Il cuore pulsante della quattrocentesca Villa Rita ha regalato una carica di energia vitale agli ospiti del magnifico salone affrescato nella serata del 30 aprile. L’antica dimora si trova in località Noce, nel comune di Vicopisano (PI). L’atmosfera è elegante, fuori dal tempo ma contemporaneamente ci fa sentire parte di quelle stanze signorili. Ci accoglie la proprietaria, Rita Cilotti, che lascia al professor Francesco Buè il compito di illustrare brevemente la storia della villa. Poi è la volta del sindaco di Vicopisano che dà il benvenuto ai presenti lasciando l’ultima parola a Sandra Landini per introdurre il concerto. E così il XXIII Festival Internazionale Fanny Mendelssohn continua nella sua rassegna ricca di interpreti di eccellenza proponendoci l’ascolto di generi e autori sempre diversi.
Il concerto programmato in cartellone per la fine di aprile dà intero spazio alla musica colta, in scaletta
i grandi Bach, Beethoven e Mozart, un ineguagliabile trio. Non ci sono state barriere tra il pianoforte di Roberto Issoglio e il numeroso pubblico, tant’è che lo stesso maestro ha dichiarato di sentirsi in un ambiente intimo ed ha subito iniziato la prima esibizione: “Concerto italiano in Fa maggiore BWV 971”, Allegro, Andante, Presto, di Johann Sebastian Bach.

Il pianista ha parlato del grande compositore definendolo moderno rispetto ai suoi tempi, un autore che componeva musica per tastiera ovvero per clavicembalo e organo, strumenti oggi sostituiti quasi sempre dal pianoforte. Nel primo movimento c’è energia, allegria, poi la melodia si addolcisce nell’andante e ci cattura totalmente, non a caso è un brano molto apprezzato e utilizzato spesso, presente in colonne sonore o contesti cinematografici per la sua natura meditabonda e lirica. Il finale è di nuovo travolgente e conclude il ciclo bachiano.
È la volta di Beethoven con la “Sonata Op. 10 n. 2 in Fa maggiore”, Allegro, Allegretto e Presto. È un’opera giovanile in cui emerge il carattere giocoso del musicista in contrasto con l’immagine comune del compositore cupo e tormentato. Infatti, l’opera n 2 è leggera e spiritosa, delle tre sonate dell’opera 10 è quella più umoristica.
Conclude la performance la “Sonata in Do maggiore K 330”, Allegro moderato, Andante cantabile e Allegretto di Mozart. La sonata è nell’insieme ricca di profondità e allo stesso tempo semplice e aggraziata. Il maestro Issoglio viene applaudito calorosamente il che lo induce a suonare un bis: la “sonata K159 do maggiore” di Scarlatti, un brano pieno di vita e di luce. Gli applausi continuano e il
maestro non sfugge a un secondo bis, la “Toccata” di Paradisi, conosciuta dal grande pubblico per essere stata una delle colonne sonore dell’Intervallo Rai negli anni 60 e 70. Un’altra ovazione.

Issoglio rientra in sala per ricevere gli applausi che continuano a scrosciare finché non gli rimane altra scelta che rimettersi al piano per regalarci un’ultima chicca, stavolta è di Mozart, si tratta del primo tempo della sonata K309 e con questa splendida melodia finisce anche l’intensa serata musicale.
A degna chiusura ci rechiamo in una delle raffinate sale della dimora dove ci attende una degustazione nominata Capriccio dolce e salato, così per restare in tema e per prepararci al prossimo e vicinissimo concerto che si terrà domenica 3 maggio al Teatro di Via Verdi nel comune di Vicopisano (PI).
Marina Sacchelli
Foto: Alessio Alessi

