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Le giornate di Primavera del Fai in Toscana

- Eventi, Primo piano
17 Marzo 2026

Torna un tradizionale appuntamento molto amato dai cittadini e dai turisti, in Toscana e non solo. Stiamo parlando delle “Giornate FAI di Primavera”, in programma sabato 21 e domenica 22 marzo, un grande evento dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico italiano. Un dato evidenzia l’importanza di questo appuntamento: dal 1993 all’anno scorso quasi 13 milioni e mezzo di italiani hanno potuto scoprire e riscoprire oltre 17.000 luoghi speciali delle città e dei territori in cui vivono.

Diversi i luoghi visitabili in Toscana. Anche la Regione Toscana aprirà le porte del proprio palazzo, insieme ad altri luoghi significativi come Palazzo Cerretani e la Biblioteca Pietro Leopoldo. Facciamo una rapida carrellata su alcuni dei luoghi più beli da ammirare.

AREZZO / IL COLLE PIONTA: DALLA MEMORIA ALLA VALORIZZAZIONE – Visita straordinaria e su prenotazione all’Archivio Storico dell’Ospedale Psichiatrico di Arezzo – Palazzina dell’Orologio – Pionta. La visita, riservata agli iscritti FAI e organizzata su prenotazione in piccoli gruppi per motivi di spazio, sarà  curata da docenti e studenti dell’Università di Siena, che illustreranno il patrimonio documentale conservato presso l’Archivio, testimonianza fondamentale per la ricostruzione della storia sanitaria e sociale del territorio.

FIRENZE / BORGO DI SAN PIETRO A VARLUNGO – Un’occasione rara per scoprire una Firenze lontana dal turismo di massa. Il complesso, composto da Chiesa Vecchia, Cimitero e Chiesa Nuova, custodisce tesori del tardo barocco fiorentino, tra cui spiccano le opere dell’anticonformista Alessandro Gherardini e di Onorio Marinari, qui eccezionalmente impegnato come frescante. Cuore artistico della chiesa è la preziosa Madonna col Bambino del duecentesco Maestro di Varlungo, capolavoro che segna il passaggio verso la sensibilità  giottesca, insieme ai tre Crocifissi lignei, in particolare lo straordinario “Cristo risorto”, copia del celebre Volto Santo di Lucca, recentemente restaurato ed un presepe. La visita si completa con l’antico cimitero, suggestivo frammento di storia locale, e con la Chiesa Nuova che rende questo borgo un crocevia unico tra spiritualità, resistenza e bellezza.

FIRENZE / CASERMA SIMONI EX COMPLESSO DI SAN JACOPO DI RIPOLI – Una visita all’ex complesso di San Jacopo di Ripoli, oggi Caserma Simoni, permette di scoprire un luogo dove la grande storia di Firenze si manifesta in forme inaspettate. Sede della prima stamperia cittadina nel Quattrocento, il monastero vide le monache produrre capolavori come il Decameron e opere di Platone, ospitando persino le prediche del Savonarola. Sebbene tesori iconici come lo “Sposalizio” del Ghirlandaio (ora a villa la Quiete) siano stati trasferiti, il fascino del sito resta intatto. Dalla splendida lunetta di Giovanni della Robbia in facciata ai rari affreschi del Cinquecento riscoperti nell’ex refettorio, ogni angolo racconta secoli di arte e devozione. Il legame con la storia civile è altrettanto profondo: la caserma è intitolata al generale Simone Simoni, martire delle Fosse Ardeatine, e sorge su via della Scala, scenario delle antiche congiure repubblicane contro i Medici. Questa apertura è resa possibile grazie alla collaborazione con lo Stato Maggiore della Difesa.

FIRENZE / PALAZZO BUONTALENTI – Poiché è sede di una istituzione accademica internazionale (School of Transnational Governance, EUI) solitamente il palazzo non è accessibile al pubblico. Il percorso di visita si articolerà  all’interno dell’area restaurata e consentirà  di ammirare soprattutto il celebre ciclo di affreschi secenteschi eseguiti nell’ala nord, commissionati nel 1621 dal cardinale Carlo de’ Medici. Le sale sono cinque, ognuna dedicata ad uno dei granduchi di Toscana succedutisi sino a Cosimo II (Cosimo I, Francesco I, Ferdinando I e appunto Cosimo II, al quale fu destinata una ulteriore sala). Gli affreschi sono un compendio della miglior produzione artistica fiorentina di inizio Seicento. La visita permetterà  di ripercorrere le imprese e i fasti della dinastia medicea, evidenziando al contempo le differenze di personalità  tra i vari membri della famiglia assurti al trono granducale. Palazzo Buontalenti fa parte dell’Itinerario europeo delle Giornate FAI di Primavera in quanto è sede dell’European University Institute (EUI) – School of Transnational Governance.

