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Contro i turisti cafoni serve una ribellione dal basso

- Cronaca, Primo piano
27 Aprile 2026

Siamo nel centro storico di uno dei gioielli della Toscana, Lucca. Alcune giovani donne, molto probabilmente turiste, si rinfrescano vicino a una fontana di piazza Antelminelli, a due passi dal duomo di San Martino. Una di loro ha le gambe in acqua e la gonna alzata. Qualcuno scatta una foto, che poi gira vorticosamente sui social, non per voyeurismo ma perché, in tanti, si lamentano per quell’immagine di “svacco” totale, irrispettoso dei monumenti e del decoro. Non che quelle ragazze abbiano fatto qualcosa di particolarmente grave o oltraggioso, sinceramente abbiamo visto di peggio. Però è anche vero che non siamo su una spiaggia o in una piscina, non ci si può sciacquettare come pare e piace. E chiedere un minimo di decoro non vuol dire essere talebani. Pensate, se tutti quelli che sono accaldati e stanchi si tuffasero nelle fontane pubbliche cosa accadrebbe? Dovremmo mettere i bagnini? Al di là delle battute, sono atteggiamenti che se non vengono arginati possono degenerare.

La foto è stata diffusa sui social da un cittadino di Lucca, che ha commentato con una punta di sarcasmo: “L’eleganza delle ragazze straniere che utilizzano Lucca come parco giochi“. Ora, il fatto che fossero straniere secondo noi è un aspetto secondario. Fossero state italiane o, ancor di più, lucchesi, non sarebbe cambiato nulla. Fare queste precisazioni è perfettamente inutile.

“Le città d’arte come la nostra sono diventate dei parchi giochi per turisti che credono di poter fare come vogliono”, commenta ancora il cittadino indignato. Su questo aspetto purtroppo ci sentiamo di dargli ragione. Situazioni del genere sono sempre più frequenti. E non lo dicamo noi ma le cronache. Viene da chiedersi il perché. Una risposta la azzardiamo: i turisti maleducati (perché non bisogna mai generalizzare) si comportano male perché vedono e sentono qualcosa, nell’aria, che li autorizza a “sbattersene” del buon senso e della civiltà. Si rendono conto che nel nostro Paese tanti se ne infischiano delle regole e, di conseguenza, percependo questo senso di noncuranza e trascuratezza, ne approfittano. Possiamo sintetizzare il ragionamento in un altro modo: se venendo da noi trovassero un Paese dove la cosa pubblica è tenuta con grande rispetto e amore da parte dei cittadini, che se combini qualcosa di anomalo non la passi liscia e vieni subito cazziato dal primo passante che ti incontra per strada, si guarderebbero bene dal comportarsi in un certo modo. Sì, insomma, molti turisti percepiscono trasando e maleducazione e si comportano male a loro volta. La colpa, dunque, è nostra che manchiamo del necessario senso civico e ci facciamo “invadere” dalla maleducazione, altamente “infettiva”.

Multe e controlli delle forze dell’ordine possono risolvere fino a un certo punto. Beninteso, ci vogliono, ma è soprattutto dalle persone comuni che deve e può partire la ribellione degli “anticorpi” contro gli incivili. Ovviamente ci sono i casi più gravi, quelli in cui la stupidità fa compiere gesti che, oltre ad essere cafoni, arrecano anche un danno ai monumenti, come avviene, purtroppo spesso, quando vengono danneggiate statue o fontane. Lì la denuncia e la sanzione è inevitabile (forse anche un po’ di servizi sociali non guasterebbero). Ma, lo ripetiamo, per evitare che questi fenomeni di degrado crescano sempre più è necessario che il moto di ribellione nasca dal basso. Che i cittadini esigano rispetto. Nei confronti dei turisti ma non solo. Facciamo crescere gli anticorpi della civiltà, dell’educazione e del rispetto.

Foto: VivereLucca.it

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Giornalista.

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