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Cara Fanny, il Forte Trio del Kazakistan ti sarebbe piaciuto

- Cultura
25 Aprile 2026

Steppe sconfinate, deserti rocciosi, canyon e montagne imponenti. Dalle terre memori delle imprese di Gengis Khan arriva il Forte Trio di Stato della Repubblica del Kazakistan che il 24 aprile si è esibito nella Sala Granduca dell’Hotel Bagni di Pisa a San Giuliano Terme (PI). Maxat Jussupov al violino, Murat Narbekov al violoncello e Timur Urmancheyev al pianoforte sono tre musicisti di altissimo livello, affiatatissimi, che si esibiscono in tutto il mondo e presentano un repertorio molto vasto.

Cara Fanny, voglio raccontartelo questo settimo concerto del Festival Internazionale a te dedicato, perché sono convinta che ti sarebbe piaciuto particolarmente. L’inizio, soprattutto, chissà quante volte l’avrai ascoltato, o visto comporre o suonato. Sto parlando del “Trio n.1” in Re minore per violino, violoncello e pianoforte di Felix Mendelssohn, tuo fratello. Reputato un capolavoro da Shumann, si compone di quattro movimenti: “Molto allegro ed agitato”, “Andante con moto tranquillo”, Scherzo. Leggiero e vivace”, “Finale. Allegro assai appassionato”. In ognuno di essi abbiamo assistito a momenti di dialogo tra gli strumenti ma anche a spazi in cui talvolta era il pianoforte a prendersi la scena o a cedere l’attenzione al violino o al violoncello per regalarci attimi passionali, intimi, romantici. Legati da un forte amore fraterno, questo sappiamo di voi Mendelssohn. Figure talentuose dell’Ottocento, purtroppo un periodo in cui si relegavano le donne a ruoli secondari, ma nella nostra rassegna musicale siamo fieri di ricordarti Fanny, ad ogni concerto, e i nostri applausi sono anche per te, sempre.

Nella seconda parte della serata la versatilità del Trio ci coinvolge proponendoci “Le quattro stagioni di Buenos Aires”. Con la “Primavera Porteña” sentiamo l’energia del ritorno alla vita mentre l’aria calda, afosa di Buenos Aires viene interpretata languidamente nel “Verano Porteño”, l’Estate. Ci fa particolarmente piacere ascoltare “l’Estate”, già proposta da altri musicisti nel concerto del 10 aprile scorso, con una versione per bandoneon e pianoforte, è interessante per il pubblico fare confronti ed allenare l’orecchio
per godere di più nell’ascolto.

Arriva “l’Autunno” (Otoño Porteño) con la sua malinconia tanghera e infine “L’Invierno”, potente, solitario, drammatico. I musicisti hanno dato il massimo della loro energia e ci è arrivata tutta, gli applausi sono copiosi, siamo quasi sicuri di aspettarci un bis, ma, addirittura tre! Si inizia con “Storm”, e la tempesta (movimento tratto dall’Estate di Vivaldi), si sente appieno nel violino solista, siamo felici. Poi si cambia di nuovo con una “Danza Ungherese“ di Rachmaninov, sappiamo che nel loro repertorio le danze sono spesso rappresentate ed apprezziamo tantissimo anche questo assaggio di folklore. L’ultimo pezzo è “Ladies in lavender”, non potevamo chiudere con brano più dolce. Composto da Nigel Hess nel 2004
per l’omonimo film ci conferma l’estrema bravura del Forte Trio che abbraccia ogni genere musicale e lo fa suo con potenza, delicatezza e sensibilità, mi prefiggo di guardare il film, non lo conosco. Alla fine, siamo invitati a recarci a un buffet dove ci attende una sontuosa degustazione a conclusione dell’ennesima bellissima serata.

Sempre più innamorati di Fanny e del Festival, ricordiamo che il 30 Aprile la romantica Villa Rita di Uliveto Terme sarà la location del prossimo concerto.

Marina Sacchelli

Foto: Alessio Alessi



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Un fiume unisce la Toscana e rappresenta il modo di vivere forte e intraprendente del suo popolo. L'Arno.it desidera raccontarlo con le sue storie, fatiche, sofferenze, gioie e speranze. Senza dimenticare i molti toscani che vivono lontani, o all'estero, ma hanno sempre nel cuore la loro meravigliosa terra.

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