FIRENZE / PALAZZO CERRETANI – Obbligatoria la prenotazione online, fatta eccezione per alcune stanze al pianterreno, che attualmente ospitano la Biblioteca “Pietro Leopoldo” e che sono aperte al pubblico (seppur solo per motivi di studio), quasi tutti i locali non sono normalmente accessibili. Il palazzo è un organismo vivente che riflette l’intera evoluzione di Firenze. Le sue fondamenta affondano nella Florentia di età  augustea, dove una villa rustica produceva il vino che riforniva la città  romana. Visitare questi ambienti significa attraversare i secoli: dalle robuste torri medievali inglobate nelle mura, alle ambizioni barocche della famiglia Cerretani. Il palazzo incarna perfettamente la transizione epocale dall’Ancien Regime alla modernità. Nella seconda metà  dell’Ottocento, la dimora divenne proprietà di un’azienda antenata delle Ferrovie dello Stato. Questo passaggio segna la metamorfosi dell’edificio da residenza aristocratica a motore del progresso tecnico, culminando nelle linee razionaliste del Novecento che ancora oggi dialogano con la Stazione di Santa Maria Novella. Questa apertura è realizzata in collaborazione con Regione Toscana.

FIRENZE / SAN CASCIANO IN VAL DI PESA (FI) VILLA DEL CIGLIANO – Accessibili il cortile e il giardino, si tratta di un’occasione eccezionale poiché i visitatori avranno la possibilità  esclusiva di accedere a un microcosmo rinascimentale solitamente precluso al pubblico. La sua rarità  risiede nel privilegio di varcare la soglia di una dimora privata che la famiglia Antinori custodisce dal 1546: non si visita un museo, ma una storia viva e ininterrotta. L’eccezionalità  del luogo si manifesta nel contrasto tra la sobria eleganza della facciata e lo stupore del ninfeo ipogeo, un capolavoro di decorazioni rustiche nascosto nel cuore della proprietà. Un’occasione unica per ammirare come l’architettura umanista e la tradizione agricola delle limonaie si siano preservate intatte, lontano dai circuiti turistici di massa. Inoltre ci sarà la possibilità  di affacciarsi ad alcuni ambienti privati molto interessanti.

GROSSETO / CASTIGLIONE DELLA PESCAIA – TORRI LUNGO LA VIA DEI CAVALLEGGERI GIA’ DELLA DOGANA – Le torri fungevano anche come dogana ed erano collegate tra di loro dall’omonima strada percorsa dai Cavalleggeri, spesso figli di aristocratici, scavezzacollo, che pattugliavano il litorale e attaccavano il nemico. Partendo dalla storia della Rocca Pisana di Castiglione e spostandoci fisicamente al Forte di Troia Nuova a Punta Ala vi narreremo la storia di quel perduto tracciato ammirando un panorama mozzafiato ed una natura tra le più belle d’Italia e di come sia importante per il presente la sua conservazione. Sia la Rocca Pisana che il Forte di Troia Nuova sono beni privati eccezionalmente aperti in parte alle visite.

LIVORNO / ACCADEMIA NAVALE – Un luogo storico e simbolico, eccezionalmente aperto al pubblico dato che è una zona militare attiva, soggetta a rigorose norme di sicurezza e vigilanza. È un istituto di formazione universitaria di eccellenza, dove vivono e studiano centinaia di allievi ufficiali e l’accesso è solitamente limitato ai soli addetti ai lavori, alle famiglie degli allievi in occasioni specifiche (come il Giuramento) o a eventi istituzionali concordati. Varcare il cancello di San Jacopo non vuol dire solo entrare in un monumento, ma scoprire la città  “segreta” che da oltre un secolo sorveglia l’orizzonte di Livorno. Questa apertura è resa possibile grazie alla collaborazione con lo Stato Maggiore della Difesa.

