Il Palazzo Blu, situato nel Lungarno Gambacorti pisano, è ormai un‘eccellenza culturale e museale nel panorama italiano. La mostra che è possibile visitare ancora per pochi giorni, fino al prossimo 7 aprile, è molto importante e apprezzata dato che ha attratto, finora, decine di migliaia di visitatori. L’argomento trattato è la “Belle Epoque. Pittori italiani a Parigi nell’età dell’Impressionismo”, curato dalla professoressa Francesca Dini e realizzata in collaborazione con Mondo Mostre e il contributo della Fondazione Pisa.
La mostra offre un interessante e variegato viaggio nella Parigi di fine Ottocento, centro della modernità mondiale, grazie a importanti dipinti provenienti da prestigiosi musei internazionali quali il Musée d’Orsay, il Louvre, il Philadelphia Museum of Art, le Gallerie degli Uffizi, il Museo e Real Bosco di Capodimonte,Palazzo Te. Senza tralasciare i contributi di rilevanti collezioni private.
Girando tra le sale si riscopre questo vitale segmento storico denominato Belle Epoque, figlio della seconda rivoluzione industriale e collocabile tra il 1895 e il 1914, in cui trionfò l’ideologia borghese. Un’età in cui la Terza Repubblica francese, sorta sulle ceneri della disastrosa sconfitta patita dai transalpini a Sedan dalle truppe prussiane, prosperò migliorando il tenore di vita generale. L’elettricità e l’industria automobilistica contribuirono ad esaltare la vita sociale e la mondanità parigina fino a farne divenire la
cifra stilistica del periodo. Fu un periodo molto fecondo anche dal punto di vista culturale, fino a quando tutto non svanì con l’inizio di quella tragica prima guerra mondiale del 1914 che portò con sé lutti e disastri che durarono nel tempo.
Tra un quadro e l’altro della mostra ci si può soffermare sul contributo italiano dei nostri pittori nella Ville Lumiere. Pittori, questi impressionisti, che, più del dettaglio, cercavano di cogliere l’impressione immediata di un momento (riflessi sull’acqua, ombre che cambiano, gente che cammina per strada). Si possono così ammirare le pennellate rapide e le figure slanciate e glamour di Giovanni Boldini (Ferrara, 1842- Parigi, 1931); le inquadrature moderne e dinamiche, istantanee della vita urbana e degli eventi atmosferici, di Giuseppe De Nittis (Barletta, 1846- Saint- Germain-en-Laye, 1884); le scene di vita quotidiana borghese di Federico Zandomeneghi (Venezia, 1841-Parigi 1917). Solo per citare i più noti dei nostri connazionali, ma sono notevoli e numerosi gli altri capolavori, non solo di autori nostrani, presenti nelle sale del Palazzo.
Un altro appuntamento di livello da non perdere!
Guido Martinelli

