Alcuni giorni fa, mercoledì 15 aprile per l’esattezza, ero riuscita a parcheggiare con un colpo di fortuna abbastanza in centro e mi accingevo a raggiungere Corso Italia per fare degli acquisti o perlomeno guardare un po’ le vetrine, che ogni tanto rilassa anche se non si compra nulla. Percorro un tratto a piedi quando in Via Bonaini, all‘altezza di una fermata dell’autobus, vengo invasa da un sonoro e maleodorante rutto emesso da un tizio che camminava nel senso opposto al mio tenendo in una mano un grosso panino e nell’altra una bottiglia di birra.
Nulla di così grave ma proseguo abbastanza disgustata e anche un po’ offesa dirigendomi verso via Benedetto Croce. Non immaginavo, in quel momento, che dopo pochi passi avrei assistito ad una scena ancor peggiore: un giovane uomo rivolto contro un muro, in mezzo al traffico e al via-vai di gente, stava urinando e contemporaneamente vomitando. Lo sento anche imprecare tra un conato e l’altro ma non trovo più il coraggio di guardarlo.
Faccio ancora un breve tratto e per poco non vengo investita una un ciclista in evidente stato di alterazione che inveisce contro le auto che gli passano accanto.
Finalmente arrivo a destinazione, cerco di non pensare più alle scene di degrado a cui ho assistito. Passeggio guardando le vetrine ed entro in alcuni negozi, riesco anche ad acquistare una maglietta, ma se a distanza di giorni ho in mente questi episodi vuol dire che sono ancora amareggiata per quanto accaduto.
Marina Sacchelli