LIVORNO / PORTOFERRAIO, FORTE FALCONE – Il percorso esterno conduce i visitatori lungo il perimetro delle fortificazioni, permettendo di leggere la struttura bastionata medicea e di comprendere le strategie difensive del XVI secolo. Il visitatore potrà comprendere come la fortezza fosse concepita non solo come struttura militare, ma come elemento strategico inserito in un più ampio progetto politico e urbano voluto da Cosimo I: la nascita di una città-fortezza moderna, simbolo di potere e controllo sul Mediterraneo. Il percorso offre inoltre punti panoramici straordinari sul centro storico di Portoferraio, sulla rada e sul mare aperto. Il percorso interno “Vita militare e architettura difensiva” conduce alla scoperta degli ambienti originari del forte, permettendo di entrare nel cuore della macchina difensiva medicea.

LUCCA / MEDIA VALLE BARGA – CONSERVATORIO DI S. ELISABETTA: UNA STORIA AL FEMMINILE – Apertura riservata agli Iscritti FAI o a chi deciderà di iscriversi in loco durante le Giornate FAI di Primavera 2026, gli Iscritti FAI, accompagnati dai volontari del Gruppo FAI Media Valle e dai membri della Fondazione Conservatorio Santa Elisabetta, potranno visitare il piano terra dell’edificio. La visita inizia dal piccolo atrio del Conservatorio, con le grate che permettevano alle monache di clausura di colloquiare con l’esterno, e prosegue nelle meravigliose sale affacciate sul chiostro centrale, dove si conservano intatti il refettorio, l’antico parlatorio e una saletta con una delle prime fotografie del poeta Giovanni Pascoli nel Barghigiano. Negli spazi visitabili saranno esposti paramenti sacri realizzati dalle monache nel corso dei secoli, una serie di statue vestite (tra cui un Gesù bambino del XV secolo) e alcuni cimeli legati all’uso scolastico della struttura. Il tour si conclude nella chiesetta delle monache, con le suggestive opere d’arte in essa contenute, tra cui la pala d’altare in terracotta invetriata di Benedetto Buglioni, raffigurante il Beato barghigiano Michele Turignoli, tradizionalmente indicato come fondatore della struttura.

LUCCA / LA FORTEZZA SPIRITUALE DEL DUOMO DI BARGA – Pregevole complesso architettonico della piccola “acropoli di Barga” dove si sono concentrati fin dal Medioevo i più importanti edifici religiosi e civili della cittadina medicea. La visita parte  dalla terrazza antistante l’edificio del Duomo, che offre una meravigliosa vista sulla Media Valle del Serchio e un suggestivo scorcio sulle Alpi Apuane. Dopo aver osservato le decorazioni architettoniche e scultoree della facciata, realizzate dai maestri comacini in epoca Basso medioevale, il tour proseguirà  all’interno del maestoso edificio in pietra locale per scoprire tutti i tesori in esso contenuti, dal recinto presbiteriale marmoreo e il pulpito di Guido Bigarelli (XIII secolo), fino alle colorate maioliche di bottega robbiana. Attraverso le tracce conservatesi, nel pavimento in diaspro rosso di Barga, si potranno ripercorrere i vari ampliamenti che hanno interessato la struttura nei secoli, fino ai danni subiti a seguito del terremoto di Villa Collemandina (1920) e durante la Seconda Guerra Mondiale. Vicino al Duomo e alla torre campanaria, celebre grazie alla poesia pascoliana “L’ora di Barga”, sarà  possibile visitare inoltre l’antico Palazzo Pretorio, oggi sede del Museo civico Antonio Mordini.

LUCCA / PIEVE DI LOPPIA: MILLENARIA FENICE DI PIETRA – Si può visitare l’esterno e l’interno della Pieve di Santa Maria Assunta in Loppia, seguendo un percorso volto ad evidenziare le varie fasi della storia dell’edificio, che lo hanno portato più volte a “morire e rinascere dalle sue ceneri”. Nel corso della visita verranno illustrate le più importanti opere conservatevi, che testimoniano l’importanza del ruolo che la pieve ricopriva per le comunità  del distretto, di cui era a capo. La visita sarà  un’occasione speciale per immergersi nell’amenità  di uno scrigno di pietra, più volte risorto nei secoli e ancora oggi incastonato tra le verdi e suggestive montagne della Media Valle e della Garfagnana. Vicino alla struttura sarà  possibile percorrere a piedi un tratto conservato della Via Matildica del Volto Santo e gustare prodotti tipici della zona.

LUCCA / PIEVE DI SAN GIORGIO A BRANCOLI – Scoprirete che la Pieve di Brancoli, che risulta citata in diplomi imperiali di Lotario II (1135) e Federico Barbarossa (1167), ebbe un ruolo significativo nella vita religiosa e amministrativa dello Stato lucchese: dipendente dalla diocesi di Lucca, era centro battesimale e punto di riferimento religioso per l’intera “Brancoleria” e centro di raccolta di decime e tributi. Per Matilde di Canossa, era un avamposto ed un presidio contro l’autorità  imperiale. Fu danneggiata nel 1320 durante le guerre tra Lucca e Pisa, restaurata nel XV secolo e nel 1932, preservando intatta la sua struttura romanica originaria del XI e XII secolo.

