Con un pizzico di fantasia abbiamo coniato un nuovo ossimoro per descrivere la terza serata musicale del Festival Fanny Mendelssohn che si è svolta venerdì 10 Aprile 2026: austerità passionale. Anche stavolta le due direttrici artistiche Sandra Landini e Francesca Amato hanno dato prova di estrema professionalità nell’organizzazione del concerto ma anche di un eccezionale fiuto nell’individuare una location che parrebbe lontana o addirittura estranea all’ascolto della musica. E che musica! Niente di meno che il Nuevo Tango, dispensatore di pathos e di passione, eseguito nelle sobrie stanze dell’Archivio di Stato di Pisa, palazzo Toscanelli, sul Lungarno Mediceo. Il risultato è stato sorprendente. Le pareti del salone, sulle quali spiccavano in bella mostra libri antichissimi, hanno vibrato di nuova vita e con esse tutto il pubblico presente con il bandoneon di Fabio Furia ed il pianoforte di Marco Schirru.
Il duo inizia ad eseguire gli struggenti brani argentini ed è il maestro Furia che di volta in volta li presenta, tiene in particolar modo a raccontarci che il bandoneon è lo strumento fondamentale per il tango, capace di un suono inconfondibile, malinconico e rivoluzionario. Il suo è un prezioso AA degli anni 20 (Alfred Arnold è considerato lo Stradivari dei Bandoneon). I due musicisti aprono il concerto con “Verano Porteno” di Astor Piazzolla. Questo brano fa parte delle “Quattro stagioni di Buenos Aires”, il pezzo eseguito descrive il caldo dell’estate alternando il pianoforte nelle parti languide e il bandoneon nei ritmi incalzanti.

La seconda è “La Bordona” di Emilio Balcarce , ci viene spiegato che le bordonas sono le ultime tre corde della chitarra, la bordona è appunto l’ultima, quella che produce il suono più basso, quella più adatta al pathos del tango. Sono particolari interessanti che ci fanno apprezzare ancor di più quello che ci accingiamo ad ascoltare, una melodia malinconica che pare disperdersi nelle notti di Buenos Aires. Poi è la volta di “Cuerdas con Fueye” letteralmente “Corde con mantice”, in quanto Fueye è un termine affettuoso con cui si identifica lo strumento del maestro Furia. Il pezzo è relativamente moderno, il suo autore, Alejandro Schwarz è un compositore argentino classe 1969 che esprime la tradizione del tango contemporaneo.
Dopo l’ennesimo lungo applauso è la volta di “Clasico y Moderno” di Gustavo Beytelmann, altro grande musicista argentino considerato l’erede della tradizione piazzolliana, l’abbiamo avvertita chiaramente e riconosciuta questa eredità che ha definitivamente conquistato tutta la platea.

Gli ultimi due brani sono di Astor Piazzolla. Il primo ci ha particolarmente commossi si intitola “Adios Nonino”, composto di getto in mezz’ora, dopo aver ricevuto notizia della morte del padre. Un addio struggente a Nonino come solevano chiamarlo i nipoti che ci fa riflettere, se ancora ce ne fosse bisogno, sul valore degli affetti familiari e sulla mancanza inevitabile. L’ultimo brano eseguito dai due musicisti è stato “Tristezas de un doble A” chiaramente riferito ancora una volta all’amato ed insostituibile Bandoneon. Come si evince dal titolo è una musica nostalgica adatta all’ascolto e alla meditazione e Fabio Furia e Marco Schirru sono stati eccezionali a trasmetterci queste emozioni.
Acclamati dal pubblico hanno concesso un richiestissimo bis, ancora del maestro Piazzolla: La muerte del Angel. A conclusione di una ennesima bellissima performance di questo XXIII Festival Musicale Internazionale, la serata è terminata con una visita ad una mostra alla quale siamo stati invitati dalla direttrice dell’Archivio di Stato, Jaleh Bahrabadi. Sotto la guida di Simone Pratelli abbiamo potuto ammirare antichissimi manoscritti musicali a volte utilizzati impropriamente per rilegare pratiche di ufficio in disparati settori lavorativi pisani: davvero un incredibile lavoro di recupero quello che è stato fatto.
Concludiamo ricordando che domenica 12 Aprile riprendono i concerti del percorso “Cascina e il suo Romanico in musica”. La Chiesa dei Santi Andrea e Lucia a Ripoli sarà il primo luogo sacro di questa stagione ad ospitare il duo degli archi formato da Leonardo Spinedi e Maddalena Pippa, permettendoci inoltre di godere di una interessante visita guidata.
Marina Sacchelli
Foto di Alessio Alessi

