Ha conquistato la promozione in Serie B l’Arezzo, chiudendo in testa il girone B del campionato di serie C al termine di una stagione alla grande. Si è deciso tutto negli ultimi 90 minuti il testa a testa con l’Ascoli, culminato con la vittoria casalinga dei toscani contro la Torres per 3-1 davanti a 8mila tifosi amaranto entusiasti di una promozione che, nella città del Saracino, era attesa da ben 19 anni, cioè da quando l’Arezzo retrocesse dalla serie B al termine della stagione 2006-07.
Il merito di questa impresa, oltre che dei protagonisti in campo, fra tutti anche i due ex Pisa Artur Ionita e Alessandro Arena, è indubbiamente del mister amaranto Cristian Bucchi, romano classe 1977, con esperienze da tecnico in squadre prestigiose quali Pescara, Torres, Perugia, Sassuolo, Benevento, Empoli, Triestina ed Ascoli, prima di sbarcare proprio ad Arezzo.
Al termine della gara con la Torres si è scatenata la meritata festa, con il centro di Arezzo invaso dai tifosi che poi hanno raggiunto il prato dietro il Duomo, dove ci sono stati i fuochi artificiali. Il pullman con la squadra al gran completo ha fatto il giro per le vie della città, per ricevere l’applauso di tutti. A contorno le note dell’inno “Arezzo cavallo rampante”, scritto da Enzo Ghinazzi (Pupo), aretino doc, cantato a squarciagola dai tifosi. Un vero tripudio per il popolo amaranto che pregusta già i prossimi derby in salsa toscana contro Empoli, Carrarese e Pisa.
L’Arezzo è la terza squadra a salire direttamente in B insieme al Vicenza (Girone A) e al Benevento (Girone C). Per la quarta promozione dalla C bisogna attendere la fine dei playoff.
Per tastare il polso su come sia stata vissuta questa bella promozione abbiamo raccolto il pensiero di Samuele Sereni, di Castiglione Fibocchi, classe 1988, ex calciatore professionista (difensore) molto legato all’Arezzo e con esperienze in squadre come Pisa, Spal, Rimini e Mantova, che ha intrapreso la carriera da dirigente e direttore sportivo. “Da tifoso è stata un’emozione grande. Io da giocatore dell’Arezzo ho perso due volte i playoff per andare in B, fra cui quella semifinale nel 2019 con il Pisa. Quell’anno le squadre più forti erano Arezzo e Pisa e chi avesse passato il turno sarebbe andato in B, fu il Pisa a vincere. Tornando all’attualità, è stata una stagione bellissima per l’Arezzo. Ho sempre seguito la squadra, posso dire che si è meritata la promozione sul campo, essendo stata la prima della classe. Le squadre più forti del girone erano Arezzo ed Ascoli ed infatti se la sono giocata fino alla fine”.

A Samuele abbiamo chiesto come è il clima in città alla luce di questo importante successo sportivo: “Sono stati giorni di festa continua, è molto bello perché arriva dopo tanti anni. L’ultima promozione l’abbiamo conquistata nel 2004 ed io ero un bambino, facevo il raccattapalle. È stata vissuta con più entusiasmo, con sofferenza, con gioia, ci è passato avanti tutto però alla fine, dopo 19 anni, respiriamo quell’aria di festa che mancava da troppo tempo. Abbiamo un presidente che è una persona seria ed ha grande entusiasmo. La serie B è un campionato difficile, la società non si mette limiti, ma è importante qualche anno di transizione per poi porre le basi per qualcosa di importante. Il direttore sportivo Nello Cutolo, mio ex compagno di squadra nel 2019, sicuramente si impegnerà per fare qualcosa di buono. Il prossimo anno rivedrò il Pisa, mia ex squadra. Dico la verità, mi dispiace per la retrocessione perché è una piazza importante quella nerazzurra, molto calorosa, solo chi ha giocato all’ombra della Torre pendente può capire che attaccamento ci sia per la maglia nerazzurra. Sarà comunque un bel derby quello tra Pisa e Arezzo, io non mancherò sicuramente”.
Concludiamo con le parole di Lorenzo Mattani (foto sotto), atleta di kick boxing classe 1991,aretino doc. Anche a lui abbiamo chiesto come ha vissuto questa promozione. “Da piccolo ho giocato a calcio, poi mi sono dedicato alla kickboxing. La promozione dell’Arezzo in Serie B è qualcosa che si sente: è un risultato che va oltre lo sport. Porta entusiasmo, unisce le persone e dà visibilità alla città. Anche chi, come me, non è tifoso, percepisce l’energia che si è creata. Penso sia un segnale positivo: vuol dire che c’è lavoro, crescita e voglia di fare bene. E questo, alla fine, fa bene un po’ a tutti. Nello sport, come nella vita, i risultati arrivano quando c’è costanza e questa promozione ne è la prova”.
Maurizio Ficeli

Foto in alto: SSArezzo (Instagram)

