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Raffica di strafalcioni alla pisana / 2

- Cultura, Primo piano
14 Aprile 2026

Qualche tempo fa avevo scritto una piccola raccolta di strafalcioni alla pisana, frasi pronunciate senza pensarci troppo da persone, soprattutto in là con l’età, che mi è capitato di incontrare in vari luoghi della città e che mi erano rimaste impresse per la loro originalità. Quelle frasi, molto storpiate ma simpatiche, erano piaciute. Qui di seguito ve ne propongo altre.

DUE PENSIONATI SI LAMENTANO DEL CARO VITA

Stelio: “Gao, vieni, alla grazia di Nirvano, natodancane ‘ostì, occome stai? Ti vedo un po’ gronzoli, come mai?”. “Ma stai bono, o Stelio, qui un si rivince più!”. “O perché, la tu’ Ofelia t’ha fatto le orna?”. “See, peggio, c’enno le bollette da paga’, qui se piove di ver che tona, e ci mettono tutti a beba!”. 

TIFOSO NERAZZURRO A RADIO SCALINO (QUANDO IL PISA ERA IN C/2)

“Bimbi, occhio, perché dopo la C/2 c’è la C/3”. “Cosa vor di?” ni chiesero i presenti. E lui rispose: “Caarella, cascata e catarro!”.

ANZIANO DAL DOTTORE 

“Dottore, mi sono ingrufiato e m’enno venzuti i fortori allo stomao! ‘sa devo fa!?”. “Niente, vell’omo, le onsiglio un ber cristere!”

CALDO D’ESTATE

“Jalede’, si sbombola, è un cardo afioso, sono escito a piglià na beccata d’aria!”

NONNO CHE RIMPROVERA IL NIPOTE

“Gao, bellino, varda vi che popò di troiaio hai fatto con quel gelato. Hai pesticciato tutto in terra, popò di trugolo ostì, Ora, lesto, piglia la granata e la cassetta e ci pulisci. Moviti!”

DONNA ALL’ALIMENTARI

“Senta, vell’omo, mi dà 3 etti di presciutto, 2 etti di melone, poi un ber coomero e un popone”.

COMMENTO DI DUE DONNE SU UNA SIGNORA CHE PASSA DANDOSI ARIE 

“Guardala lì bellina! Ni par d’esse Sofia Lore. Ma un si vede come è rediola! Ci ha anco le gambe a buzzo di ‘unigliolo”.

COMMENTO SU UNA PERSONA PRETENZIOSA

“Jalede’, quante arie si da lulì, nianco ci avesse gli sporti spalancati. Ma armeno un si guarda allo specchio, pare un rutto d’anitra!”

SIGNORE CHE SOFFRE DI INSONNIA

“Io prima di caricarmi piglio le pasticche”.

NEVA PARLA CON LA SUA AMICA CONSILIA 

“Mammamia, o Consilia, son tutta rattrappita, vengo ora dar dottore”. “E ti vedo un po’ pionza, o Neva, ci hai una ghigna e una fiattaccina che ponsi come un mantice. Ma cosa t’ha detto ir dottore?”. “Di mangià meno e di fa movimento orobico”. 

Maurizio Ficeli

RAFFICA DI STRAFALCIONI ALLA PISANA / 1

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