Si salva solo Gattuso, che ha fatto il massimo di ciò che poteva essere ottenuto. Applausi anche al popolo bosniaco, che ci ha accolto con rispetto e non ha fischiato l’inno avversario, pessima abitudine invece frequente a casa nostra.
E merito alla Bosnia, che va ai Mondiali meritatamente, nonostante qualche sbavatura arbitrale ai danni degli azzurri ci sia stata.
Fossimo un altro Paese l’ennesimo disastro sportivo della Nazionale potrebbe essere punto di partenza di una rifondazione globale del sistema Calcio, ma siamo in Italia e temo che poco o nulla possa cambiare.
Fossimo in un altro Paese tutte le poltrone salterebbero, si rimetterebbe al centro la valorizzazione dei nostri giovani, si imporrebbe un limite al numero degli stranieri per squadra.
Ma già…, il consistente arrivo di giocatori dall’estero può alimentare guadagni importanti per le tasche di procuratori e società, sarebbe dura ora fare un passo indietro.
Fossimo un altro Paese uno spazio per uno stage azzurro lo troveremmo, lo imporremmo.
Fossimo un altro Paese il calcio verrebbe restituito alla passione dei tifosi, con trasferte libere, biglietti non nominali e regole chiare, come in Germania.
Ma siamo l’Italia, il Paese che non avanza, il Paese che vive di ricordi e che non ha il coraggio di cambiare, in nulla, basta vedere cosa fa la politica, che ci sia la Destra o la Sinistra al Governo.
E allora giusto rimanere a casa anche questa volta.
Andrea Cosimi
Foto: Figc.it

