Una scena a dir poco macabra. Per due giorni una testa mozzata di un lupo è rimasta appesa con una corda ad un cavalcavia della superstrada FiPiLi, nel comune di Cascina (Pisa). Questo barbaro atto non è stato l’unico, ma segue un episodio identico avvenuto lungo la strada dell’Arnaccio. Potrebbe esservi un collegamento tra i due fatti e il responsabile, probabilmente la stessa persona, forse intende inviare un messaggio chiaro.
LE POSSIBILI MOTIVAZIONI
Entrambi gli episodi, per quanto ingiustificabili, si inseriscono in un contesto di forte tensione, in quanto, non è un segreto che la gestione della fauna selvatica sia purtroppo alla deriva in alcune zone toscane, tra cui la provincia di Pisa. I lupi sono stati avvistanti frequentemente rovistare nella spazzatura vicino alle aree urbane. Il sovrappopolamento all’interno della riserva del Parco di Migliarino San Rossore sta spingendo i branchi di animali a sconfinare più frequentemente nelle aziende agricole limitrofe e nelle zone abitate in cerca di cibo. Anche per quanto riguarda l’area boschiva di Montopoli in Val d’Arno la situazione è speculare. L’alta densità di lupi ha cambiato le abitudini di chi abita e vive il bosco, ma anche degli allevatori locali, che ovviamente si lamentano per la perdita costante di bestiame, soprattutto di pecore, ma anche di piccoli cani. Insomma, la convivenza con questi predatori è diventata difficile.
Il sovrappopolamento della specie ha alimentato un clima di esasperazione. Questi animali inizialmente sono stati collocati in queste aree per cercare di ridurre il resto della fauna presente, come caprioli e cinghiali, senza però pensare al problema della riproduzione in tempi rapidi. Purtroppo qualcuno, esasperato, ha oltrepassato il confine della legalità cercando di fare una “giustizia sommaria” arcaica quanto violenta.
Se il problema sei lupi è reale, la “risposta” messa in atto sulla FiPiLi e sull’Arnaccio appartiene alla sfera della bestialità. Anzi, ancora peggio. Decapitare un animale e “ostentarlo” come un trofeo o un monito, non ha nulla a che fare con la difesa del bestiame o la sicurezza dei cittadini, è solo un atto di stupido, crudele e ignorante esibizionismo. Un gesto intimidatorio che trasuda crudeltà, commenta Rossella Prosperi dell’associazione “Amici animali a 4 zampe. “L’ostentazione della testa mozzata – osserva – è un gesto di estrema inciviltà che non risolve il problema della convivenza, ma sposta il conflitto su un piano di barbarie”.
LE INDAGINI
I carabinieri stanno indagando per risalire ai responsabili. La testa del lupo ritrovata sul cavalcavia è stata inviata all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale, per accertare se l’animale sia stato ucciso sul posto o se la decapitazione sia avvenuta post-morte dopo un investimento stradale.
Resta il fatto che tra i boschi sovraffollati della provincia pisana e l’asfalto della superstrada, si è lasciata da parte l’etica e qualcuno, non solo gli animali, ha letteralmente perso la testa. La cattiva gestione del problema sovraffollamento va affrontato, ovviamente, ma rispondere tagliando la testa gli animali e appendendoli lungo la strada è inutile e vergognoso. Il rischio è l’emulazione, perché alla stupidità, purtroppo, non vi è mai fine. Se il problema continuerà ad essere ignorato il vuoto lasciato dalle istituzioni potrebbe essere riempito da nuovi episodi simili a questi, che ci devono far vergognare di appartenere alla specie umana.
Teresa Vitrano

