Semper 5,5 – Il Lecce porta a casa risultato e salvezza segnando due goal con due tiri in porta. Se calcoliamo che avevano segnato anche un terzo goal tirando una terza volta, fortunatamente in fuorigioco, possiamo dire che, senza togliere meriti agli avversari, ieri la serranda era alzata, malgrado fosse il primo maggio. Aperto.
Canestrelli 4,5 – Dalle sue parti Banda impazza risultando incontenibile e determinante. Spesso in ritardo, assolutamente inefficace nel contenerlo in occasione del vantaggio giallorosso. Prestazione in linea con il resto del campionato. Superabile.
Caracciolo 5 – Il capitano, pur non mollando mai come sempre, ha sofferto la dinamicità degli avversari. Comprensibile per chi, non più ragazzino, ha dovuto cantare e portare la croce per tutta la stagione. Non molla la nave che affonda.
Bozhinov 4,5 – Fatta eccezione per un bel lancio per l’innocuo Stojilkovic e una spizzata di testa in area avversaria in occasione del momentaneo pareggio nerazzurro, in fase difensiva è una buca profonda. Incerto e inutile in entrambe le azioni da goal avversario, in compenso continua la sua direzione a gesti che gli conferiscono una certa autorità. Degno di nota il gesto no look col quale indica Angori e passa a Caracciolo ingannando entrambi i compagni. Voragine. (81’ Cuadrado sv – Inutile come la sua presenza a Pisa in questa stagione beffarda).
Leris 7 – Lo so che un voto così alto dopo la sesta sconfitta di fila, nel giorno che decreta l’irreparabile retrocessione, stona un po’ ma se lo merita tutto e non solo per la meritata rete del momentaneo quanto inutile pareggio. Uomo ovunque, sempre propositivo, corre e crossa sia da destra che da sinistra, dove viene spostato nell’ultima mezz’ora con l’ingresso di Tourè. Sicuramente uno da cui ripartire e su cui contare per il Pisa del prossimo anno. MVP.
Akinsanmiro 5 – Mai più ripresosi dal mal d’Africa, alterna personalità a svarioni sanguinosi. Fantastico il tentativo di autorete che Semper sventa evitando per sé e per tutti noi la figura di mota dell’anno. Ai saluti. (81’ Durosinmi sv – Entra e si mimetizza in mezzo al campo, riuscendoci perfettamente. Camaleonte).
Aebischer 5,5 – Non propriamente efficace in fase di contenimento in entrambe le azioni da goal avversario, offre la sua solita prestazione di corsa ed esperienza, toccando molti palloni senza però risultare preciso o incisivo. Altro elemento da cui ripartire. Basilare.
Vural 5,5 – Alterna momenti in cui fa intravedere le sue indiscusse doti tecniche e la sua personalità già matura nonostante la giovane età, a momenti in cui si estranea dalla manovra e scompare. Sicuramente utile in prospettiva futura, acerbo come la quasi totalità dei suoi compagni per la categoria appena sfumata. Prospetto. (71’ Piccinini 5 – Subentra col solito compito di vivacizzare la fase offensiva con la sua corsa e voglia di fare ma quando gli capita l’occasione di segnare sotto la sua curva, bolla di testa da un metro il pur fortissimo portiere avversario Falcone. Sarà molto utile in serie B.Si spera).
Angori 6 – Meglio di altre volte in fase di spinta, si inventa dopo pochi minuti un tunnel seguito da lancio millimetrico a porre solo davanti al portiere il sempre inoffensivo Stojilkovic. Ottimi cross in area e non direttamente colpevole nelle reti subite. In ascesa quando ormai il Pisa precipita. (64’ Touré 5,5 – Non migliora la fase di spinta e viene poi arretrato poco dopo il suo ingresso in difesa. Degno di nota, però, il colpo di testa a rimettere in area una gran palla di Leris che Piccinini vanifica. Nel complesso ha perduto quell’esuberanza e fisicità che lo ha contraddistinto nella prima parte del campionato. Sgonfio).
Moreo 6,5 – Un pelo sotto Lerís nella valutazione finale ma commovente per impegno, caparbietà, classe e volontà di scuotere e trascinare la squadra. Pericoloso di testa, unico ad esserlo dell’intera rosa, ultimo a mollare ed unico ad uscire fra gli applausi del riconoscente pubblico pisano. Unico.
Stojilkovic 4 – Una cosa imbarazzante. Il 4 è di stima. Riesce a sbagliare ogni occasione, anche la più limpida. Spreca l’impossibile rendendo vano e inoffensivo l’intero attacco del Pisa. Esasperante al punto di non guadagnare più nemmeno critiche ma soltanto sorrisi amari. Avrebbe fatto concorrenza al mitico John Fashanu nelle gags di Teocoli degli anni 90. Preoccupante in prospettiva futura. Personcina (cit. Peo. Pericoli). (71’ Meister sv – Fossi in lui, solo il fatto di fare la riserva del numero 81, mi caricherebbe a molla, ma evidentemente va bene e gli va bene così. Altra punta tonda di proprietà. Per lui venti minuti ingiudicabili. Non vede palla).
Mister Hiljemark 5 – Ribadendo il concetto per cui allenare un gruppo obiettivamente sotto categoria non era un compito facile, lui è comunque riuscito a battere tutti i record negativi che resistevano da prima che nascesse. Sempre positivo, per lui il bicchiere è sempre mezzo pieno. Di vino però. Non lo ritengo il colpevole principale di questa annata imbarazzante ma se sarà ancora sulla nostra panchina il prossimo anno, che sia messo in condizioni di farlo, altrimenti cercare chi, come Inzaghi, cavò il sangue dalle rape. Può ancora migliorare, i record.
LECCE
Falcone 7,5
D.Veiga 6,5
Siebert 6,5
T.Gabriel 6
Gallo 6
Ramadani 6
Ngom 5,5
Pierotti 6
Coulibaly 5,5 (90’ Gandelman sv)
Banda 7,5 (71’ Jean 5)
Cheddira 7 (72’ Camarda 5,5)
Mister Di Francesco 6,5
IL MIGLIORE
Nel giorno del 10° anniversario della scomparsa di Gege, a fine serata di un Primo Maggio che non ricorderemo per le gesta dei nerazzurri in campo ma per un weekend di roghi sui monti, di gente evacuata dalle proprie case e nel triste epilogo sportivo di una stagione assolutamente imbarazzante che non avremmo meritato, trovare un qualcosa o qualcuno che possa essere associato all’aggettivo migliore è cosa ardua. A retrocessione avvenuta posso dire senza timore di smentita che Caracciolo, Moreo e Calabresi su tutti hanno incarnato lo spirito pisano. Il gruppo storico della scorsa stagione li ha seguiti con impegno e fatica. I nuovi arrivati? Fallimento quasi totale. Ripartiamo dal meglio che c’è, a partire da noi che saremo sempre presenti a sostenere chiunque indosserà la nostra maglia, qualsiasi sarà la categoria. Nostra sì, perché il Pisa siamo noi. Solo noi.
Antonio Cassisa
Foto: Gabriele Masotti

