Il 24 e il 25 di maggio si terranno le elezioni comunali in quattro comuni della provincia pisana: Calci, Cascina, Fauglia e Orciano Pisano. Prima di soffermarci sul voto a Cascina, secondo comune come numero di abitanti, vi proponiamo un focus sugli altri tre comuni. Curiosità: sia a Calci che a Fauglia gli ex sindaci sono entrati in Regione, come consigliere Ghimenti e assessore Lenzi.
Se torniamo indietro al 2014 non possiamo non ricordare che il panorama politico fosse più granitico: il Pd viaggiava allora su percentuali altissime. Oggi le cose sono cambiate nel Paese, il voto non rispecchia più dei rigidi schieramenti ideologici e a livello amministrativo si sceglie molto di più tenendo conto delle qualità e della personalità del candidato sindaco. A Calci questo trend è stato reso evidente dal “fenomeno Ghimenti”, che ha trasformato il precedente consenso ideologico in personale. Nel 2014 e nel 2019 la lista “Progetto Calci” ha vinto non solo perché di sinistra ma perché percepita dai cittadini come una lista propensa alla protezione civile e amministrativa e del territorio. Discorso molto simile al caso di Fauglia: Alberto Lenzi ha governato dal 2014 portando il comune verso un civismo che ha quasi cancellato del tutto i simboli di partito.
Negli ultimi anni le modalità di voto sembrano essere mutate seguendo tre fasi: l’era della fiducia (2014-2019) in cui si votava per appartenenza politica, il centro-sinistra amministrava e l’opposizione era frammentata. L’era dei leader (2019-2014) dove il voto è divenuto un plebiscito per il sindaco. A Calci per Ghimenti, soprattutto dopo l’incendio del Monte Pisano, a Fauglia per Lenzi, mentre il centro-destra ha iniziato a compattarsi sotto simboli civici, erodendo così i consensi nelle frazioni. Ora invece siamo entrati in quella che può essere definita l’era dell’incertezza: con l’uscita di scena di Ghimenti e Lenzi, entrambi eletti in Consiglio regionale, l’aspettativa degli elettori si concentra quasi esclusivamente sulla tenuta dei servizi. I cittadini hanno bisogno di capire a chi possono rivolgersi quando si presenterà loro un problema, non avendo più i punti fermi di prima.
CALCI
La sindaca reggente Valentina Ricotta (Progetto Calci/centro-sinistra) affronta la sfida più difficile: dimostrare che il “modello Calci” può sopravvivere anche senza la presenza del suo fondatore. A tale scopo afferma: “Non siamo qui per gestire l’ordinario, ma per proteggere l’identità di Calci. La nostra forza è aver dimostrato, nei momenti difficili come l’incendio del Monte Pisano, che questa comunità sa rialzarsi se ha una guida presente”. Il centrodestra, storicamente abbastanza debole in questo comune, punta tutto sulla “voglia di aria fresca” dopo 12 anni di egemonia della sinistra. Presenta come candidato sindaco Valter Mignani (medico psichiatra) e il tema centrale su cui si intende puntare è il rinnovamento: “Calci non può essere il feudo di un solo gruppo politico per vent’anni – afferma l’opposizione -. Serve un’amministrazione che guardi meno ai post sui social e più alla manutenzione reale delle strade e al sostegno alle imprese locali, che si sentono dimenticate”.
In un comune di poco più di 6200 abitanti a decidere saranno i voti del centro del paese, che sono la maggioranza. Ma non bisogna dimenticare le zone periferiche, come Montemagno e le borgate alte.
FAUGLIA
La vittoria schiacciante di Lenzi nel 2024 (oltre il 60%) sembrava aver chiuso la partita per 5 anni a Fauglia, ma la sua nomina ad assessore regionale ha cambiato le carte in tavola. L’opposizione di Riccardo Froli (lista civica Froli sindaco) cavalca l’onda del risentimento e afferma: “I cittadini meritano un sindaco che faccia il sindaco a tempo pieno e non qualcuno che usi il nostro boro come un trampolino di lancio per la carriera politica a Firenze. Noi restiamo qui, tra la gente, per occuparci dei problemi reali di chi vive nelle frazioni”. Il candidato della maggioranza è Carlo Carli (Fauglia Democratica). “Fauglia ha oggi un peso politico mai avuto prima grazie alla presenza di Lenzi in Regione”, argomenta il centrosinistra faugliese. “Votare noi significa avere un filo diretto con Firenze per finanziare le nostre scuole e i nostri progetti. Non interrompiamo il lavoro iniziato”.
In un comune di 3.655 abitanti peserà non poco il voto di Valtriano e Acciaiolo, aree produttive che chiedono meno burocrazia e più attenzione e rispetto del capoluogo. Rispetto al 2014, l’affluenza è il dato che preoccupa di più: oggi, senza i leader storici sulla scheda, il rischio è che molti restino a casa.
ORCIANO PISANO
Con appena 638 abitanti il legame tra il sindaco e i cittadini non può che essere particolarmente stretto, quasi “familiare”. Il comune è guidato dal 2020 da Giuliana Menci, eletta con la lista civica “Uniti per Orciano”, che ha vinto con il 96% dei voti. Si è concentrata sulla manutenzione del piccolo borgo per cercare di far fronte allo spopolamento mantenendo vivi i servizi essenziali come la posta e la farmacia. Orciano è sempre stato un comune vicino al centro-sinistra ma con una forte attenzione alle tradizioni locali. Oggi i cittadini chiedono incentivi per non far morire il borgo, nonostante l’impegno promesso dal sindaco Menci. Il voto del 2026 sarà un test sulla capacità di Orciano di poter restare indipendente e attrattivo.
Menci punta alla riconferma per dare continuità ai progetti avviati: “Orciano è una famiglia, non solo un comune. Abbiamo lavorato durante per mantenere il bilancio in ordine senza tagliare un solo servizio. La nostra sfida per i prossimi cinque anni – dichiara – è portare qui nuove giovani coppie e valorizzare i nostri prodotti agricoli, che sono il nostro oro”.
Teresa Vitrano