LUCCA / STORIA E AFFRESCHI DI VILLA BUONVISI, ORA BOTTINI – Magnifici affreschi interni, realizzati alla fine del XVI secolo, attribuiti a Ventura Salimbeni, pittore senese del tardo Rinascimento, qui fortemente influenzato da Raffaello e dalla Farnesina. Le sale sono densamente affrescate con soggetti mitologici greci e romani, celebrativi e allegorici, legati ai temi delle Virtù, delle Scienze, delle Arti e delle divinità  classiche. Oltre alle meravigliose sale affrescate, si potrà  visitare il piano seminterrato, dove grandi spazi destinati a cucine, dotate di pozzo, forno e addirittura di macelleria, testimoniano della destinazione della Villa a luogo di ricevimento e festa. Il giardino, che è uno spazio importante della villa, è in restauro e chiuso alla visita.

VIAREGGIO (LUCCA) / MUSEO DELLA MARINERIA ALBERTO GIANNI – Durante la quale si potrà scoprire la tradizione nautica di Viareggio, le attività dei maestri d’ascia e calafati, l’attività  dei palombari e ammirare da vicino i reperti storici e artistici del museo.

MASSA / IL GIARDINO INCANTATO: CAMELIE TRA NATURA ED ARTE – Il Giardino fa parte del circuito della Società  Italiana della Camelia e ospita ad oggi oltre 500 esemplari appartenenti a 70 specie diverse, tra cui Japonica, Sasanqua, Sinesis, Higo, Reticulata, Rusticana e vari ibridi interspecifici. Il clima mite della zona ne permette infatti la coltivazione di una grande varietà e favorisce, in particolare, la crescita della rara Chrysantha a fiore giallo. Le diverse specie presenti nel giardino fioriscono in momenti differenti, incluso il periodo invernale, accompagnando il ritmo delle stagioni con uno scenario in continua trasformazione, per cui non sarà  mai possibile trovare tutte le camelie fiorite insieme nello stesso momento. Oltre alle camelie, “il Giardino Incantato” accoglie una varietà  di specie botaniche rare e antiche, azalee, ortensie, magnolie e alcuni degli alberi più suggestivi, tra cui un faggio tricolor, betulle, querce e ginkgo biloba, che contribuiscono ad arricchire la biodiversità  e il valore naturalistico del giardino. In un percorso che si snoda tra camelie, varie specie botaniche e sculture realizzate dall’Ing. Franco Lorenzetti, il visitatore sarà  immerso all’interno di un vero e proprio museo all’aperto, un microcosmo dove ancora la biodiversità  si coniuga con i ritmi della natura.

PISA / PIEVE DEI SANTI IPPOLITO E CASSIANO (CASCINA) – Gli apprendisti Ciceroni dell’IIS Pesenti di Cascina, coordinati dalla professoressa Cristina Battistin, racconteranno la storia della pieve e del territorio. I visitatori rimarranno affascinati dalla suggestiva vista della chiesa, che emerge isolata dal verde, e scopriranno i numerosi altari all’interno, che riserveranno interessanti sorprese.

PISA / SAN FRANCESCO, CHIESE MEDIEVALI E PALAZZI OTTOCENTESCHI – Una passeggiata di circa 500 metri nel centro cittadino sarà  l’occasione per conoscere la storia della città, guidati dagli apprendisti Ciceroni dell’IIS Pacinotti, coordinati dal prof. Luca Cipriani. Al mattino si visiterà  l’interno di Sant’Andrea, trasformata negli anni ’80 in uno spazio teatrale d’avanguardia e crocevia di compagnie artistiche contemporanee. Dal 2000 lo spazio è gestito dall’associazione Sant’Andrea Teatro APS, che ne fa una fucina di pensiero e un atelier di formazione attoriale. Nel pomeriggio sarà  invece possibile ammirare l’interno di San Pierino e il suo straordinario pavimento cosmatesco. Grazie agli Apprendisti Ciceroni, i visitatori scopriranno, quasi come in un gioco, il risanamento voluto dai Lorena e individueranno un’altra chiesa con caratteristiche peculiari.

