Hoc opus quod cernis Biduinus docte peregit
La scritta sull’architrave del portale centrale della Pieve di San Casciano di Cascina (Pisa) – “quest’opera che vedi il maestro Biduino la portò a compimento con maestria” – testimonia l’orgoglio dello scultore nel firmare la propria opera e mi fa pensare che volesse rimanere anch’egli scolpito nella storia e che, da artista visionario, avesse previsto le visite guidate, i concerti, e naturalmente le funzioni religiose fino ad arrivare ai nostri tempi ed oltre. E mi fa anche pensare per assurdo al regista Hitchcock che si ritagliava un cameo in ogni sua pellicola, così, tanto per rimarcare la sua presenza.
Voglio immaginare infine, il maestro fiero del fatto che la sua magnifica creazione faccia ogni anno da scenografia alle serate musicali del Festival Internazionale Fanny Mendelssohn. A mio parere lo spazio antistante l’altare è un palcoscenico ideale, l’acustica è ottima e la suggestione nel vedere l’ombra del crocifisso riflesso nell’abside concavo che pare abbracciare tutti i presenti lascia davvero il segno. In questo contesto si è presentato il decimo concerto del XXIII Festival, ospitando nella medievale Pieve lo Smetana Trio composto da tre eccelsi musicisti provenienti dalla Repubblica Ceca: Markèta Janouskova al violino, Jan Palenicek al violoncello e Jitka Cechovà al pianoforte. Il trio, pluripremiato e presente nei festival più prestigiosi in tutto il mondo, nella serata dell’otto maggio ha deliziato il pubblico della Pieve che occupava ogni sedia e ogni panca disponibile ed ha applaudito con calore al termine di ogni pezzo.

Il concerto è iniziato con l’austriacoJoseph Haydn “Trio in Sol maggiore n. 39 All’Ongarese”. Andante. Poco Adagio. Finale: Rondò all’Ongarese. Presto. Autore prolifico soprattutto con i trii con pianoforte, quello proposto dallo Smetana Trio è del 1795, forse il più conosciuto grazie al finale del Rondò (stile molto in voga a quei tempi) dopo che il pianoforte nei precedenti movimenti ha guidato e a tratti dialogato con gli altri strumenti. La seconda proposta in scaletta porta il nome a noi già noto di Felix Mendelssohn – Bartholdy, fratello di Fanny. Sappiamo che in vita collaborarono e si amarono molto scambiandosi anche consigli e composizioni poiché all’epoca non era dato spazio e importanza ai talenti femminili. Il trio in Do minore n 2 op 66 proposto si compone di quattro movimenti: Allegro energico e con fuoco. Andante espressivo.Scherzo: molto allegro quasi presto. Finale: Allegro appassionato. Gli esperti sostengono che la melodia soprattutto nel finale ricordi molto Bach e in effetti sappiamo che Mendelssohn era di lui grande estimatore.

Il pubblico, molto generoso negli applausi, al termine del concerto ha “reclamato” il rientro dei tre musicisti che hanno regalato due bis: Il terzo movimento dal second trio di Bohuslav Martinu, un compositore ceco, e l’opera 2 n. 4 Fantasiestucke del viennese Walter Rabl, proseguendo così un fil rouge tra la musica del centro Europa e quella colta in stile tardo romantico. L’evento si è concluso così, felici ancora una volta di essere stati in un luogo magico, con artisti internazionali, ascoltando musica perfettamente in sintonia con il contesto e per finire godendo di una bellissima serata primaverile.
Attendiamo quindi a breve, esattamente il 10 maggio, il terzultimo appuntamento della rassegna, presso la Villa Medicea di Coltano (PI). Stavolta i concerti proposti saranno due, il primo alle 16 e il secondo alle 18. Nell’intervallo verrà offerto un aperitivo ed una visita guidata della villa.
Marina Sacchelli
Foto: Alessio Alessi



