Si è spento a 73 anni David Riondino. Cantautore, attore e scrittore, era nato a Firenze il 10 giugno 1952. I funerali si terranno martedì 31 marzo alle 11, presso la Chiesa degli artisti a Roma.
Molto legato alle tradizioni toscane, aveva fondato l’Accademia dell’Ottava con cui si dedicava al recupero della poesia orale e improvvisata, mescolando cultura alta e popolare. Fin dalla tenera età Riondino aveva respirato la cultura toscana. Suo padre Luigi, maestro elementare, era stata una figura di spicco dell’avanguardia educativa fiorentina, nonché amico di personalità quali Primo Conti e Giorgio La Pira.
Prima di intraprendere la carriera artistica Riondino aveva lavorato per dieci anni alla Biblioteca Nazionale di Firenze. La sua comicità prevedeva battute fulminee, con un’attenta e per certi versi cinica osservazione della realtà e una narrazione che spaziava abilmente dal bar alla letteratura.
Il debutto sul palcoscenico nel 1970, come cantautore, e allo Zelig di Milano nel 1975. La popolarità gli arriva tra gli anni Ottanta e Novanta, con programmi tv come “Lupo Solitario”, “Zanzibar” e il “Maurizio Costanzo Show”.
“David aveva fondato a Firenze un gruppo rock che si chiamava ‘Victor Jara‘ (cantautore cileno assassinato, sostenitore di Allende)”, scrive sui social Chiara Rapaccini. “Eravamo tutti ‘compagni’, allora , di vita e politica. Cantavamo e suonavamo nelle case del popolo, alle feste dell’unità. David era il nostro capo visionario. Visionari lo eravamo Un po’ tutti . Lo erano anche Sergio Staino e Bruna sua moglie. Ieri alla manifestazione di Roma, erano tutti visionari, questo ho pensato. Ehi David, ma che facciamo Senza te? Che facciamo? Martedì lo accompagniamo alle 11, chiesa degli artisti. Roma. Piazza del popolo”, conclude l’amica, firmandosi ‘Rap’.
Negli anni ’80 Riondino ha collaborato come autore con varie riviste storiche di satira e controcultura, tra cui Tango, Cuore. Ma anche Comix e Linus: negli anni 90 e nel nuovo secolo con Il Male di Vincino e Vauro, e l’Unità di Staino. Negli anni 70, con il Collettivo Victor Jara, ha inciso due dischi per i circoli Ottobre: “Collettivo Victor Jara” e “Non vi mettete a Spingere”. Dagli anni ’80, ha pubblica altre canzoni in dischi come “Boulevard”, “Tango dei Miracoli”, con illustrazioni di Milo Manara. Sua è la canzone “Maracaibo”, interpretata da Lu Colombo, diventata una hit nel 1981. Nel 1987, ha messo Paolo Rossi, mette in scena “Chiamatemi Kowalski” e poi “La commedia da due lire”.Negli anni successivi collabora, al cinema e a teatro, con Sabina Guzzanti. Nel 1997 inizia un lungo e proficuo sodalizio con Dario Vergassola, portando a teatro vari lavori, tra cui: “I Cavalieri del Tornio”, un recital per due chitarre, “Todos Caballeros”. Ha ideato il festival “Il giardino della poesia”, a San Mauro Pascoli, luogo natale del poeta, presentando cicli di “letture illustrate” su D’Annunzio, Scotellaro, Ovidio, Kazanzakis.
Ha firmato come regista il film “Cuba Libre, velocipedi ai Tropici” nel 1997, e diversi documentari sugli improvvisatori in versi della isola di Cuba. Il suo nome è legato anche alla tv e ai personaggi strampalati che ha inventato, come Joao Mesquinho, lo strano “cantautore brasiliano”, ospite del Maurizio Costanzo Show. Nel 1995 ha condotto con Daria Bignardi “A tutto volume”, programma di libri. Ha partecipato anche a numerose edizioni di Quelli che il calcio. Ha pubblicato per Feltrinelli “Rombi e Milonghe” e per Nottetempo “Sgurz”.
Foto: David Riondino (Facebook)