PISA / L’ARCHIVIO DI STATO – Palazzo Toscanelli apre eccezionalmente le porte al pubblico per mostrare ambienti abitualmente chiusi ai visitatori. Per questa speciale occasione, infatti, sarà  possibile partecipare a una visita guidata che condurrà  il pubblico alla scoperta delle sale monumentali del palazzo, delle stanze che custodiscono le antiche pergamene del Diplomatico e dei depositi che raccolgono i documenti più significativi per la storia di Pisa e del suo territorio. Le visite saranno accompagnate dai funzionari dell’Archivio, che illustreranno la storia dell’istituto, della sua sede e dei principali fondi documentari custoditi, offrendo al contempo uno sguardo sulle attività  che oggi si svolgono all’interno dell’istituto. Per l’occasione sarà  inoltre allestita una mostra documentaria con una selezione dei materiali più rappresentativi della ricchezza e della varietà  del patrimonio conservato.

SIENA / MONTERONI D’ARBIA (SI), FATTORIA FORTIFICATA DI GRANCIA DI CUNA – Saranno visitabili gli ampi locali colonnati deputati alla conservazione del grano, che rispecchiano la maggiore architettura senese di primo Trecento, coperti ad ogni livello da una diversa tipologia di soffitto, nonché la rampa di accesso che permetteva ai carri trainati da buoi di salire fino in cima. Nell’androne della grancia una nicchia ospita una statua secentesca del beato Sorore, mitico fondatore dell’ospedale senese. Sulle mura dell’edificio permangono stemmi delle famiglie di alcuni rettori, Saracini e Chigi. Si potranno visitare anche i locali del mulino di Monteroni, sulla gora del torrente Tressa. Si tratta di un itinerario antico, battuto dai viandanti della via Francigena, tornata di gran moda negli ultimi vent’anni, che offre un potenziale di sviluppo turistico a favore del turismo lento.

SIENA / MONNA AGNESE ISTITUTO TECNICO BIOTECNOLOGIE E LICEO LINGUISTICO – Tracce degli studi che ivi si svolgono al giorno d’oggi, il tutto a testimoniare una fervida attività  che nei secoli non è andata scemando. Durante la visita scopriremo gli affreschi di Monna Agnese, l’Ultima Cena di Bartolomeo Neroni detto il Riccio e il San Cristoforo di Domenico Beccafumi. Ci affacceremo poi su un belvedere di Siena inaspettato e particolare.

SAN GIMIGNANO (SIENA) / TORRE E CASA CAMPATELLI – Delle 72 antiche torri che hanno reso celebre San Gimignano, solo 14 sono sopravvissute fino ad oggi a connotare l’inconfondibile profilo del più celebre borgo medievale italiano. Tra queste spicca anche quella dei Campatelli, una famiglia di imprenditori e proprietari terrieri fiorentini che da inizio Ottocento lega il suo nome a questa casa-torre di 28 metri eretta a metà  del XII secolo, oggi la sola ad aver conservato il volume unico originario della costruzione, completamente vuoto. La famiglia acquistò l’intero complesso e ne fece una dimora alto-borghese giunta a noi intatta nell’aspetto e nell’atmosfera grazie a Lydia Campatelli, che nel 2005 lasciò la casa al FAI a condizione che fosse aperta al pubblico.

PESCAGLIA (LUCCA) / TEATRINO DI VETRIANO – La storia del Teatrino di Vetriano risale al 1889 quando l’ingegnere Virgilio Biagini affidò alla piccola comunità un fienile da adibire a teatro. Fu inaugurato grazie all’operosità degli abitanti del borgo nel 1890 che accolsero con grande favore la donazione dando vita a una “Società  Paesana”, che si autotassò con versamento una tantum di 2 lire e poi di 50 centesimi al mese per costruire un teatro di 71 metri quadrati, 60 posti in platea e 20 su due ordini di balconate, ad oggi il teatro storico pubblico più piccolo del mondo. Nato come spazio di aggregazione sociale e culturale, ospitava opere liriche, prosa e commedie musicali. Dopo un periodo di declino nel secondo Novecento, è stato restaurato e riaperto grazie all’intervento del FAI, che ne ha restituito l’identità  storica e la funzione culturale.

Foto: Fai

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Un fiume unisce la Toscana e rappresenta il modo di vivere forte e intraprendente del suo popolo. L'Arno.it desidera raccontarlo con le sue storie, fatiche, sofferenze, gioie e speranze. Senza dimenticare i molti toscani che vivono lontani, o all'estero, ma hanno sempre nel cuore la loro meravigliosa terra.

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