le critiche sono inevitabili”.

Stefano Barsotti: “Come mai non si è reso conto nonostante sia l’azionista di maggioranza del disastro e di tutti gli errori fatti di questa annata? Siamo stati lo zimbello della categoria, abbiamo fatto una figuretta epocale”.

Deborah Carmignani: “Perché ha mandato via Vaira e perché a preso come direttore sportivo Gabbanini? Ci vuole esperienza e competenza nel ruolo”.

Iacopo Boldrini: “Gli chiederei di aprirsi maggiormente sulle sue volontà future e condividerle di più con la piazza. Per essere azionista di maggioranza mi pare troppo distaccato”.

Alberto Menichincheri: “Il patron del Como ha scelto quella città per il turismo, il lago, la sinergia globale con il territorio ed ha ambizioni sportive molto alte. Knaster con uno stadio vicino alla Piazza dei Miracoli di una città più importante di Como ha le stesse intenzioni o conta solo il progetto immobiliare?”

Dalia Balestri (foto sotto): “Vorredi domandargli se crede sempre in questo progetto, se ha intenzione di andare avanti e che non ci lasci”.

Dalia Balestri

Leonardo Perfetti: “Perché tiene ancora Giovanni Corrado in questo ruolo? Managerialmente sarà anche bravo, ma sul lato sportivo ha dimostrato poco in tutti questi anni”.

Silvia Pastechi: “Tutte le proprietà straniere hanno fatto molto bene in A, anche nelle città di provincia come la nostra. Non la imbarazza il fallimento sportivo avvenuto a Pisa?”

Cosa ti aspetti dalla prossima stagione?

Andrea Cini: “Mi aspetto un campionato da protagonista, una squadra da quartieri alti, occorrono competenze di campo, quelle sportive hanno fallito, vanno cambiati gli interpreti”.  

Stefano Barsotti: “Che facciano in modo di rimediare a questo brutta stagione, abbiamo diritto ad un risarcimento morale, è da gennaio che è tutto finito rovinosamente”.

Deborah Carmignani: “Un cambio di allenatore, voglio un nome esperto, una squadra all’altezza. Se fosse rimasto Gilardino avremmo potuto già impostare un nuovo valido progetto. Attenzione al caso Spezia… vogliamo la parte sinistra della classifica. Chiediamo più trasparenza e più umiltà con il pubblico”.

Iacopo Boldrini: “Di non rischiare di tornare in C, ricostruire e mettere le basi, non sottovalutare la B, da affrontare come si deve, cosa non avvenuta nella seconda parte del campionato in A”.

Alberto Menichincheri: “Che la Piazza sia unita. Penso ad una salvezza tranquilla per mettere le basi per il futuro, ma basta con illustri sconosciuti”.

Dalia Balestri: “Di vincere come ha fatto il Venezia, non voglio stare a mezza classifica”.

Leonardo Perfetti: “Più empatia verso i ‘clienti’, un allenatore che conosca la categoria che va mantenuta con un mercato all’altezza”.

Silvia Pastechi: “Non credo al ritorno in A, se queste sono le premesse pensiamo a salvarsi. La Società abbassi i prezzi. Delusione profonda, per tutto”. 

Andrea Cosimi 

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