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LO SCOLMATORE – Classi separate per pregare in una scuola pubblica

- Primo piano
17 Marzo 2026

Da pochi giorni è ricomparso sugli schermi televisivi il programma “Scherzi a Parte” che prende di mira personaggi più o meno famosi. Agli autori del fortunato format vorremmo consigliare di dedicare una puntata sull’Istituto superiore fiorentino Sassetti-Peruzzi che di scherzi ne ha combinato uno a tutti gli italiani. Probabilmente sicuri di farla franca in un momento di distrazione di massa, causato da guerre,
rincari carburanti e referendum, gli “illuminati” dirigenti di questa scuola pubblica hanno deciso di trasformare un paio di aule per far pregare gli allievi musulmani durante il Ramadan. E fin qui nulla di male. Il problema è che, come avviene nelle scuole coraniche, maschi e femmine sono stati separati e a quanto ci è dato sapere non è stata allestita una terza aula, anche perché nei paesi di provenienza di questi studenti non è prevista altra sessualità pena l’impiccagione.  

Purtroppo per i dirigenti scolastici quest’iniziativa per niente divertente non è passata inosservata. Del resto si sa che i fiorentini sono alquanto chiacchieroni. Così il bubbone simil religioso è scoppiato fino a diventare un caso politico. Abbiamo abolito crocifissi, presepi e cancellato il nome di Gesù Bambino dalle canzoncine natalizie, per non urtare la suscettibilità di alcuni, invocando la laicità della scuola pubblica e adesso si trasformano aule in mini moschee, per dare pari diritti ad una confessione religiosa, quella islamica, che a differenza di altre confessioni non ha mai sottoscritto accordi con nostro Stato, come previsto dall’art. 8 della Costituzione italiana.

Abbiamo commesso un abuso in nome di un buonismo di facciata, che poi si ritorce sugli italiani, stufi di
doversi appecorare di fronte a culture medievali tanto care ai radical chic, probabilmente inconsapevoli che così facendo stanno distruggendo le nostre radici cristiane. La convinzione dell’esser nel giusto, in barba alle leggi, si trasforma in quella tipica arroganza di chi pensa che la gestione della Scuola pubblica, sia “cosa loro”, forti di un sindacato pronto a scendere in piazza al primo richiamo all’ordine di questi “illuminati” con il Rolex al polso e la borsa firmata rigorosamente autentica.

Doady Giugliano

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La rubrica si chiama “Lo Scolmatore” perché, quando il troppo è troppo, è opportuno aprire le paratie dando libero sfogo all’acqua del fiume, per evitare che tracimi allagando tutto. Ogni riferimento al canale Scolmatore, che dall’Arno devia al mare l’acqua in eccesso, è voluto. Un libero sfogo ragionato da cui si possono trarre spunti di riflessione interessanti.

Foto: Pexels

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