Prosegue il nostro giro tra i candidati in vista delle prossime elezioni di Cascina, secondo comune della provincia di Pisa come numero di abitanti. Abbiamo sentito il sindaco uscente, Michelangelo Betti, che si ripresenta sostenuto da cinque liste: Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle, Per Voi e Casa Riformista.
Ci può indicare, in sintesi, i tre punti essenziali del programma con cui si presenta al voto degli elettori?
“Non partiamo da zero, ma da oltre cinque anni di impegno per la comunità cascinese. Il nostro mandato si concluderà con 2057 giorni di attività per i cittadini cascinesi, mentre il precedente si era fermato a 1567 giorni, anche per lo scioglimento anticipato del consiglio. Dal 2020 in avanti Cascina ha ritrovato la continuità amministrativa attraverso il lavoro di una coalizione ampia, che si è impegnata per uno sviluppo equilibrato del territorio. In questi anni, conclusa la gestione dell’emergenza sanitaria, abbiamo avviato una stagione di investimenti pubblici senza precedenti per il nostro Comune, basati soprattutto sul recupero dell’esistente. In continuità con questo lavoro un termine chiave per il futuro resta ‘rigenerazione‘, ma la chiave di volta per il nuovo mandato è riassunta in un secondo termine: sostenibilità. Una parola che può e deve ispirare un metodo di lavoro. Sostenibilità ha diverse possibilità di declinazione; più spesso è collegata al tema ambientale, tra urbanistica, energia e mobilità, ma può rivolgersi all’ambito delle politiche sociali, di sicurezza, economiche e più in generale al modello di sviluppo. Una terza linea di attività non può che ruotare attorno al concetto di ‘cura‘. La Toscana ha sempre messo al centro la persona e i suoi bisogni. Questa centralità deve essere guida anche della nostra attività amministrativa, sapendo interpretare al meglio le competenze e l’ambito di azione degli enti locali”.
C’è un problema che, a suo avviso, va affrontato subito nel suo Comune (la prima cosa che farebbe appena rieletto sindaco)?
“Le preoccupazioni per le prospettive future sono molto forti a tutti i livelli e anche un ente locale deve impegnarsi per ridurle e dare maggiori sicurezze ai propri cittadini. I temi principali di cui tener conto sono le disparità e il disagio sociale, che producono conflitto sociale; collegati ad essi ci sono l’attenzione al senso di comunità e infine la cura ambientale. Si tratta di impegni di lungo periodo, dato che rifuggo l’idea di una politica ’emergenziale’: per affrontare e risolvere i problemi servono infatti tempo e lavoro. La visione taumaturgica, di puntare sull’arrivo di un Salvatore o di un mago con la bacchetta, ha creato danni più che soluzioni”.
Come vede Cascina tra cinque anni?
“Penso a un Comune migliorato sul piano dei servizi al cittadino, ma soprattutto a un territorio in grado di valorizzare i propri talenti. Un Comune che cresce mantenendo centrali le quattro parole che sei anni fa abbiamo scelto per proporci ai cittadini cascinesi: solidarietà, istruzione, ambiente e innovazione restano centrali nella nostra azione. È anche ovvio che, con tutto il nostro impegno, restiamo un pezzo di questa Provincia, di questa Regione, dell’Italia e dell’Unione Europea e che il nostro sviluppo passerà anche da quale sarà il destino generale dei popoli. Viviamo un mondo interconnesso: come abbiamo visto in queste settimane, basta bloccare il passaggio delle navi in una striscia di mare per sconvolgere interi continenti”.
Vediamo ora alcune questioni personali. Ci parli un po’ di lei…
“Sono un docente di lingua e letteratura inglese al Liceo Antonio Pesenti di Cascina, in aspettativa per l’incarico di sindaco dall’inizio di ottobre del 2020. Ho 56 anni, sono nato e vivo a Cascina con la mia compagna e il nostro cane”.
Da quando e perché si occupa di politica?
“Mi sono sempre interessato di politica, ma mi sono iscritto ai Democratici di Sinistra a 29 anni e sono poi passato al Partito Democratico. È un interesse nato per provare a impegnarsi per la cosa pubblica e la comunità di cui faccio parte”.
Hobby preferito?
“Al momento forse lo sport (praticato, ma non abbastanza per i miei gusti) rappresenta il mio hobby preferito: su tutti metto corsa e nuoto”.
Cosa le piace di più a tavola?
“Sul piatto sono un po’ più indeciso, dato che sono piuttosto vorace”.
Canzone preferita?
“In base all’ultimo concerto a cui sono stato, dico ‘The Cave’ di Mumford and Sons.
Film?
“Vado su Sergio Leone e ‘C’era una volta il West’. Ma sarebbero tanti, come per le canzoni”.


